L’archistar Wes Anderson firma un bar per Prada

Il cineasta texano, quattro volte Oscar 2015 con "Grand Budapest Hotel", ha progettato il Bar Luce all'interno del nuovo polo museale milanese della maison Prada, con cui ha un rapporto lavorativo di vecchia data. Le foto del locale!

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WES ANDERSON FIRMA IL BAR LUCE DELLA FONDAZIONE PRADA

Wes Anderson si cimenta nella progettazione di interni e, voilà, realizza il Bar Luce, il locale per cocktail e ristorazione progettato all’interno della nuova sede di Milano della Fondazione Prada (Largo Isarco, 2 con accesso indipendente anche da via Orobia), neo-complesso museale ed espositivo di circa 19mila metri quadrati.
Dal 9 maggio, in concomitanza con l’inaugurazione del museo, il bar sarà aperto tutti i giorni dalle 9 alle 22 e permetterà agli avventori di immergersi in una sofisticata atmosfera rétro, a metà strada tra i bar italiani degli anni Cinquanta e l’allure ricercatamente vintage tanto amata dal regista di Houston, ben palesate nella scelta dei materiali, dalla formica al legno impiallacciato, e dei colori pastello dei rivestimenti in ecopelle imbottita.

DETTAGLI ARCHITETTONICI E CINEMATOGRAFICI

L’edificio in cui è ospitato il Bar Luce è una ex-distilleria dei primi del Novecento adattata a nuovi scopi dallo studio di progettazione OMA, il cui responsabile dei lavori è il noto architetto olandese Rem Koolhaas. Ai sette immobili presenti nell’area, il progetto di recupero e riqualificazione ne ha affiancati tre di nuova costruzione, in grado di ospitare contemporaneamente una collezione permanente e tre esposizioni periodiche.
In accordo con la struttura originale dell’immobile, caratterizzata da travi in acciaio a vista e muratura perimetrale portante, e reverente nei confronti della tradizione borghese locale della passeggiata coperta tipica dell’architettura urbana del XIX secolo, il soffitto del Bar Luce è decorato in modo da richiamare le vetrate della celebre Galleria Vittorio Emanuele, il salotto buono di Milano, con altre citazioni riferite ad un paio di capisaldi del cinema neorealista, come ROCCO E I SUOI FRATELLI (1960) di Luchino Visconti e MIRACOLO A MILANO (1951) di Vittorio De Sica.

LA LIASON PRADA-ANDERSON

Anderson (quattro volte premio Oscar 2015 con GRAND BUDAPEST HOTEL) ne parla come di: “(…) un ottimo set, ma anche un bellissimo posto per scrivere un film. Ho cercato di dare forma a un luogo in cui mi piacerebbe trascorrere i miei pomeriggi non cinematografici”. E, a dispetto della sua passione per la simmetria, qui assente: “Non c’è una prospettiva ideale per questo spazio. Dal momento che è stato pensato per essere ‘vissuto’, dovrebbe avere molti posti comodi dove sedersi per conversare, leggere, mangiare, bere…”.
La liason tra Wes Anderson e la maison Prada è di vecchia data: per il marchio italiano di alta moda, infatti, il cineasta ha realizzato negli anni scorsi diversi cortometraggi-spot, uno dei quali, CASTELLO CAVALCANTI (2013), viene citato apertamente in uno dei flipper che arredano il Bar Luce, in coppia con quello dedicato al lungometraggio LE AVVENTURE ACQUATICHE DI STEVE ZISSOU (2003).
Resta da capire se i dolci saranno o no quelli della Pasticceria Mendl

CATEGORIE: Gossip

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