Una giornata particolare: addio a Ettore Scola

A 84 anni, è morto Ettore Scola, uno dei grandi autori della commedia all'italiana. Ha saputo raccontare con amara ironia l'Italia del Dopoguerra.

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Una giornata particolare: addio a Ettore Scola

La morte di Ettore Scola, maestro della commedia italiana

Addio a Ettore Scola. Uno dei maggiori autori della grande commedia italiana del Novecento è morto ieri (19 gennaio), a 84 anni.
Ricoverato nel reparto di cardiochirurgia del Policlinico Umberto I di Roma, dove in tarda mattinata sarà allestita la camera ardente, era entrato in coma nella serata di domenica.
Con Scola, se ne va l’ultimo brandello di quella grande stagione del cinema italiano segnata da nomi come quelli di Fellini, Mastroianni, Manfredi, Monicelli, Gassman, Risi, Pietrangeli, Sordi, con cui il cineasta, nato in provincia di Avellino ma trasferitosi presto a Roma con la famiglia, non ha solo condiviso l’attività lavorativa, ma profonde esperienze personali.

Scola e l’Italia in cambiamento

Grazie alla sua attenzione per i dettagli umani e le caratterizzazioni, mutuata dalla sua passione per il disegno caricaturale e umoristico, nei suoi film Scola tratteggiato con tocco impareggiabile l’Italia del Secondo Dopoguerra, in peculiare evoluzione, raccontando con un sorriso amaro, mai condiscendente, le miserie di una crescita economica quasi incontrollabile e di un’urbanizzazione ingrata.
Fin dal suo pur “difettoso” esordio registico, SE PERMETTETE PARLIAMO DI DONNE (1964), forte della gavetta e della collaborazione con nomi del calibro di Age e Scarpelli e Ruggero Maccari nelle vesti di sceneggiatore per film come IL SORPASSO (1962) e LA MARCIA SU ROMA (1962) di Dino Risi, ADUA E LE COMPAGNE (1960) di Antonio Pietrangeli, IL CONTE MAX (1957) di Giorgio Bianchi, Scola ha sempre puntato la propria attenzione su una rappresentazione onesta e affidabile della realtà.
Il suo tocco è stato chirurgico nel mettere in scena le piccole grandi mediocrità dell’uomo comune, che si fa suo malgrado stereotipo, modello biasimabile su cui ridere a denti stretti e in cui, nell’intimità delle proprie autocritiche, ritrovarsi.
Tra i meriti di Scola, c’è anche la capacità di dirigere in maniera eccellente attori molto diversi tra loro, da Ugo Tognazzi a Massimo Troisi, per arrivare a Stefania Sandrelli, Jack Lemmon, Monica Vitti e Sophia Loren, esaltandone i tratti più umanamente comuni, in modo da permettere al pubblico di provare immediatamente una forte empatia con le maschere da essi incarnate.

Scola e la commedia all’italiana

Attivo fino al 2013 (CHE STRANO CHIAMARSI FEDERICO), Scola ha diretto oltre 30 film, tra lungometraggi, episodi all’interno di pellicole antologiche, documentari.
Nel 1976, con il perfido e lucidissimo BRUTTI SPORCHI E CATTIVI ha vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes, ma, probabilmente, i suoi titoli unanimemente più apprezzati sono il crepuscolare C’ERAVAMO TANTO AMATI (1974), canto malinconico sulla fine degli ideali e definitivo addio alla giovinezza, e UNA GIORNATA PARTICOLARE (1977), ritratto di un momento chiave della Storia italiana di indimenticabile delicatezza e umanità, che gli valse la prima delle sue 4 candidature agli Oscar.
Contribuendo a definire i caratteri di quella che viene indicata come la commedia all’italiana, Scola ha saputo usare lo strumento del cinema per analizzare, criticare, tirare le somme, mettere il pubblico di fronte a innegabili verità. Il contributo intellettuale di Scola alla cultura italiana non è solo artistico, ma ha un alto valore sociale e la sua opera complessiva offre un quadro quantomai esaustivo sull’evoluzione della società italiana degli ultimi 50 anni.

La filmografia essenziale da regista di Ettore Scola

Ricordiamo Ettore Scola proponendovi la sua filmografia essenziale nelle vesti di regista attraverso le schede-film di Nientepopcorn.it.
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1 commento

  1. TraianosLive / 20 Gennaio 2016

    dal ’70 al ’77 ha inanellato una serie di capolavori. Mostro. C’è gente che viene ricordata per molto meno. Mitico Scola.

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