I Magnifici 7 – Parbleu! Remake di film francesi

Avete idea di quanti e quali film sono remake di film francesi di successo? Noir, pellicole d'azione, soprattutto commedie... Nientepopcorn.it vi segnala 7 di questi titoli (quasi) insospettabili.

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“IL NOME DEL FIGLIO”: ADATTAMENTO ITALIANO DI UN’OPERA TEATRALE FRANCESE

Dal 22 gennaio, nelle sale italiane verrà distribuito il film IL NOME DEL FIGLIO (2015) della regista romana Francesca Archibugi.
La pellicola è una commedia interpretata da Valeria Golino, Alessandro Gassman, Micaela Ramazzotti, Luigi Lo Cascio e Rocco Papaleo, e si tratta di un nuovo adattamento della piéce teatrale Le prénom, scritta da Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte, già portata con successo al cinema dai due con il titolo CENA TRA AMICI (2012), una delle più divertenti e riuscite commedie francesi degli ultimi anni.

Con il valido cast a disposizione e lo script co-firmato da Francesco Piccolo (sceneggiatore di Paolo Virzì e Nanni Moretti, nonché Premio Strega 2014 con Il desiderio di essere come tutti), riuscirà la brava Archibugi ad evitare l’antipatica frase: “Eh, va beh: l’originale era meglio…”?

LA FRANCIA ISPIRA I REMAKE

Solleticati dalla scelta della Archibugi di riproporre in salsa italiana un successo d’Oltralpe, abbiamo curiosato un po’ e abbiamo scoperto che, nella storia del cinema, i casi di remake di pellicole francesi non sono rari, anche se, obiettivamente, non si tratta spesso di rifacimenti o di nuovi adattamenti particolarmente riusciti.
Tra i più azzardati, segnaliamo I MIEI PROBLEMI CON LE DONNE (1983) di Blake Edwards e il blax TOUGH (1974) di Horace Jackson, rispettivi remake de L’UOMO CHE AMAVA LE DONNE (1974) e de I 400 COLPI (1959), due dei titoli più amati del regista francese François Truffaut.
Tra i remake più noti, annoveriamo TRE SCAPOLI E UN BEBÉ (1987) di Leonard Nimoy, adattamento Touchstone Pictures di TRE UOMINI E UNA CULLA (1985) di Coline Serreau e IN FUGA PER TRE (1989), rifacimento di DUE FUGGITIVI E MEZZO (1986), diretti entrambi (ta-daaa!) da Francis Veber.
Come vedrete, anche l’insospettabile Fritz Lang si è dilettato più di una volta in remake hollywoodiani di pellicole francesi: in prima battuta, accenniamo solo al torbido LA BESTIA UMANA (1954) con Glenn Ford nei panni che furono di Jean Gabin ne L’ANGELO DEL MALE (1938) di Jean Renoir.

Per l’appuntamento periodico con I Magnifici 7, quindi, Nientepopcorn.it ha scelto per una nuova mini-classifica alcuni tra i più interessanti (ed imprevedibili!) remake internazionali di film francesi: et voilà, à vous!

  • 7. MA DOV’È ANDATA LA MIA BAMBINA?

    Nei primi anni Novanta, all’apice della sua notorietà internazionale, Gérard Depardieu è stato protagonista di un’operazione commerciale abbastanza originale: dopo aver recitato nel 1991 nella commedia MIO PADRE, CHE EROE! diretto da Gérard Lauzier, il noto attore francese ha impersonato lo stesso personaggio nel remake americano della pellicola. MA DOV’È ANDATA LA MIA BAMBINA? (1994) di Steve Miner è una copia pressoché esatta del precedente film francese, a partire dal nome del protagonista, André (Depardieu, appunto). Le disavventure vacanziere di questo simpatico divorziato di mezza età con figlia adolescente imprevedibile, bugiarda e capricciosa, interpretata da una giovanissima Katherine Heigl (GREY’S ANATOMY), sono sufficientemente gradevoli (e prevedibili) in egual misura in entrambe le versioni. Nel cast del film americano, figurano anche Lauren Hutton ed Emma Thompson.
    Originale vs. Remake: pareggio a reti inviolate.

  • True Lies
    6.5/10 124 voti

    6. TRUE LIES

    Per realizzare uno degli action “per famiglie” più noti degli anni Novanta, anche James Cameron ha guardato alla Francia: TRUE LIES (1994), infatti, è il remake della commedia LA TOTALE! (1991), tuttora inedita in Italia. Nel film diretto da Claude Zidi, il ruolo dell’insospettabile agente segreto e della moglie ignara della sua adrenalinica doppia vita è rivestito dalle star d’Oltralpe Thierry Lhermitte e Miou Miou. Cameron affidò questi ruoli, rispettivamente, ad un Arnold Schwarzenegger autoironico quanto basta, al culmine della sua carriera, e ad una strepitosa Jamie Lee Curtis. Come dimenticare la scena in cui l’attrice riesce a trasformare in pochi minuti un anonimo abito nero in un tubino da vamp?
    Originale vs. Remake: incontro sospeso per avverse condizioni di distribuzione cinematografica.

  • The Next Three Days
    6.6/10 183 voti

    5. THE NEXT THREE DAYS

    Dopo l’Oscar 2006 per la Miglior Sceneggiatura Originale (CRASH – CONTATTO FISICO), nel 2010 Paul Haggis diede alla luce il remake di un film francese, THE NEXT THREE DAYS, drammatica pellicola d’azione con Russell Crowe ed Elizabeth Banks. Il film francese originale, diretto dall’allora esordiente Fred Cavayé, si intitola ANYTHING FOR HER (2008): candidato al César 2009 come Miglior Opera Prima, il film è stato un buon successo in patria. Protagonisti, il divo francese Vincent Lindon e l’attrice tedesca Diane Kruger che di lì a poco avrebbe recitato in BASTARDI SENZA GLORIA (2009) di Quentin Tarantino.
    Originale vs. Remake: vittoria di misura del film francese.

  • Sommersby
    6.5/10 60 voti

    4. SOMMERSBY

    Ispirato ad un fatto realmente accaduto, IL RITORNO DI MARTIN GUERRE (1982) diretto da Daniel Vigne e co-sceneggiato con con Jean Claude Carrière, storico collaboratore di Luis Buñuel (IL DIARIO DI UNA CAMERIERA, 1964), è ambientato nella Linguadoca del Cinquecento.
    Spostando la collocazione geografica nel sud degli Stati Uniti, al tempo della Guerra di Secessione, con SOMMERSBY (1993) Jon Amiel ha mantenuto l’impianto narrativo del film francese, sostituendo agli eccellenti Gérard Depardieu (sì, ancora lui) e Nathalie Baye due star di Hollywood come Richard Gere e Jodie Foster qui non particolarmente ispirate né affiatate.
    In entrambi i film, il protagonista maschile, sposatosi appena adolescente, parte per la guerra e rimane assente da casa per diversi anni, per poi farvi ritorno profondamente cambiato non solo nell’aspetto (i piedi possono rimpicciolirsi?), ma soprattutto nel carattere. L’indolenza ed il malanimo hanno lasciato il posto all’intraprendenza ed alla comprensione: si tratta davvero dello stesso uomo? Mentre il film francese è una sorta di giallo filosofico che si concentra sul concetto di identità, la pellicola americana si riduce ad un fiacco mélo carico di aspettative con una vaga tensione e poco più.
    Originale vs. Remake: incontro vinto a tavolino dalla Francia.

  • Buddy Buddy
    6.6/10 8 voti

    3. BUDDY BUDDY

    Dopo NON PER SOLDI… MA PER DENARO (1966) e PRIMA PAGINA (1974), Billy Wilder diresse ancora una volta la collaudata coppia Jack Lemmon – Walter Matthau in BUDDY BUDDY (1981), nuova variante della “strana coppia”, attingendo ad una commedia francese di successo intitolata IL ROMPIBALLE (1973) tratta da un’opera teatrale di Francis Veber e diretta da Édouard Molinaro. Protagonisti del film originale, Lino Ventura nei panni dell’efficiente killer (che, nel remake, sarebbe stato interpretato da Matthau) ed il noto cantautore belga Jacques Brel, qui alla sua ultima prova cinematografica, nel ruolo del rappresentante di camicie che, nel film di Wilder, sarebbe diventato un critico televisivo con il volto di Lemmon.
    Nel 2008, curiosamente, Francis Veber, l’autore della piéce ispiratrice, ha realizzato un ulteriore remake del film, mantenendo lo stesso titolo (IL ROMPIBALLE), ma deludendo la critica ed il pubblico francese realizzando una commedia gretta, ricca di riferimenti escatologici.
    Originale vs. Remake: vittoria americana con assoli dei gemelli del gol Lemmon-Matthau

  • Il salario della paura
    7.3/10 18 voti

    2. IL SALARIO DELLA PAURA

    Nel 1953, il tormentato re della suspense francese Henri-Georges Clouzot adattò per il cinema il romanzo di Georges Arnaud Le salaire de la peur, realizzando VITE VENDUTE, un noir considerato tra i capolavori del genere, premiato con l’Orso d’Oro a Berlino e il Grand Prix du Festival come Miglior Film a Cannes.
    Quasi venticinque anni dopo, con IL SALARIO DELLA PAURA (1977) William Friedkin riprese in mano la materia letteraria di Arnaud, trasformando il dramma umano e sociale di Clouzot in una sorta di riuscito horror animistico, in cui i machi protagonisti sfidano la sorte e la natura. Là, Yves Montand. Qui, Roy Scheider.
    La leggenda dice che, con grande sorpresa dello stesso Friedkin, Arnaud abbia preferito il remake americano al primo adattamento francese.
    Alcune fonti, suggeriscono l’esistenza di almeno altri due adattamenti del romanzo di Arnaud, ma riteniamo di non poterli definire esattamente tali, poiché in essi vine ripreso solo il dettaglio del trasporto di pericoloso materiale esplosivo affidato ad un manipolo di uomini: si tratta de IL GRANDE RISCHIO (1958) di Howard W. Koch e (ci crediate o no) POMPIERI 2: MISSIONE EROICA di Giorgio Capitani.
    Originale vs. Remake: vittoria non poco sofferta per Clouzot

  • La strada scarlatta
    8.2/10 13 voti

    1. LA STRADA SCARLATTA

    Il primo adattamento del romanzo La chienne (1930) dello scrittore francese Georges de La Fouchardière venne realizzato nel 1931 da Jean Renoir che, con LA CAGNA, sperimentava per la seconda volta consecutiva l’uso del sonoro, innovazione tecnica accolta con entusiasmo dal cineasta francese, poiché gli permetteva di sfruttare il valore narrativo dei rumori d’ambiente.
    Nel 1945, Fritz Lang, ormai cittadino statunitense da alcuni anni, mise mano allo stesso romanzo, ambientandolo nel Greenwich Village di New York invece che nel quartiere parigino di Montmartre, trasformando la prostituta Lulu (Janie Marèse) nell’attricetta Kitty (Joan Bennett) ed intitolandolo, dietro ispirazione di un versetto biblico, LA STRADA SCARLATTA.
    Mossi da intenti e filosofie estetiche diverse, entrambi i film vengono considerati come pilastri della storia del cinema. La pellicola di Renoir rappresenta uno dei primi passi compiuti dal regista nell’ambito del suo personale disegno della cosiddetta comédie humaine, tralasciando il mero ritratto etnografico di una Parigi pittoresca e dimenticata per un’ardita descrizione della psicologia umana. Il film di Lang, basato su un triangolo amoroso che ne consente l’accostamento con il suo precedente LA DONNA DEL RITRATTO (1944) tanto che i due titoli vengono considerati come parte di un dittico, è una sorta di metaracconto che affronta il tema della finzione con una forte dose di cinismo.
    Originale vs. Remake: squadre al vertice dei rispettivi campionati

[Nella foto, un’immagine tratta da IL SALARIO DELLA PAURA di William Friedkin]

CATEGORIE: I Magnifici 7

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