5 film con Nino Manfredi da vedere assolutamente (che non sono previsti in tv per i suoi 100 anni)

Ecco una lista di film con Nino Manfredi da non perdere che non passano spesso in tv. Trame, cast e siti di streaming legale.

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5 film con Nino Manfredi da vedere assolutamente (che non sono previsti in tv per i suoi 100 anni)

La filmografia di Nino Manfredi: tanti film, da vedere e rivedere

Nino Manfredi è stato uno dei migliori attori della storia del cinema italiano. Nato a Castro dei Volsci, in provincia di Frosinone, piena Ciociaria, il 22 marzo 1921, si è spento a Roma, nel 2003.
Dopo una laurea in giurisprudenza e un diploma conseguito all’Accademia di Arte Drammatica, Manfredi ha iniziato una carriera artistica pluridecennale, ricca di successi. La critica lo ha sempre apprezzato e il pubblico l’ha sempre amato molto, anche quando, indossando i suoi inconfondibili maglioni di Missoni, recitava in qualche spot tv.
La filmografia di Manfredi è composta da oltre 100 titoli ed è stata coronata da prestigiosi riconoscimenti, come il Premio Miglior Opera Prima al Festival di Cannes 1971 vinto grazie al suo primo film da regista, PER GRAZIA RICEVUTA. Nell’elenco di film e serie tv che la compongono, ci sono diversi titoli che non passano spesso in tv, anche in occasione di ricorrenze speciali come questa del centenario.

L’Arte di Nino Manfredi: una lunga galleria di personaggi tragicomici e malinconici

Noto per la sua meticolosità, Manfredi è stato un attore capace di caratterizzare in maniera molto personale una lunga galleria di personaggi tragicomici. L’attore laziale era in grado di conferire una vena di malinconia anche alle sue maschere più divertenti e un aspetto divertente a quelle più drammatiche.
Ha lavorato con tanti famosi registi italiani che, con felice intuito, sono stati in grado di assecondare ed esaltare questa sua abilità artistica: Ettore Scola, Gianni Puccini, Luigi Magni, Nanni Loy, Dino Risi, Luigi Comencini.

5 film “dimenticati” con Manfredi che non passano spesso in tv

In questi giorni, a ridosso del centenario della nascita del famoso attore italiano, la programmazione tv ha dedicato buona parte dei palinsesti dei canali del digitale terrestre alla carriera di Nino Manfredi. Il caso ha voluto che, proprio nei giorni a ridosso di questo anniversario, si siano celebrati anche i 160 anni dell’Unità d’Italia e che, in tv, siano stati trasmessi molti film di Luigi Magni sul Risorgimento, interpretati proprio da Manfredi.
Ma, nonostante l’omaggio diffuso su molte emittenti, dai film in tv con Manfredi sono rimaste escluse alcune di quelle che, a giudizio insandacabile (ma discutibile) della redazione di NientePopcorn.it, riteniamo siano alcune delle sue migliori interpretazioni.
Allora, con questo articolo, vi segnaliamo una breve lista di  titoli, 5 film “dimenticati” con Manfredi. Magari, saranno trasmessi in tv nelle prossime settimane. Chissà? Intanto, eccoli qui, pronti per voi, ordinati secondo un criterio cronologico.
Cliccate sulle locandine, per aprire le schede-film di NientePopcorn.it e scoprire trame, cast, voti e commenti. In alcuni casi, troverete anche un elenco di siti di streaming legale per vedere subito questi film. Basta un click sul logo del servizio scelto, per atterrare direttamente sulla piattaforma e vedere il film che preferite.

  • L'Impiegato
    6.9/10 12 voti
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    “L’impiegato” (1960)

    Regia: Gianni Puccini.
    Curiosità: co-sceneggiato dallo stesso Manfredi e da Elio Petri, che assistette Puccini anche alla regia, L’IMPIEGATO è una commedia italiana non troppo conosciuta, ma caratterizzata da situazioni molto originali e dialoghi particolarmente brillanti. L’aria spesso trasognata di Manfredi si coniuga benissimo con il personaggio di Nando Guida, un dipendente con la testa sempre fra le nuvole che ama parlare con il gatto Romoletto. Esistono almeno due film successivi che hanno molti punti in comune con questo di Puccini. Si tratta di SOGNI MOSTRUOSAMENTE PROIBITI (1982) di Neri Parenti, con Paolo Villaggio, e I SOGNI SEGRETI DI WALTER MITTY (The Secret Life of Walter Mitty, 2013) di e con Ben Stiller. Ma entrambi non citano ufficialmente il film con Manfredi. Piuttosto, annoverano tra le loro fonti certe il racconto La vita segreta di Walter Mitty dello scrittore americano James Turber (1939), che, invece, non compare tra i crediti de L’IMPIEGATO. Già nel 1947, dal racconto di Turber, era stato tratto il film SOGNI PROIBITI (The Secret Life of Walter Mitty), con Danny Kaye.

  • A cavallo della tigre
    7.4/10 16 voti
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    “A cavallo della tigre” (1961)

    Regia: Luigi Comencini.
    Curiosità: A CAVALLO DELLA TIGRE è una tragicommedia in puro stile Manfredi. Nell’uso parodistico del linguaggio, il film di Comencini quasi anticipa i giochi lessicali del Risi di STRAZIAMI MA DI BACI SAZIAMI (1968, sempre con Manfredi) e dello Scola di DRAMMA DELLA GELOSIA (1970). Il personaggio di Manfredi, Giacinto Rossi, è un uomo finito in carcere per un errore giudiziario. Per sopravvivere fisicamente e psicologicamente in un ambiente ostile e pericoloso quanto quello di queste carceri dall’aspetto infernale, il mite e ingenuo Giacinto fa quel che può. Ma il destino lo precipita in situazioni sempre più pericolose e grottesche. In questo film, l’attore Mario Adorf è l’aguzzino prepotente di Manfredi. Curiosamente, in un film successivo, OPERAZIONE SAN GENNARO (1966) di Dino Risi, l’attore svizzero è Ciccillo, il tirapiedi tontolone di Dudù, il personaggio (ben più scafato di Giacinto) interpretato da Manfredi. Nel 2002, Carlo Mazzacurati ha diretto un remake omonimo del film di Comencini, con Fabrizio Bentivoglio e Paola Cortellesi.

  • Il padre di famiglia
    6.8/10 19 voti
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    “Il padre di famiglia” (1967)

    Regia: Nanni Loy.
    Curiosità: diversi anni prima del film C’ERAVAMO TANTO AMATI (1974) di Scola, con IL PADRE DI FAMIGLIA, Nanni Loy, in concorso per il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia, indaga le disillusioni del Secondo Dopoguerra. Il Marco di Manfredi è un architetto romano dai trascorsi come attivista socialista che, con il trascorrere del tempo, vede i suoi sogni di giovinezza sgretolarsi sotto il peso delle responsabilità, delle convenzioni sociali e dei meccanismi d’interesse e burocratici difficili da scalfire. Ma, ancor più di Marco, è la moglie Paola (Leslie Caron) a caricare sulle proprie spalle le contraddizioni di una società in apparente mutamento che, alla fine, maschilista, vittimista e paternalista com’è, somiglia sempre a se stessa.

  • Pane e cioccolata
    7.5/10 45 voti
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    “Pane e cioccolata” (1974)

    Regia: Franco Brusati.
    Curiosità: in PANE E CIOCCOLATA, Manfredi è Nino Garofoli, un emigrato italiano in Svizzera protagonista di un’odissea burocratica e sociale. Il film di Brusati è stato un grande successo, anche nel corso di numerosi eventi cinematografici internazionali. Il film è stato premiato con l’Orso d’Argento a Berlino, ha ricevuto una nomination ai premi César come miglior lungometraggio straniero, ha vinto un David di Donatello come miglior film (parimerito con AMARCORD di Federico Fellini) e un Nastro d’Argento per il miglior soggetto. Scena cult: mentre si trova in un bar pieno di svizzeri, Nino, che si sta fingendo elvetico, non riesce a trattenere la gioia, quando la Nazionale italiana di calcio segna un gol.

  • Il giocattolo
    7.2/10 17 voti
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    “Il giocattolo” (1979)

    Regia: Giuliano Montaldo.
    Curiosità: come racconta lo stesso Montaldo nella biografia Dal Polo all’Equatore di Alberto Crespi (Marsilio, 2005), l’idea de IL GIOCATTOLO gli venne da un drammatico fatto di cronaca. “È decisamente un film sugli anni Settanta. Io e Sergio Donati, lo sceneggiatore, fummo colpiti dalla storia di Re Cecconi, il calciatore della Lazio che entrò in una gioielleria e per fare uno scherzo al padrone – che era un suo conoscente- disse: ‘Fermi tutti, questa è una rapina’, e il gioielliere estrasse una pistola, sparò senza guardare chi aveva davanti e lo uccise. (…) Erano gli anni del terrorismo, delle rapine, degli espropri proletari. La drammatica evoluzione del protagonista, l’inizialmente mite e mediocre Vittorio, è palpabile e Manfredi si conferma un interprete eccellente nel mostrare con piccoli scarti efficaci i cambiamenti profondi che intervengono nel suo personaggio.

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[Nella foto principale: Nino Manfredi nel film PANE E CIOCCOLATA].

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