Lo Studio Ghibli interrompe momentaneamente le attività.

Fulmine a ciel sereno per i fan degli studi di animazione Miyazaki-Takahata, dopo le dichiarazioni rilasciate ieri dal produttore Suzuki Toshio, durante un'intervista televisiva.

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Lo Studio Ghibli chiuderà. Anzi, no.
Le notizie sulla sorte degli studi di produzione e distribuzione dei film della premiata ditta Miyazaki-Takahata che hanno colpito come un fulmine a ciel sereno i fan dell’animazione giapponese si rincorrono da qualche ora, dopo che Suzuki Toshio, produttore di tutti i film Ghibli, ieri (3 agosto), durante un’intervista trasmessa in diretta da una rete televisiva giapponese, ha parlato di un’interruzione delle lavorazioni.

È da diversi anni, fin dal 1989, dopo l’uscita di KIKI, che viene paventata una chiusura degli studi. Ma, se ai tempi, tale ipotesi era legata alla proverbiale prudenza di Miyazaki-san (“Pensavo che per uno studio tre film fossero sufficienti. Invece ne abbiamo già fatti cinque. Se ne facessimo altri, rischieremmo solo di rovinare i rapporti tra noi” [fonte: Internazionale, 13 settembre 2013]), adesso il pericolo è legato al ritiro definitivo di Miyazaki in veste di autore, character designer e regista ed agli incassi contenuti degli ultimi lavori (KAGUYA-HIME NO MONOGATARI di Takahata Isao, 2013, e WHEN MARNIE WAS THERE, uscito in Giappone lo scorso 19 luglio), qualitativamente superlativi, ma altamente dispendiosi in termini economici.
Finora, Ghibli ha sempre evitato di delocalizzare le attività di disegno ed animazione e di demandare a manodopera estera il proprio lavoro, nonostante tale scelta consenta un deciso abbattimento dei costi.

Suzuki, in realtà, non paventa una totale chiusura dello Studio Ghibli, ma un suo ridimensionamento, con temporanea sospensione delle attività, al fine di adeguare gli spazi e le attività ai futuri staff di lavoro.
Infatti, contrariamente a quanto accade nel resto degli studi giapponesi, dove al termine di una produzione la squadra viene licenziata e sostituita con una nuova, le maestranze Ghibli lavorano a tempo pieno, in maniera continuativa, fin dai tempi di PORCO ROSSO (1992).
L’assenza di Miyazaki e delle sue idee ed i lunghi tempi di lavorazione dei film di Takahata sono, quindi, elementi economicamente svantaggiosi per lo Studio.
Pur raccogliendo cifre considerevoli (PONYO, 2009, ha incassato, finora, circa 200 milioni di dollari e ARRIETTY, 2011, ben 145)e nonostante il sempre più ampio gradimento internazionale, nessun film Ghibli è riuscito ad eguagliare gli incassi del Premio Oscar LA CITTÀ INCANTATA (2001), stimati intorno ai 275 milioni di dollari.

A conti fatti, le parole di Suzuki suonano decisamente realiste, più che consolatorie:
“On what to do with Studio Ghibli’s future, it is by no means impossible to keep producing [movies] forever. However, we will take a brief pause to consider where to go from here” (trad.: “Per quanto riguarda il futuro dello Studio Ghibli, è impossibile continuare a produrre [film] per sempre. Tuttavia, faremo una breve pausa per considerare cosa fare da qui in poi”).

Fonte: Cinemablend.com

4 commenti

  1. Joel / 4 agosto 2014

    Pare sia stato solo un errore di traduzione, ovvero non chiuderà lo studio. http://www.italiajapan.net/2014/08/studio-ghibli-non-chiude/

    • Stefania / 4 agosto 2014

      Eh sì: verranno sospese momentaneamente le attività.
      In fondo, mi sembra anche una cosa giusta: devono capire bene come organizzarsi senza Miyazaki.

  2. Francesco / 4 agosto 2014

    Sollievo enorme!

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