I Magnifici 7 – Clint Eastwood alla regia: i migliori film

Il mitico Clint è tornato nei cinema di tutto il mondo dirigendo il controverso "American Sniper": quali sono i suoi migliori film da regista? Scoprite con Nientepopcorn.it i 7 titoli top della sua ricca e premiatissima filmografia.

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EASTWOOD SPLENDIDO OTTUAGENARIO AL CINEMA CON “AMERICAN SNIPER”

Alla non indifferente età di 84 anni, Clint Eastwood è tornato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo firmando la regia di un nuovo film, AMERICAN SNIPER (2014), trasposizione sul grande schermo della biografia letteraria di Chris Kyle (American Sniper: The Autobiography of the Most Lethal Sniper in U.S. Military History), letale cecchino tra i più famosi della storia della Navy Seals.

IL GRANDE CLINT, ICONA DEL CINEMA

Il mitico Clint è uno dei cineasti contemporanei tra i più amati dal pubblico internazionale: nel corso dei decenni, durante una carriera sul set lunga sessant’anni (il suo debutto risale al 1955, nel b-movie sci-fi LA VENDETTA DEL MOSTRO), Eastwood ha vestito i panni di personaggi diventati parte integrante della storia del cinema, figure leggendarie che costituiscono l’asse portante dell’immaginario collettivo.
Dal taciturno pistolero biondo della trilogia del dollaro di Sergio Leone che segnò la svolta fondamentale della sua vita professionale, fino al roccioso Ispettore Harry Callaghan impersonato ben cinque volte a partire dal 1973, passando per il fuggiasco Frank Morris (FUGA DA ALCATRAZ, 1979) ed il romantico fotografo Robert Kincaid (I PONTI DI MADISON COUNTY, 1995), Clint Eastwood è una vera e propria leggenda vivente del cinema.

L’ESPERIENZA DA REGISTA

La sua esperienza in veste di regista corre parallela e spesso si sovrappone a quella di attore: l’esordio di Clint Eastwood dietro la macchina da presa è il thriller BRIVIDO NELLA NOTTE (1971).
A questo film ne sono seguiti decine: ad oggi, Clint Eastwood ha diretto ben trentaquattro pellicole e, considerando anche i lavori in cui non risulta accreditato, ne ha interpretato sessanta.
Finora, Eastwood ha affrontato pressoché tutti i generi cinematografici con piglio concreto ed essenziale, asciutto e profondo come il suo inconfondibile volto: appresa la lezione dei grandi maestri che l’hanno diretto, da Leone (che per lui coniò l’ingenerosa ma non troppo fallace battuta: “Eastwood a quell’epoca aveva solo due espressioni: con il cappello e senza cappello) a Don Siegel, ha saputo mettere mano, rielaborandolo ancora una volta, al genere western, al road movie, al film biografico, al thriller ed alle pellicole di fantascienza, mostrando senza remore e in diverse occasioni il proprio lato più sensibile ed una grandissima attenzione per l’universo femminile e quello dell’infanzia.

EASTWOOD: 5 OSCAR E L’AMORE DEL PUBBLICO

Eastwood ha vinto ben cinque premi Oscar, con una memorabile doppietta Miglior Film – Miglior Regia nel 1993 (GLI SPIETATI) e nel 2005 (MYSTIC RIVER).
Amato dal pubblico, anche da quella fetta di audience che non condivide le sue opinioni politiche conservatrici e repubblicane, Clint Eastwood incanta per la sua capacità di mostrarsi integro e profondamente sincero, rischiando di essere fin troppo retorico, a volte.

Con l’aiuto della nostra mini-classifica periodica, scopriamo insieme quali sono i Magnifici 7 di questo grande cineasta, i migliori 7 film diretti da Clint Eastwood.

  • 7. IL TEXANO DAGLI OCCHI DI GHIACCIO

    Forse, il western più à la Leone di Clint Eastwood: IL TEXANO DAGLI OCCHI DI GHIACCIO (1976) riprende la figura del pistolero di poche parole, archetipo del genere sviluppato dal regista italiano suo mentore, mostrandone, però, i più vivi sentimenti, dal dolore alla rabbia.
    Oltre a dirigere il film, Eastwood ne è anche il convincente protagonista, Josey Wales, contadino a cui un gruppo di soldati sbandati dell’esercito nordista trucida la famiglia e distrugge la fattoria. Il fuorilegge dal cuore buono, colui che, conosciuta la disperazione, tenta di sottrarvi quante più persone gli è possibile: come non amare un eroe del genere?
    Il pubblico e la critica statunitense apprezzarono molto il lavoro di Eastwood: la rivista Time lo inserì nella lista dei migliori dieci film del 1976.
    Miglior citazione eastwoodiana: “Morire non è cosa difficile per gente come noi. Vivere è difficile, quando la propria gente è stata massacrata e distrutta” (Josey Wales).

  • I ponti di Madison County
    7.6/10 282 voti

    6. I PONTI DI MADISON COUNTY

    Tratto dall’omonimo romanzo di Robert James Waller, I PONTI DI MADISON COUNTY (1995) è il film più romantico diretto (ed interpretato) da Clint Eastwood: non a caso, è stato incluso tra i cento migliori film sentimentali della storia del cinema (AFI’s 100 Years… 100 Passions). Mettendo rischiosamente in gioco la sua figura da uomo tutto d’un pezzo, a rischio di risultare inappropriato se non poco credibile nelle vesti di un appassionato ed innamorato fotografo, il vecchio Clint ha ribaltato ogni fosca previsione, confezionando una gemma di rara e vibrante emozione, un delicato passo a due (pregevole Meryl Streep, candidata all’Oscar come Miglior Attrice) ben lungi dall’essere sdolcinato o stucchevole.
    Le cronache riportano che il film venne realizzato in soli quarantadue giorni di riprese, effettuate in ordine cronologico, in modo da proporre sullo schermo la progressiva maturità del personaggio di Francesca, la casalinga italiana sposata, non troppo felicemente, ad un onesto contadino dell’Iowa.
    Miglior citazione eastwoodiana: “I tempi andati sono stati bei tempi, l’importante è averli vissuti” (Robert Kincaid).

  • Lettere da Iwo Jima
    7.5/10 176 voti

    5. LETTERE DA IWO JIMA

    Insieme a FLAGS OF OUR FATHERS (2006), LETTERE DA IWO JIMA (2006) costituisce parte del dittico sulla battaglia di Iwo Jima che Clint Eastwood ha inteso realizzare per rendere omaggio alle vittime statunitensi e giapponesi coinvolte nel conflitto: l’evento bellico, svoltosi al largo delle coste dell’omonima isola nipponica del Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale, ebbe luogo dal 19 febbraio al 26 marzo 1945. Mentre FLAGS… si ispira all’omonimo romanzo di James Bradley e Ron Powers e descrive l’evento dal punto di vista dei marines USA, LETTERE DA IWO JIMA prende spunto da Picture Letters from Commander in Chief di Kuribayashi Tadamichi, generale dell’esercito del Sol Levante protagonista dell’episodio, raccontando la stessa vicenda osservata dalla parte dei giapponesi.
    Come è accaduto per altri film diretti da Clint Eastwood, questa pellicola, premiata con l’Oscar per il Miglior Montaggio Sonoro e con il Golden Globe per il Miglior Film Straniero (USA/Giappone), si avvale della colonna sonora composta da Kyle, secondogenito di Eastwood, e da Michael Stevens.
    Miglior citazione eastwoodiana: “Ho promesso a me stesso di combattere fino alla morte per la mia famiglia, ma pensare a loro mi rende difficile mantenere la promessa” (Gen. Tadamichi).

  • Gli spietati
    7.8/10 191 voti

    4. GLI SPIETATI

    Dedicato a Leone e Siegel, GLI SPIETATI (1992) è il canto del cigno del mito del West: mentre il pressoché contemporaneo BALLA COI LUPI (1990) di Kevin Costner cantava la morte del sogno della frontiera, fondamento ed anelito della cultura a stelle e strisce, Clint Eastwood ribalta definitivamente gli stereotipi della cultura originale statunitense, ponendo una pietra tombale su qualsiasi retaggio romantico derivante dalla mitologia locale, eliminando gli orpelli superomistici di stampo fordiano impressi a suo tempo al genere western e, di riflesso, alla società americana.
    Nominato a nove premi Oscar (tra cui quello per il Miglior Attore Protagonista allo stesso Eastwood, il letale killer Munny), il film ne portò a casa quattro, compresi quelli per la Miglior Regia ed il Miglior Film. Gene Hackman vinse la statuetta per il Miglior Attore non protagonista per la sua notevole prova nei panni dello sceriffo Little Bill Daggett.
    Miglior citazione eastwoodiana: “Ho avuto sempre fortuna quando ho voluto ammazzare i cristiani” (Will Munny)

  • Mystic River
    7.9/10 588 voti

    3. MYSTIC RIVER

    MYSTIC RIVER (2003) è, probabilmente, l’apice della maturità artistica di Clint Eastwood: un circolo chiuso torbido, dolente, imperniato sul tema quasi pretestuoso della vendetta, esplicata in una sorta di autodafé postmoderno, con tanto di esibizione pubblica (il dramma di Jimmy Markum, un Sean Penn da Oscar) e di un processo incontrovertibile nei confronti di una vera e propria vittima degli eventi (Tim Robbins, altro meritatissimo premio Oscar).
    Ispirato al romanzo La morte non dimentica di Dennis Lehane, MYSTIC RIVER è una sorta di metafora sulla società contemporanea, dove, dietro la calma posticcia dell’ordine costituito, saetta un demone.
    Eastwood tratteggia mirabilmente una serie di personaggi variegati ed indimenticabili, anche quando si tratta dei comprimari: basti pensare alle fondamentali figuri muliebri incarnate dalle ottime Marcia Gay Harden e Laura Linney.
    Miglior citazione eastwoodiana: “A volte penso che ci siamo saliti tutti e tre insieme in quella macchina” (Sean Devine)

  • Million Dollar Baby
    8.1/10 863 voti

    2. MILLION DOLLAR BABY

    Come è accaduto spesso nella filmografia di Eastwood-regista, anche MILLION DOLLAR BABY (2004) si ispira ad un’opera letteraria: in questo caso, si tratta di un racconto di F.X. Toole, celebre narratore del paradossale ma affascinante mondo della boxe, contenuto nella raccolta antologica Lo sfidante.
    Benché fondato su un dolore più esibito e diretto di quello descritto in altri film, questo lavoro di Eastwood è un uppercut, giusto per usare una metafora pugilistica: sale dallo stomaco, in una vertigine di emozioni contrastanti (ammirazione, biasimo, rabbia), per colpire la mente ed il cuore con un conflitto morale di indicibile portata.
    Eastwood si riserva la parte del ringhiante coach (ancora una volta, viene candidato agli Oscar come Miglior Attore Protagonista), suscitando grande e (ahimé) lacrimevole tenerezza. Hillary Swank, nella sua migliore interpretazione dopo BOYS DON’T CRY (1999), vince l’Oscar come Miglior Attrice ed il fidato Morgan Freeman (il sodalizio tra lui ed Eastwood risale ai tempi de GLI SPIETATI) quello per il Miglior Attore non protagonista.
    Miglior citazione eastwoodiana: “Ti riposerai da morta” (Frankie Dunn)

  • Gran Torino
    8.1/10 928 voti

    1. GRAN TORINO

    GRAN TORINO (2008) è la dimostrazione definitiva che Clint Eastwood non ha paura di niente e nessuno: rischiando di essere tacciato di aperto razzismo, Eastwood sceglie di interpretare personalmente Walt Kowalski, un reduce della Guerra di Corea che assiste al decadimento del suo quartiere, microcosmo di una ben più ampia società, in mano- a suo dire- a etnie extra-americane, come quella asiatica degli hmong, che l’hanno corrotta e definitivamente indirizzata verso il completo sfacelo.
    L’evoluzione di questo personaggio, benché prevedibile e stereotipata, ha un respiro quasi lirico e segna il ritorno di Eastwood ad una caratterizzazione che ricorda quella dell’antieroe western che l’ha reso celebre: la misantropia di Kowalski è l’eco del silenzio del suo celebre pistolero solitario, un uomo (ormai vecchio) in lotta con un mondo che non riconosce e che sembra deluderlo ogni giorno di più.
    Nella sua retorica testosteronica, GRAN TORINO stupisce e commuove per i messaggi diretti che trasmette, tra i quali emerge prepotente il valore e la necessità della famiglia: non è un caso che l’astio di Kowalski cresca a dismisura dopo la morte della moglie e la definitiva presa di coscienza che i suoi figli siano per lui poco più che estranei.
    Imperdibile, sui titoli di coda, il tema musicale del film composto da Kyle Eastwood ed interpretato dal padre Clint e da Jamie Cullum.
    Miglior citazione eastwoodiana: “Avete mai fatto caso che nella vita si incontra qualcuno che non vorreste mai far inca**are? Quello sono io” (Walt Kowalski)

[Nella foto, un’immagine tratta da MILLION DOLLAR BABY]

CATEGORIE: I Magnifici 7

6 commenti

  1. icarus / 6 gennaio 2015

    Uao! prenderò spunto per visionare I ponti di Madison County, a breve su La5 e mai visto per intero 🙄

  2. aussiemazz / 7 gennaio 2015

    Mi trovo abbastanza d’accordo con questa classifica, anche se purtroppo mi mancano ancora tanti film di questo grande regista, inclusi due qui elencati; “I ponti di Madison County” e “Mystic River”. Penso che Clint sia un grande per la sua poliedricità. Dopo aver navigato nelle acque relativamente tranquille del suo genere più sperimentato (il western), si è dedicato a numerose tematiche differenti. E oltretutto sforna film in continuazione…

    • Stefania / 8 gennaio 2015

      @aussiemazz: a me stupisce molto la sua eclettica prolificità. Scorrendo la sua filmografia da regista, mi colpisce sempre l’estrema varietà di temi e toni affrontati.
      Tra quelli visti finora (mi mancano ancora svariati titoli, come Gunny e Honkytonk Man, per esempio), solo uno dei suoi film mi ha lasciato molto perplessa, perché mi è parso troppo inconcludente: Mezzanotte nel giardino del bene e del male.

      • aussiemazz / 8 gennaio 2015

        @stefania mi sono prefisso varie volte di vedere la sua filmografia completa, potrebbe essere la volta buona. Per me Clint è quasi una garanzia, film diretti da lui che mi siano parsi brutti non ne ho visti, al limite medi. Tra l’altro alcuni titoli “minori” mi attirano abbastanza.

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