La grande disillusione di Antonio Pietrangeli.

È ancora BOOM! con la rassegna su pellicola all'Altrove di Genova organizzata dal Laboratorio Probabile Bellamy in collaborazione con Nientepopcorn.it. Stasera, "Io la conoscevo bene" di Pietrangeli.

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Proseguono gli appuntamenti cinematografici del lunedì, rigorosamente su pellicola, organizzati dal Laboratorio Probabile Bellamy in collaborazione con Nientepopcorn.it, presso l’Altrove – Teatro della Maddalena di Genova (Piazzetta Cambiaso, 1).

La rassegna di turno, BOOM!,è dedicata alla grande commedia all’italiana, specchio di una società, quella dell’Italia del secondo dopoguerra, economicamente in piena espansione, caratterizzata da nuove convenzioni sociali ed antiche, discutibili tendenze italiche, lanciata a velocità supersonica verso un orizzonte di comodità e consumismi di varia natura.
Questa volta, il compito di raccontare le contraddizioni del Paese viene affidato a Io la conoscevo bene (1965), uno tra i titoli più significativi della filmografia del regista e sceneggiatore romano Antonio Pietrangeli.
Il film racconta le vicende di Adriana (Stefania Sandrelli), bella ed apparentemente ingenua ragazza di campagna trasferitasi nella capitale per affermarsi nel mondo della pubblicità e del cinema.

Leggenda vuole che il film fosse stato pensato affinché la protagonista fosse interpretata da Sandra Milo che, come viene ricordato dalla stessa attrice in uno stralcio di intervista riportato nel volume L’avventurosa storia del cinema italiano (1960-1969), edito da Feltrinelli nel 1981, venne lungamente consultata da Pietrangeli al fine di definire la fisionomia psicologica della giovane Adriana.
Certo è che la Sandrelli, qui in una delle sue migliori interpretazioni della sua lunga carriera, è incarnazione riuscita e convincente di un personaggio fragile, disilluso, doloroso nonostante la sua apparente vacuità, travolto da quella rumorosa, pacchiana brama di apparire che da quei ruggenti anni in poi l’Italia avrebbe più o meno consapevolmente adottato come “cifra sociale”.

Nel cast compaiono anche grandi interpreti maschili: Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Enrico Maria Salerno impersonano diversi aspetti dell’universo mascolino che gravita intorno alla protagonista, ma essi, benché mai apertamente violenti, sono tutti accomunati dalla propensione allo sfruttamento altrui, sono la personificazione dell’allora nascente tendenza a fagocitare la bellezza, a ridurla ai minimi termini, svilendo la grazia intima di un’Italia allora pronta a rinascere.

La pellicola di Pietrangeli, fotografata magistralmente dal bianco e nero delicato e tagliente di Armando Nannuzzi, è accompagnata dall’ottimo commento musicale di Piero Piccioni e da alcuni brani musicali d’epoca, su cui svetta la vibrante Mani bucate di Sergio Endrigo.
Io la conoscevo bene è una delle vette più alte raggiunte dalla commedia all’italiana, in cui alla pungente satira di costume si accosta un’indubbia qualità tecnica ed estetica: è un vero peccato che Pietrangeli, scomparso improvvisamente nel 1968, neppure cinquantenne, benché attivo nel mondo del cinema fin dai primi anni Quaranta, abbia avuto poche altre occasioni per esprimere al meglio le proprie doti registiche: i precedenti Adua e le compagne (1960) ed il trasognato Fantasmi a Roma (1961) avevano, infatti, già messo in tavola le sue indubbie capacità.

La proiezione avrà inizio alle h.21 e, come sempre, sarà preceduta da un buffet di benvenuto (h.20:30), compreso nel costo del biglietto (intero €5; ridotto per soci Bellamy €4).

CATEGORIE: AltroveRassegne

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