Goodbye Marilyn Monroe: 90 anni fa nasceva Norma Jeane

Marilyn Monroe è uno dei miti della storia del cinema e del costume internazionale: a 90 anni dalla sua nascita, ripercorriamo la vita e la carriera dell'attrice attraverso una breve gallery e le schede-film di Nientepopcorn.it.

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OGGI MARILYN MONROE AVREBBE 90 ANNI

L’1 giugno 1926 nasceva a Los Angeles Norma Jeane Marteson, colei che sarebbe diventata famosa in tutto il mondo in maniera imperitura come Marilyn Monroe, una delle dive più desiderate della storia del cinema, un’icona del Novecento che, grazie anche ai ritratti seriali di Andy Warhol, è diventata sinonimo di pop in senso stretto, imitata, rappresentata, citata nelle più svariate occasioni, anche extra-cinematografiche: Marilyn ha sancito i canoni di una bellezza irreale, intangibile, mitizzata, in cui le acconciature, il trucco, gli abiti, lo sguardo e, più in generale, l’attitudine hanno creato un vero e proprio modello femminile che ha coperto irrimediabilmente la donna che con queste caratteristiche aveva scelto di (tra)vestirsi.

Una giovane Norma Jeane

L’INIZIO DELLA CARRIERA CINEMATOGRAFICA

Bimba dall’infanzia sfortunata, sposa-ragazzina a sedici anni, Norma alias Marilyn ha portato con sé i pesanti dolori di una giovinezza caratterizzata da drammatici soggiorni in varie famiglie affidatarie e in alcuni orfanotrofi, trasformandosi scientemente da ragazzotta florida e mora a volutamente svampita bambola bionda, incarnando i voluttuosi desideri di una platea che, troppo tardi, forse, ha compreso (o ha scelto di comprendere) quale grande solitudine albergasse in quel corpo burroso dalle infinite e precipitose curve.
Prima di morire nella sua villa di Brentwood, Los Angeles, nell’agosto del 1962, in circostanze a tutt’oggi ancora poco definite, la Monroe aveva girato una trentina di film, iniziando la sua carriera a Hollywood appena ventenne, ottenendo piccoli e soprassedibili ruoli, alternando quelle che possono essere definite poco più che comparsate a lunghi periodi di inattività artistica.
È grazie a Johnny Hyde, un talent scout innamorato di lei che, sul finire degli anni Quaranta, Norma Jeane, ormai Marilyn, ottiene parti di relativo rilievo prima in GIUNGLA D’ASFALTO (The Asphalt Jungle, 1950) di John Huston e poi in EVA CONTRO EVA (All About Eve, 1950) di Joseph L. Mankiewicz.
La prima locandina su cui compare ufficialmente il nome della Monroe, però, è LA CONFESSIONE DELLA SIGNORA DOYLE (Clash by Night, 1952) di Fritz Lang: complice il sempre maggiore interesse della stampa scandalistica nei suoi confronti, Marilyn solletica la curiosità del pubblico, spingendo i produttori ad inserirla nei propri film. Il suo nome inizia a ricorrere sempre più spesso nei cast di pellicole brillanti e screwball comedy al fianco di grandi personalità dello showbiz come Cary Grant (IL MAGNIFICO SCHERZO, 1952) e Ginger Rogers (MATRIMONI A SORPRESA, 1952).

Marilyn Monroe in una foto promozionale di “Niagara”

LA DIVA MARILYN

La definitiva affermazione dell’attrice arriva nel 1953, quando viene scelta come conturbante protagonista femminile per il sensuale noir NIAGARA di Henry Hathaway: una volta per tutte, la fama è arrivata.
Da quel momento, per la Monroe è un costante susseguirsi di grandi successi cinematografici che cristallizzano nell’immaginario collettivo il simulacro della diva dolcemente svampita (GLI UOMINI PREFERISCONO LE BIONDE, COME SPOSARE UN MILIONARIO, LA MAGNIFICA PREDA, QUANDO LA MOGLIE È IN VACANZA), mentre Norma/Marilyn è afflitta da grossi problemi personali (la paura di recitare, i tormenti sentimentali, le numerose relazioni, un aborto, l’insonnia, i problemi con l’alcool e le relative intemperanze e distrazioni che sarebbero divenute famose durante la lavorazione della commedia di Billy Wilder A QUALCUNO PIACE CALDO del 1959).

Il cast de “Gli spostati” sul set

GLI ULTIMI LAVORI

Dopo il matrimonio con la star del baseball Joe DiMaggio e una relazione con Frank Sinatra, nel 1956 la Monroe sposa lo scrittore Arthur Miller e fonda una compagnia di produzione cinematografica, con la quale produce ed interpreta, vincendo un David di Donatello, il film IL PRINCIPE E LA BALLERINA (The Prince and the Showgirl, 1957) diretto e co-interpretato da Laurence Olivier (le vicende legate alla difficile realizzazione della pellicola, girata in Inghilterra, sono raccontate nel biopic MARILYN firmato nel 2011 da Simon Curtis).
Dopo il Golden Globe per il ruolo di Zucchero Kandinsky nel film di Wilder, Marilyn riceve l’ambita stella sulla Walk of Fame di Hollywood, ma è una donna sempre più tormentata e triste che patisce, letteralmente, lavorare su un set: il matrimonio con Miller non funziona e la Monroe inizia una relazione con Yves Montand, suo partner nel film FACCIAMO L’AMORE (Let’s Make Love, 1960) di George Cukor, con l’allora Presidente degli Stati Uniti John Kennedy e con suo fratello Bobby.
Nell’estate del 1960, la Monroe inizia le riprese del film GLI SPOSTATI (The Misfits, 1961), sceneggiato da Miller: emblematicamente, alla regia c’è ancora John Huston, il grande vecchio del cinema che aveva già diretto Marilyn aprendole la strada del successo. La pellicola, che vede nel cast Clark Gable, Montgomery Clift e Eli Wallach, viene realizzata con grandi difficoltà a causa delle intemperanze e dei ricoveri dell’attrice, nel frattempo separatasi da Miller: rappresenta l’ultima interpretazione ufficial di Marilyn e dello stesso Gable, particolarmente provato dalle lunghe riprese.
Segnata da diversi problemi fisici, da un secondo aborto, dall’abuso di alcool e psicofarmaci e dalle delusioni sentimentali, Marilyn si ricovera spesso e volontariamente presso cliniche private, senza trovare panacee definitive al proprio malessere, finendo per perdere il contratto con la 20th Century Fox per cui stava lavorando sul set del film SOMETHING’S GOT TO GIVE di George Cukor di cui sono sopravvissute alcune celebri sequenze girate in piscina che costituiscono il corpus principale di un progetto che è stato frettolosamente convertito in cortometraggio per puri fini commerciali.

Una delle immagini della Monroe scattate da Bern Stern

IL TRISTE EPILOGO

Marilyn Monroe viene trovata senza vita all’alba del 5 agosto 1962, nella camera da letto della villa di Los Angeles in cui viveva da sola. Il suo corpo è stato tumulato in un discreto loculo nel Westwood Village Memorial Park Cemetery.
Marilyn è scomparsa appena trentaseienne, oggi avrebbe 90 anni, ma è davvero difficile immaginare come sarebbe sopravvissuta ancora alla propria immagine pubblica e ai propri tormenti: all’epoca, come dimostrano anche le significative immagini scattate da Bern Stern durante una sessione fotografica passata alla storia come The Last Sitting, il suo volto e il suo corpo cominciavano a mostrare i segni di una vita complicata, ma il cinema ce la riconsegna con maliziosa puntualità eternamente giovane nei voluttuosi panni della Rose Loomis di NIAGARA o in quelli innocentemente tentatori de “la ragazza” di QUANDO LA MOGLIE È IN VACANZA, rinnovando di visione in visione una drammatica epopea che l’illusione cinematografica ha trasformato in una parabola glamour.

MARILYN: UNA MOSTRA A TORINO

Nei prossimi mesi, il Palazzo Madama di Torino ospiterà Marilyn Monroe – La donna oltre il mito (1 giugno – 30 settembre), una mostra che, attraverso un ampio apparato iconografico e di memorabilia (circa 150 oggetti), tenta di illustrare la donna Marilyn, la creatura intelligente, ironica e sensibile, amante della letteratura (nel ’51, la Monroe si iscrisse anche all’Università della California per studiare critica letteraria e artistica), che è stata troppo a lungo occultata dalla sua platinata immagine pubblica.
Insieme ad una serie di filmati e al celebre quadro Four Marilyn di Warhol, l’esposizione torinese conterrà un ampio repertorio di oggetti, lettere, foto e abiti provenienti dalla casa dell’attrice, lasciati in eredità dalla stessa Monroe al suo mentore Lee Strasberg e ora di proprietà di Ted Stampfer, collezionista che li acquistò nel ’99 all’asta da Christie’s e Julien’s.

CATEGORIE: Anniversari

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