Addio a Ermanno Olmi, Palma d’Oro con “L’albero degli zoccoli”

Il regista, sceneggiatore e produttore italiano è scomparso all'età di 86 anni. La filmografia di Olmi, lunga quasi 60 anni, ha toccato temi, toni e generi disparati.

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Addio a Ermanno Olmi, Palma d’Oro con “L’albero degli zoccoli”

 OLMI: UNA FILMOGRAFIA RICCA ED ETEROGENEA

Ci lascia un altro grande nome del cinema italiano. Qualche ora fa, all’età di 86 anni, è scomparso Ermanno Olmi. Da qualche giorno, era ricoverato all’ospedale di Asiago.
Sensibile, interessato alla descrizione della natura dell’uomo, polimorfico. Olmi vanta una filmografia cinematografica e televisiva lunga quasi 60 anni, eterogenea ed eclettica eppure compatta, che spazia dalla pacata ma incisiva descrizione d’ambiente alla rievocazione storica, in cui spesso emerge senza troppa retorica la sua consolidata fede cattolica.

UNA CARRIERA LUNGA 60 ANNI

Olmi è stato regista, sceneggiatore, montatore, direttore della fotografia, produttore e, nel caso del film CAMMINACAMMINA (1983), anche costumista e scenografo.
Una malattia invalidante e la depressione lo allontanarono dai set all’inizio degli anni Ottanta. Vi fece ritorno poco dopo, inaugurando la seconda, particolarmente originale fase della sua carriera, durante cui diresse interpreti decisamente molto diversi fra loro come Paolo Villaggio (IL SEGRETO DEL BOSCO VECCHIO, 1993), Rutger Hauer (IL VILLAGGIO DI CARTONE, 2011), Bud Spencer e un cast di attori orientali (CANTANDO DIETRO I PARAVENTI, 2003), Christo Jivkov (IL MESTIERE DELLE ARMI, 2001), Claudio Santamaria (TORNERANNO I PRATI, 2014).

L’ESORDIO AL DOCUMENTARIO

Nato nel luglio 1931 a Bergamo e cresciuto in provincia, a Treviglio, Olmi iniziò la sua carriera cinematografica come documentarista per la Edisonvolta di Milano, l’azienda in cui lavorava la madre, rimasta vedova durante la Seconda Guerra Mondiale.
Impiegato come organizzatore delle attività ricreative degli operai, al giovane Olmi venne affidata la realizzazione di documentari sulle attività industriali. Pur senza avere alcuna esperienza pregressa, fra il 1953 e il 1961 realizzò una trentina di cortometraggi documentaristici, affinando così le sue capacità e conoscenze.
Nel frattempo, Olmi esordì ufficialmente nel mondo del cinema con IL TEMPO SI È FERMATO (1959).

TANTI RICONOSCIMENTI INTERNAZIONALI

I plausi della critica iniziarono ad arrivare nel 1961, a Venezia, grazie a IL POSTO, un’atipica commedia all’italiana prodotta dalla casa di produzione 22 dicembre fondata nel frattempo con alcuni amici. Alla Mostra del Cinema di Venezia, il film, David di Donatello per la regia, gli valse tre premi, fra cui il Pasinetti, assegnato dalla critica cinematografica.
Nel corso degli anni, in Laguna, Olmi ha vinto anche un Timone d’Oro con E VENNE UN UOMO (1965), un Leone d’Argento con LUNGA VITA ALLA SIGNORA! (1987) e un Leone d’Oro con LA LEGGENDA DEL SANTO BEVITORE (1988). Nel 2008, il regista è stato insignito di un Leone d’Oro alla carriera.
Nel 1978, Olmi vinse la Palma d’Oro a Cannes con L’ALBERO DEGLI ZOCCOLI, epopea in dialetto bergamasco di una famiglia di contadini di inizio Novecento, forse, il suo titolo più noto.
Nel 2004, ha ricevuto un Pardo d’Oro alla carriera al Festival di Locarno.
Il suo ultimo film è il documentario VEDETE, SONO UNO DI VOI (2017), dedicato al cardinale milanese Carlo Maria Martini, una figura fondamentale della società milanese del Novecento.

La filmografia completa di Ermanno Olmi, su NientePopcorn.it.

[Nella foto: Olmi e il Leone d’Oro alla carriera ricevuto nel 2008]

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