I Magnifici 7 – Il meglio della cinematografia di Álex de la Iglesia

Il regista basco sta per tornare nei cinema italiani con "Le streghe son tornate", caustica commedia del 2013 che racconta dell'insolubile conflitto tra uomini e donne. Scoprite 7 tra i migliori film del cineasta con Nientepopcorn.it!

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TREMATE, TREMATE: DE LA IGLESIA E LE STREGHE SON TORNATE!

Il regista spagnolo Álex de la Iglesia sta per tornare sugli schermi dei cinema italiani: l’occasione è offerta da LE STREGHE SON TORNATE, dissacrante ed iperbolico film del 2013 che ha riscosso un notevole successo di pubblico in Spagna, aggiudicandosi ben otto Premi Goya, e che, dal 30 aprile, trova finalmente distribuzione anche in Italia, grazie a Officine UBU.

ÁLEX DE LA IGLESIA: L’ENFANT TERRIBLE DEL NUOVO CINEMA SPAGNOLO

De la Iglesia, basco di Bilbao, è cineasta prossimo ai cinquant’anni (li compirà il 4 dicembre), amante del grottesco e delle caratterizzazioni forti, tratto comune -seppur con le debite proporzioni e distinguo- a suoi illustri colleghi e connazionali, come Luis Buñuel e Pedro Almodóvar.
Appassionato fin da ragazzino di film e fumetti, debutta nel cinema come direttore artistico in un corto di Pablo Berger e, nel 1991, dirige un cortometraggio horror dai toni surreali e vagamente espressionisti, MIRINDAS ASESINAS, con cui inizia il sodalizio artistico con Jorge Guerricaechevarría, co-sceneggiatore di molti suoi lavori successivi, e Álex Angulo, compianto attore iberico scomparso nel luglio dell’anno scorso.
Il lavoro di de la Iglesia attira l’attenzione di Almodóvar che decide di produrre il suo primo film, l’horror fantascientifico AZIONE MUTANTE (1992).
Nei vent’anni successivi, Álex de la Iglesia ha diretto e sceneggiato una decina di lungometraggi, svariati corti, una serie televisiva fantascientifica (PLUTÓ B.R.B. NERO) andata in onda tra il 2008 e il 2009, film horror per la tv, un documentario (MESSI, 2014) dedicato a Lionel Messi (ndA: il campione argentino della squadra di calcio del Barcellona), presentato durante le Giornate degli Autori all’ultima Mostra internazionale del Cinema di Venezia e un insolito videogioco ad “alta” definizione, tale MARBELLA ANTIVICIO, parodia iberica di MIAMI VICE.
Si tratta di una produzione eterogenea, attraverso la quale de la Iglesia ha toccato vari generi cinematografici, dalla commedia sentimentale, al western, passando per l’affresco storico, fino a battere ripetutamente gli ambiti più amati fin dalla giovinezza, l’horror e lo sci-fi.

UN PROFESSIONISTA APPREZZATO DA COLLEGHI ED ATTORI

Il cineasta basco ha lavorato con alcuni tra i più noti attori latini (Javier Bardem, Guilermo Toledo, Salma Hayek, Rosie Perez, Carmen Maura, Carlos Areces, Carolina Bang, Santiago Segura) e diverse star internazionali, come Elijah Wood, James Gandolfini e John Hurt, creando un profondo legame professionale e personale con molti di essi, tanto che i loro volti-feticcio ricorrono in numerose delle sue produzioni.
Dal 2011, Álex de la Iglesia è Presidente dell’Academia de las Artes y las Ciencias Cinematográficas spagnola, l’organo che, tra le varie attività, presiede all’assegnazione dei Goya, gli Oscar del cinema iberico.

Nientepopcorn.it affronta la cinematografia di Álex de la Iglesia dedicandogli l’appuntamento con la classifica periodica I Magnifici 7: divertitevi!

  • 7. OXFORD MURDERS – TEOREMA DI UN DELITTO

    Per OXFORD MURDERS (2008), la sua prima trasferta anglofona, Álex de la Iglesia si affida al romanzo La serie di Oxford del matematico argentino Guillermo Martínez e ad un cast internazionale in cui spiccano John Hurt (SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO, 2013) e Elijah Wood (OGNI COSA È ILLUMINATA, 2005). Pur essendosi aggiudicato tre Goya (Miglior Colonna Sonora, Montaggio e Produzione), la rilettura in stile de la Iglesia del thriller e del noir americano con l’inserimento di meccanismi enigmistici non ha entusiasmato la critica internazionale che, oltre alle poco apprezzate prove attoriali del cast, ha contestato in particolare la sostituzione dei nomi dei matematici citati nel libro con nomi di pura invenzione, depauperandone -a loro giudizio- l’importanza culturale.

  • Azione mutante
    6.3/10 16 voti

    6. AZIONE MUTANTE

    Nato sulle ceneri di un corto che avrebbe dovuto intitolarsi Piratas del espacio, il debutto di de la Iglesia alla regia di un lungometraggio ha avuto come padrini d’eccezione i fratelli Pedro ed Agustino Almodóvar che certo saranno stati felici della nomination del loro figlioccio artistico a Miglior Regista Esordiente ai Goya 1992. Ambientato nel 2012, in un futuro post-apocalittico, AZIONE MUTANTE (1992) ha permesso a de la Iglesia di mettere in scena una metafora sociale con caratteri cyberpunk politicamente scorretta, in cui gli antieroi della situazione sono rappresentati da un gruppo di portatori di handicap che ha dato vita ad una guerriglia terrorista impegnata nel rovesciamento del potere capitalistico vigente. Si tratta indubbiamente della prima codificazione dello stile eccessivo e divertente del regista basco, in cui prevale un gusto per il barocco estetico mediato da una riconoscibile ironia nera.

  • 5. CRIMEN PERFECTO – FINCHÉ MORTE NON LI SEPARI

    Commedia nera ambientata nel surreale contesto di un grande magazzino (Monsieur Malaussene docet), in bilico tra i toni del grottesco e dell’horror, CRIMEN PERFECTO (2004) è un dichiarato omaggio ad illustri precedenti: DELITTO PERFETTO (1954) di Hitchcock, ANATOMIA DI UN OMICIDIO (1959) di Otto Preminger e, soprattutto per via della sua ridanciana vena oscura, ESTASI DI UN DELITTO (1955) di Luis Buñuel. Forte delle riuscite caratterizzazoni dei personaggi e delle interpretazioni dei suoi protagonisti, l’ispirato Guillermo Toledo e l’esordiente Mónica Cervera, candidata ai Goya come Miglior Rivelazione Femminile, il film è stato un grande successo di pubblico in Spagna ed è stato ben apprezzato anche all’estero, conquistando il premio come Miglior Film al Festival del Cinema Poliziesco di Cognac.

  • Perdita Durango
    6.5/10 24 voti

    4. PERDITA DURANGO

    PERDITA DURANGO (1997), ambientato e girato in Messico, è uno dei film più eccessivi e, forse, più riusciti di Álex de la Iglesia che, subentrando al collega Bigas Luna, ha adattato per il cinema 59 Degrees and Raining: The Story of Perdita Durango, romanzo dello scrittore di Chicago Barry Gifford, amato anche da David Lynch che ha lavorato con lui alla sceneggiatura di STRADE PERDUTE (1997) e che, nel 1990, ha portato sul grande schermo il suo CUORE SELVAGGIO (qui, Perdita Durango compare fugacemente, interpretata da Isabella Rossellini).
    La pellicola di de la Iglesia è un riuscito mix di amore, sesso, humour nerissimo e santería, la tradizione religiosa e culturale sincretica diffusa in parte dei Paesi latinoamericani e Perdita (Rosie Perez, voluta dal regista al posto di Victoria Abril, dopo la defezione di Madonna scritturata da Luna), donna letale e perversa avvezza alla violenza, con tutte le sue esagerazioni fisiche e morali, sembra uscita da un film di Russ Meyer e trova perfetta controparte nel sadico satanista interpretato da un Javier Bardem in grande spolvero. La pellicola, tra le più costose della storia del cinema spagnolo, ha subito numerose vessazioni e tagli da parte della censura: in Italia, per esempio, è stata distribuita in sala solo nel 2004, privata di venti minuti rispetto alla versione originale.

  • Il giorno della bestia
    7.2/10 20 voti

    3. IL GIORNO DELLA BESTIA

    IL GIORNO DELLA BESTIA (1995), Miglior Film ai Premi Goya 1995, vede un’alta concentrazione di nomi noti al pubblico italiano, annoverando nel cast l’attore romano Armando De Razza, Maria Grazia Cucinotta e Gianni Ippoliti, ironico volto televisivo che, qui, non a caso, veste i panni di un produttore tv. Candidato a quattordici Goya e vincitore di cinque, tra cui quello per la Miglior Regia, il film è una “commedia satanica” che ha messo d’accordo critica e pubblico, architettando una parabola dissacrante legata alle diffuse visioni apocalittiche diffuse alla fine del millennio che non manca di denunciare alcune pericolose derive, come quella fascista e di nostalgia franchista che, ai tempi, era effettivamente presente a Madrid, identificandola con la squadraccia di teppisti che picchia i senzatetto, annunciando l’avvento di Satana.

  • 2. BALLATA DELL’ODIO E DELL’AMORE

    BALLATA DELL’ODIO E DELL’AMORE (2010), film vincitore del Leone d’Argento a Venezia 2010, è il primo lavoro di de la Iglesia senza il fido co-sceneggiatore Guerricaechevarría.
    La pellicola è una riuscita summa dell’estetica e della narrativa del regista basco, in cui dramma, senso del grottesco, romanticismo e commedia si fondono in maniera surrealmente equilibrata per dare vita ad un racconto tragicamente entusiasmante. Con richiami al circo di Fellini e Jodorowsky, sfruttando l’ambigua e dolceamara figura dei clown già accennata in CRIMEN PERFECTO, de la Iglesia imbastisce una storia pirotecnica, da taluni definita perfino ipnotica, dal finale che definire eccessivo è quasi riduttivo. Nel cast, spicca un tragicomico Carlos Areces, convincente maschera del nuovo cinema spagnolo.

  • 1. LA COMUNIDAD – INTRIGO ALL’ULTIMO PIANO

    Sfruttando il concetto di microcosmo violento e gli assunti di taglio complottistico già sfruttati da registi come Polanski (ROSEMARY’S BABY, 1968), de la Iglesia usa finalmente uno dei contesti più cari al cinema di taglio satirico e grottesco, cornice ideale di speculazioni socio-urbanistiche, da Le Corbusier a Ballard: il condominio. LA COMUNIDAD (2000) è un coacervo di personalità alienate eppure plausibili, in cui, benché distorti, è possibile riconoscere i cliché della convivenza forzata all’interno di un edificio. Il film è valso numerosi premi alla protagonista, la grande Carmen Maura, tra cui il prestigioso Premio Concha de Plata al Festival del Cinema di San Sebastián. LA COMUNIDAD è un ritratto divertente ed impietoso della società contemporanea, in cui l’avidità sembra regina incontrastata.

[Nella foto, un’immagine tratta da BALLATA DELL’ODIO E DELL’AMORE]

CATEGORIE: I Magnifici 7

1 commento

  1. mark renton / 1 giugno 2016

    De La Iglesia grandissimo regista! Dovrebbe essere rivalutato.

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