“L’animazione dipinta” e la Corrente Neopittorica italiana

Grazie ad un esaustivo e documentato saggio di recente pubblicazione, ci inoltriamo nel mondo dell'animazione indipendente italiana, tra le affascinanti opere degli artisti che fanno parte della prima corrente individuata nell'alveo del cartoon made in Italy.

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LE GIOIE E I DOLORI DELL’ANIMAZIONE INDIPENDENTE ITALIANA

Il mondo dell’animazione italiana, così attiva nel periodo in cui il Carosello furoreggiava sugli schermi televisivi negli anni del boom economico del secondo dopoguerra, tutt’oggi non difetta di realtà interessanti e propositive (basti pensare al lavoro del napoletano Alessandro Rak che, con la MAD Entertainment, ha vinto l’European Film Award 2014 per il lungometraggio L’ARTE DELLA FELICITÀ), ma difetta di quella competitività praticata a suo tempo da professionisti come Bruno Bozzetto, Emanuele Luzzati e lo Studio Pagot in grado di riportarla definitivamente alla ribalta internazionale.
Accantonate le velleità commerciali dell’epoca d’oro, a cui, comunque, realtà isolate come la Rainbow delle WINX non sono affatto estranee, l’animazione italiana indipendente vive attualmente in una sorta di dimensione parallela e “clandestina” e si esprime principalmente in forma di cortometraggio: si tratta di una produzione incolpevolmente d’élite, rivolta ad un pubblico selezionato, quello delle rassegne e dei festival di genere (se non degli addetti ai lavori), che, come accade per le produzioni indipendenti nell’ambito del cinema “tradizionale”, fatica a raggiungere le grandi platee.

“L’ANIMAZIONE DIPINTA”: L’INDIVIDUAZIONE DELLA PRIMA CORRENTE NEL CARTOON ITALIANO


Se, da un lato, questa condizione di isolamento penalizza la distribuzione canonica di lavori artisticamente meritevoli, d’altra parte essa sembra aver favorito lo sviluppo di un sapere artigiano peculiare per l’uso dei mezzi e per l’originalità della messincena, dal quale emerge una indubbia propensione ad una rappresentazione visiva caratterizzata da un’evidente urgenza comunicativa, da un grande estro creativo e da notevoli sperimentazioni espressive e tecniche che, spesso, non contemplano l’uso del digitale.
Ravvisati questi ed altri tratti comuni nei lavori di un nutrito gruppo di autori che, oltre ad essere animatori sono spesso scrittori e illustratori, Priscilla Mancini ha raccolto le proprie analisi sull’argomento nel saggio L’animazione dipinta. La Corrente Neopittorica del cartoon italiano, recentemente edito da Tunué nella collana Lapilli.
Critica d’arte laureatasi in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Milano con una tesi curata da Giannalberto Bendazzi, tra i maggiori esperti internazionali e docente di storia del cinema di animazione e autore di numerosi testi inerenti la materia (tra cui l’imprescindibile Cartoons – Cento anni di cinema di animazione), con L’animazione dipinta la Mancini enuclea una corrente precisa in seno alla produzione animata made in Italy: si tratta di un fatto assolutamente inedito.
Come sottolinea Bendazzi nell’introduzione al testo, infatti, una Corrente propriamente detta non era mai esistita in questo settore della cinematografia italiana: affondando le proprie radici nella tradizione pittorica, in particolare quella rinascimentale e delle avanguardie sviluppatesi tra l’Ottocento e il Novecento (in Italia, furono artisti futuristi come Arnaldo Ginna, Gianni Veronesi e Cioni Carpi a sperimentare per primi una sorta di pittura astratta animata, seguiti da nomi come Magdalo Mussio e Manfredo Manfredi, esponenti di quella che la Mancini definisce paleopittoricità), a cavallo tra il XX e il XXI secolo, la Corrente Neopittorica ha iniziato ad esprimersi concretamente, ma in maniera spontanea, senza un “manifesto” preciso, offrendo perfino uno spunto di analisi interessante sull’Italia e sulla sua cultura in un preciso momento storico, configurandosi come un crocevia fra pittura, cinema, video arte e poesia.

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELLA CORRENTE NEOPITTORICA?

Oltre alla scelta di lavorare in maniera creativamente e produttivamente indipendente, rifuggendo la “serialità su commissione”, uno degli elementi di raccordo tra gli albori dell’animazione italiana e la Corrente Neopittorica è la cosiddetta pittura verbale (termine coniato per descrivere i lavori del citato Mussio), ovvero la capacità di creare immagini legate alle regole della rappresentazione pittorica, ma declinate con toni eleganti e intimistici, “di tradizione vagamente e suggestivamente letteraria”. In breve, la parola scritta entra nella sfera dell’immagine: la parola si scrive davanti agli occhi dello spettatore, grazie all’animazione. Sullo schermo, prende vita un gioco di trasformazioni, di fusione, di metamorfosi incessante delle forme e dei soggetti che, incapaci di essere fissati in qualcosa di stabile e determinato, subito fuggono verso nuovi orizzonti, verso nuove mete da conquistare”. Nelle rappresentazioni animate neopittoriche, la creazione artistica “sembra essere caratterizzata dall’impossibilità di staticità e da un profondo bisogno di movimento e di fuga verso forme differenti (…). Le forme vengono trascinate, dilatate (…). Ne nascono film che potrebbero esistere di per sé, al di là della presenza di una trama o di una storia riconoscibili”, in una sorta di danza irrefrenabile che permette di saltabeccare nel tempo e nello spazio (fisico e mentale): non è un caso che la memoria (in particolare, il ricordo dell’infanzia) intesa anche come conservazione e rispetto della tradizione, l’uso della parola (detta e scritta), la fuga siano tra i temi prediletti e ricorrenti all’interno dei lavori di animazione che ricadono nell’alveo della Corrente Neopittorica.

LA CORRENTE NEOPITTORICA: GLI ARTISTI

Lo spoglio della Mancini ha fatto emergere un dato geografico importante: pur provenendo da luoghi diversi, una parte degli animatori neopittorici si è formata e lavora in una zona precisa dell’Italia centrale, tra la Romagna, la Toscana e le Marche, con l’Istituto Statale di Urbino che funziona come perno e che, con la sezione di Disegno Animato, “si caratterizza come una moderna ‘bottega’”.
L’animazione dipinta analizza nel dettaglio la biografia e l’opera di questo nutrito gruppo di artisti (da Simone Massi a Ursula Ferrara, da Elena Chiesa a Massimo Ottoni): per approfondire l’argomento, vi rimandiamo alla lettura del ricco, agile ed esaustivo testo della Mancini, mentre, qui, vi proponiamo una brevissima selezione di alcuni dei loro affascinanti lavori. Buona lettura e buona visione!

Roberto Catani

Elena Chiesa

Simone Massi

Julia Gromskaya

Magda Guidi

Mara Cerri

Ursula Ferrara

Massimo Ottoni

Andrea Pierri

Gianluigi Toccafondo

[Nella foto, un’immagine tratta dal promo della Mostra del Cinema di Venezia del 2012 firmato da Simone Massi]

CATEGORIE: Libri

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