Al Pacino compie 75 anni

Uno dei più influenti attori del cinema contemporaneo festeggia un compleanno importante: tra ruoli iconici e qualche débacle, l'attore italoamericano è tra i più amati dal pubblico internazionale. Ripercorriamo la sua intensa carriera.

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BUON COMPLEANNO, AL!

Al Pacino compie 75 anni.
L’attore italoamericano considerato tra gli interpreti più influenti della storia del cinema contemporaneo è ancora in piena attività e, anche se negli ultimi anni ha ridotto le sue apparizioni cinematografiche, resta comunque impegnato in produzioni teatrali e ottimi prodotti televisivi, tra i quali annoveriamo le produzioni HBO YOU DON’T KNOW JACK (2010), film tv diretto da Barry Levinson che è valso a Pacino un Golden Globe come miglior attore, e PHIL SPECTOR (2013) di David Mamet.

UNO DEI VOLTI DEL CINEMA METROPOLITANO DEGLI ANNI ’70

Nato il 25 aprile 1940 da figli di immigrati italiani nel quartiere di East Harlem, a New York, vive un’infanzia ed un’adolescenza turbolente: lascia presto la scuola, ma fin da ragazzo tenta di iscriversi a varie scuole di recitazione e, verso la fine degli anni Sessanta, viene ammesso all’Actor’s Studio di Lee Strasberg.
Il 1972 è l’anno della svolta: Francis Ford Coppola lo sceglie per il ruolo di Michael Corleone ne IL PADRINO, al fianco di Marlon Brando. Primo ruolo-chiave, prima candidatura agli Oscar come Miglior Attore non Protagonista, condivisa con i colleghi di set James Caan e Robert Duvall (per la cronaca, il premio andò a Joel Grey per CABARET di Bob Fosse).
Al Pacino diventa uno dei volti ricorrenti dei film metropolitani degli anni Settanta: lavora con Sidney Lumet (SERPICO, 1973; QUEL POMERIGGIO DI UN GIORNO DA CANI, 1975), Jerry Schatzberg (LO SPAVENTAPASSERI, 1973), Sidney Pollack (UN ATTIMO, UNA VITA, 1977), collezionando i primi importanti riconoscimenti.
Dopo un paio di mezzi passi falsi (CRUISING, 1980 di William Friedkin, la commedia PAPÀ, SEI UNA FRANA, 1982) che segneranno la strada per alcuni ruoli sballati durante gli anni successivi (su tutti, il flop commerciale REVOLUTION, 1985, di Hugh Hudson), Pacino interpreta SCARFACE (1983) di Brian De Palma: la rilettura del mito criminale di Al Capone ne crea uno nuovo cinematografico, Tony Montana.

ALTI E BASSI DI UNA CARRIERA POLIEDRICA

Dopo aver alternato alcune pellicole poco riuscite (SEDUZIONE PERICOLOSA, 1989) a produzioni teatrali, Pacino torna alla grande sugli schermi internazionali, con una nuova maturità professionale: benché l’istrionismo e l’imprevedibilità restino uno dei suoi tratti distintivi, sembra aver acquisito una diversa profondità. Sono gli anni di PAURA D’AMARE (1991), dove -dopo SCARFACE– ritrova Michelle Pfeiffer, SCENT OF A WOMAN (1992), remake abbastanza libero di PROFUMO DI DONNA di Dino Risi, per la cui interpretazione riceve l’Oscar come Miglior Attore e, soprattutto, CARLITO’S WAY (1993): diretto ancora da De Palma, Pacino disegna il lato sconosciuto di un alter ego del vecchio Tony Montana, entusiasmando critica e pubblico con il malinconico personaggio di Carlito Durante.
Dopo anni di attesa e vagheggiamenti a riguardo, Al Pacino incontra sul set l’amico-rivale di sempre, Robert De Niro: l’occasione viene offerta loro da HEAT – LA SFIDA (1995) di Michael Mann. Chi ha vinto l’incontro tra pesi massimi? Nel dubbio, più di dieci anni dopo, i due sono stati scritturati di nuovo insieme da Jon Avnet per SFIDA SENZA REGOLE (2008).

IL GANGSTER E IL DIAVOLO: IL GRAND-GUIGNOL DI AL PACINO

DONNIE BRASCO (1997) di Mike Newell, OGNI MALEDETTA DOMENICA (1999) di Oliver Stone e L’AVVOCATO DEL DIAVOLO (1997) di Taylor Hackford disegnano la tripletta iconica di Al Pacino nella seconda metà degli anni Novanta: l’allenatore old school, il gangster filosofo e Lucifero sono personaggi cuciti apposta su di lui, sul suo senso del grand-guignol e sulla sua inconfondibile fisicità.
A dirla tutta, gli anni a venire, cinematograficamente parlando, non sono tra i migliori di Al Pacino, contraddistinti da progetti interessanti sulla carta, ma poco felici negli esiti. Lavora con Christopher Nolan (INSOMNIA, 2002), Jon Avnet (88 MINUTI, 2007), Roger Donaldson (LA REGOLA DEL SOSPETTO, 2003), Steven Soderbergh (OCEAN’S THIRTEEN, 2007), con risultati stiracchiati.

I GRANDI AMORI DI AL PACINO: TEATRO E SHAKESPEARE

Fin dai primi anni Novanta, però, si dedica con successo ai suoi grandi amori, il teatro (prendenso parte a numerose produzioni e occupandosi, oltre che di recitazione, di scrittura e regia) e di William Shakespeare, cimentandosi anche nella regia della rilettura di una sua opera, RICCARDO III – UN UOMO, UN RE (1996) ed accettando il ruolo di Shylock nell’apprezzata versione cinematografica de IL MERCANTE DI VENEZIA (2004) diretta da Michael Radford.
Negli ultimi tempi, Al Pacino ha inanellato alcune comparsate davvero poco degne di nota (vedi, JACK E JILL, 2011, che gli è valso un Razzie Award come Peggior Attore non protagonista) e qualche ruolo da protagonista che, probabilmente, non passerà alla storia (UOMINI DI PAROLA, 2012, e -stando ai rumours in Rete e alle reazioni all’ultima Mostra del Cinema di Venezia- MANGLEHORN, 2014).
È la tv ad avergli dato, ultimamente, le maggiori soddisfazioni: oltre ai film citati in apertura, infatti, è stato protagonista della miniserie ANGELS IN AMERICA, diretta da Mike Nichols, vincendo numerosi premi personali (Emmy, Primetime Guide Award, Golden Globe).
Lo aspettiamo trepidanti in THE IRISHMAN, il nuovo lavoro di Martin Scorsese (ancora avvolto nel mistero), dove dovrebbe dividere la scena con Joe Pesci e, ancora, con Robert De Niro.

IL 75MO COMPLEANNO DI AL PACINO: LA GALLERIA FOTOGRAFICA DI NIENTEPOPCORN

Intanto, approfittiamo del 75mo compleanno di Al Pacino per apprezzarlo in alcuni dei suoi ruoli più importanti, grazie alla galleria fotografica di Nientepopcorn a lui dedicata.

CATEGORIE: Anniversari

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