I Magnifici 7 – I peggiori padri della storia del cinema

Si avvicina la Festa del Papà: troppo facile pensare ai tanti padri buoni ed edificanti presentati spesso nei film. Che ne dite di scoprire insieme a Nientepopcorn.it i 7 peggiori papà della storia del cinema? Attenti agli spoiler!

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PAPINO CARO: 7 PAPÀ DA NON IMITARE

Si avvicina la Festa del Papà (19 marzo): la storia del cinema ha affrontato spesso il tema del rapporto padre-figli, tratteggiando epiche figure portatrici di solidi valori, come equanimità, giustizia, dedizione alla famiglia ed amore.
Ma non tutte le ciambelle, si sa, escono col buco e anche tra i papà cinematografici ce ne sono alcuni che non vengono certo ricordati negli annali come modelli di bontà.
Per la consueta mini-classifica a tema de I Magnifici 7, Nientepopcorn.it vi presenta i 7 peggiori papà della storia del cinema: 7 figure paterne stolide, violente o indifferenti che hanno turbato la serenità di milioni di spettatori. Insomma, 7 esempi da non seguire assolutamente, per essere definiti buoni padri di famiglia.

Attenzione: spoiler in arrivo.

  • I Tenenbaum
    7.6/10 571 voti

    7. I TENENBAUM

    Ne I TENENBAUM (2001) di Wes Anderson, si racconta di una variegata famiglia votata all’eccellenza teorica: con tre figli brillanti fin dall’infanzia nei rispettivi campi di interesse (tennis, finanza e drammaturgia), il successo personale parrebbe assicurato vita natural durante. Ovviamente, se il patriarca della stirpe, Royal Tenenbaum (un ispiratissimo Gene Hackman) non contribuisse con la sua indolenza al lento naufragare del proprio matrimonio con l’archeologa Etheline (Anjelica Huston). L’unione dei genitori si dissolve come sapone nell’acqua ed i tre piccoli Tenenbaum vedono svanire sicurezze famigliari e successo.
    Seconda opera di Anderson, tra le sue più note ed amate, I TENENBAUM disegna un nucleo famigliare esploso, ricco di assenze, in cui nessuno, tantomeno il padre, funge da esempio o da riferimento per gli altri.
    La rappresentazione della figura paterna ricorre costantemente nel cinema di Anderson, con personaggi di natura patriarcale di altalenante solidità: dalla volpe Mr. Fox, padre avventuroso ma partecipe, ad un genitore totalmente assente come quello de IL TRENO PER IL DARJEELING, il regista californiano sembra combattuto sull’argomento, tanto da affidare spesso il ruolo di guida a originali personaggi che fungono più da tutori morali che da parenti (vedi, il miliardario di RUSHMORE o il conciérge di GRAND BUDAPEST HOTEL).

  • American Beauty
    7.7/10 989 voti

    6. AMERICAN BEAUTY

    Con AMERICAN BEAUTY (1999), Sam Mendes descrive almeno due padri da non imitare. Da una parte, Lester Burnham (Kevin Spacey), scrittore frustrato con un incipiente sindrome di Peter Pan (una figura che ricorre anche nel personaggio di DiCaprio in REVOLUTIONARY ROAD, 2008) intenzionato a dare una svolta alla propria vita e che trova l’input per il proprio riscatto personale attraverso fantasie invereconde concentrate su un’amica della figlia adolescente; dall’altra, il colonnello Frank Fitts (Chris Cooper), vicino di casa dei Burnham autoritario, manesco e sessualmente represso.
    Vincitore di cinque premi Oscar nel 2000 (tra cui, Miglior Film e Miglior Regia), AMERICAN BEAUTY, tra le altre cose, racconta due modi diversi ma altrettanto sbagliati di intendere la paternità: Lester si sente poco apprezzato dai propri famigliari e se ne allontana, disinteressandone, mentre Frank soggioga moglie e figlio con l’ottusità e gli attacchi verbali e fisici. Letteralmente, non è tutto oro ciò che luccica. Anche Mendes è tornato più volte sul tema della famiglia e del rapporto genitori-prole: in AMERICAN LIFE (2009), la figura paterna interpretata da John Krasinski, pur idealizzata, è una boccata d’aria fresca, dopo questa sfilza di padri improponibili.

  • Festen
    Festen
    1998
    7.7/10 115 voti

    5. FESTEN

    FESTEN (1998) è un pugno nello stomaco, siete avvisati. Questo film danese è in grado di ridimensionare la consueta definizione di riunione di famiglia trasformandola in un vero incubo. Il patriarca della ricca congrega protagonista della vicenda è un orrendo (p)orco, un essere contronatura in grado di manipolare memoria, senso critico e spirito di giustizia dei propri famigliari.
    Il regista Thomas Vinterberg, che con questo film in puro stile Dogma ha vinto il Grand Prix della Giuria a Cannes 1998, mette in scena un paradigma grottesco, in cui l’egida paterna si tramuta in pura violenza ed aberrazione, sollevando inquietanti domande: qual è il vero crimine? Il solo atto prevaricatorio o la connivenza ad esso?
    Curiosamente, quasi dieci anni dopo FESTEN, Vinterberg è tornato sull’argomento con RIUNIONE DI FAMIGLIA (2007): il film, ambientato nella stessa location, con situazioni assai simili a quelle di FESTEN, propone ancora il conflitto generazionale tra genitori e figli, ma con toni decisamente più dolci e leggeri.

  • Chinatown
    7.8/10 189 voti

    4. CHINATOWN

    È emblematico il fatto che il padre-padrone di CHINATOWN (1974), rilettura del genere noir ad opera di Roman Polanski, sia interpretato da John Huston: il grande cineasta statunitense è stato anche illustre padre ed il rapporto con la figlia Anjelica, seppur non estremo e deviato come quello descritto in questo film, è stato abbastanza complesso.
    Sorta di allucinante compromesso tra lo stereotipo del capitalista fondiario ed un démone, Noah Cross (Huston) violenta, in maniera figurata o letteralmente, tutto ciò che tocca, dai territori vergini della California alla propria figlia (Faye Dunaway), puntualizzando di volta in volta il proprio senso del possesso. Rivolgendosi con fare filosofico al detective Gittes (Jack Nicholson), Cross declama: “La maggior parte delle persone non affronta mai il fatto che, al momento giusto e nel posto giusto, sono capaci di tutto”. Machiavellismi a parte, quella dipinta da Polanski è una creatura che pare uscita direttamente dagli Inferi.

  • Brutti, sporchi e cattivi
    7.8/10 92 voti

    3. BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI

    Giacinto Mazzatella, impersonato da un grandioso Nino Manfredi, avido Polifemo regnante su un cumulo di spazzatura, è il capostipite di un accrocchio di debosciati e reietti, aggrovigliati in fatiscenti catapecchie accatastate nella periferia romana degli anni Settanta: le più aberranti abitudini ed i sentimenti peggiori sembrano essersi concentrati in questo avamposto sociale dove la promiscuità è regina.
    Con BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI (1976), Ettore Scola (premiato a Cannes per la Miglior Regia) preme l’acceleratore sui toni estetici e narrativi del grottesco solo per stemperare la gravità delle vicende raccontate: ladrocinio, abusi, truffe sono figli dell’ignoranza e del materialismo che, oltrepassando i bisogni naturali quali cibo e riparo, straziano ogni barlume di innocenza e speranza. In questo senso, la bimba col pancione presente nelle ultime sequenze del film è un’immagine tristemente emblematica.

  • 2. L’IMPERO COLPISCE ANCORA

    Complesso edipico a go-go riassunto nella celebre battuta: “Io sono tuo padre”. Nel secondo capitolo (in ordine di produzione) di Guerre Stellari (L’IMPERO COLPISCE ANCORA, 1980), George Lucas mette Luke Skywalker (Mark Hamill) davanti alla più sconcertante delle verità, materializzando il tormento interiore di derivazione psicanalitica del giovane eroe (incesto compreso) e senza rinunciare ad una rivisitazione di un passo evangelico: al momento della fatidica rivelazione, Dart Fener offre al giovane jedi la possibilità di governare le galassie insieme a lui, tentando Luke come fece Satana con Gesù nel deserto.
    Come il peggiore dei padri della mitologia classica, Dart/Anakin aveva già tentato di uccidere la sua prole: come mostrato ne LA VENDETTA DEI SITH (2003), aveva architettato l’assassinio della moglie incinta della coppia di gemelli. Persecuzioni, torture e mutilazioni nei confronti dei due ignari figli, poi, sono un elemento ricorrente di alcuni episodi della saga.

  • Shining
    8.4/10 1290 voti

    1. SHINING

    Con i suoi precedenti di violenza domestica legati all’abuso di alcool (non mostrati nel film di Stanley Kubrick, ma descritti nel romanzo di Stephen King da cui è tratta la pellicola), Jack Torrance (Jack Nicholson) è lo strumento ideale nelle mani delle demoniache presenze che si muovono nell’Overlook Hotel di SHINING (1980) e che lo blandiscono e possiedono con esiti drammatici. Le pulsioni aberrate di quest’uomo trovano sfogo in un contesto di pura alienazione fisica. Le azioni di Torrance non sono per questo giustificabili, ma nello spettatore sorge un dubbio: in una situazione diversa, quest’uomo avrebbe sviluppato gli stessi istinti omicidi? All’inizio del film, è un “disperato emotivo”, forse recuperabile, alla fine è un Lupo Cattivo privo di Ragione, poco più di uno zombie votato alla strage famigliare su commissione.

[Nella foto, un’immagine tratta da I TENENBAUM di Wes Anderson]

CATEGORIE: I Magnifici 7

9 commenti

  1. paolodelventosoest / 16 marzo 2015

    Ora però sotto con i migliori! Voto quello di Big Fish naturalmente 🙂

  2. icarus / 16 marzo 2015

    In programmazione vedo Natural Born Killers, anche lì mi pare che il paparino non scherzi quanto ad ignominia.
    Per quel che riguarda i migliori invece credo che il personaggio di Geppetto sia, specie per noi italiani, da top7. E, volendo includere nella selezione anche i prodotti televisivi, Nino Manfredi potrebbe benissimo esser presente in entrambe le classifiche.
    Comunque adoro queste liste! :mrgreen:

    • Stefania / 17 marzo 2015

      @icarus: il padre di Mallory (Mallory, giusto?) è un altro gran (p)orco. Era in lizza, sallo 🙂
      Tra i migliori, metterei quello di “Ladri di biciclette”, Spencer Tracy ne “Il padre della sposa”, Atticus Finch de “Il buio oltre la siepe” e il papà di Indiana Jones :p

  3. icarus / 17 marzo 2015

    Mi hai fatto tornare in mente almeno un altro paio di cine(p)orconi targati 90s: David Russell Strathairn ne L’ultima eclissi e Jason Robards in Segreti (1997).
    E, ricordo male o il Dr. Finch di Correndo con le forbici in mano era un personaggio dai costumi quantomeno discutibili?

    • Stefania / 17 marzo 2015

      @icarus: ebbravo, allora non li ricordo solo io, ‘sti porci -_-
      Per dire, pure il padre di Barbra Streisand in Pazza, quello di Brittany Murphy in Ragazze interrotte, quello di Julia Roberts in Mary Reilly, o il padre (quasi invisibile) di J-j-jenny in Forrest Gump.
      Ero tentata di mettere anche il discutibile pastore de Il nastro bianco
      Correndo… non l’ho ancora visto, ho sempre una mezza intenzione di leggere prima il libro, alla fine rimando sia uno che l’altro.

  4. Shira / 18 marzo 2015

    Ci starebbero bene anche David di “Nascosto nel buio” e il padre di “Miss Violence”

  5. ciala / 31 dicembre 2016

    In quanto anche “Padre Nostro” direi il “Dio esiste e vive a Bruxelles”

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