Cacciatori di brividi: 7 horror indie da non perdere

Ogni momento è buono per mettersi a cercare dei buoni horror: lontane dalle pressioni degli Studios, sembra che siano le produzioni indipendenti a sfornare le storie più interessanti. Tra i titoli usciti negli ultimi due anni, vi proponiamo 6 film e una miniserie animata provenienti da tutto il mondo. Buon terrore a tutti!

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7 HORROR PER GLI AMANTI DEL BRIVIDO

Gli appassionati di cinema horror non hanno bisogno di ricorrenze particolari (vedi, Halloween) per tenere d’occhio i film di genere di ultima uscita: basta dare un’attenta occhiata ai set indipendenti, al di fuori dei grandi Studios, per trovare titoli decisamente interessanti, quelli che, forse, ultimamente, stanno dando maggiori soddisfazioni agli appassionati di emozioni forti.
Da qualche anno a questa parte, la redazione di Indiewire stila una breve lista dei migliori film horror indipendenti visti negli Stati Uniti nel corso degli ultimi mesi, al cinema, sulle piattaforme televisive on demand o in giro per i numerosi festival indie: attingiamo al loro elenco, quindi, per proporre anche a voi una manciata di film (e una miniserie animata!) da paura da tenere d’occhio, o da recuperare presto.

Cari zombetti (cit.), buoni brividi a tutti!

  • The wailing
    8.0/10 12 voti

    1.THE WAILING

    Il regista sudcoreano Na Hong-jin è tornato in pista a sei anni dal thriller THE YELLOW SEA (Hwanghae, 2010), presentato a Cannes nella sezione Un certain regard. Con THE WAILING (Goksung, 2016), il cineasta asiatico ha firmato quello che viene considerato l’horror più pazzo dell’anno: ambientato in un villaggio rurale sudcoreano, si apre con una sorta di ecatombe legata (forse) ad un accidente alimentare e si conclude con una vera e propria discesa nelle tenebre così destabilizzante da costringere lo spettatore di turno ad agognare quanto prima la fine della storia. In ben 156 minuti di film, si assiste alle indagini condotte da un poliziotto imbranato (Kwak Do-won) e da uno sciamano infervorato (Hwang Jung-min): i due sono sulle tracce di un immigrato giapponese (Kunimura Jun) che potrebbe essere nientemeno che l’Anticristo.

  • 2.OVER THE GARDEN WALL – AVVENTURA NELLA FORESTA DEI MISTERI

    Davvero una miniserie animata prodotta da Cartoon Network può essere considerata uno dei migliori film horror realizzati negli ultimi due anni? Secondo Indiewire, sì. Guardando uno di fila all’altro i 10 episodi della durata di 10 minuti ciascuno che compongono OVER THE GARDEN WALL – AVVENTURA NELLA FORESTA DEI MISTERI (Over the Garden Wall, 2014), Emmy 2015 come Miglior Serie Animata, ci si trova al cospetto di un vero e proprio film “d’atmosfera”, caratterizzato da elementi indubbiamente orrorifici.
    Attingendo alla tradizione della fiaba nera europea e al gotico americano, la miniserie animata racconta la storia di due fratellini, Wirt (nella versione originale, doppiato da Elijah Wood) e Greg (Collin Dean), smarritisi in una foresta chiamata Ignoto: i ragazzini vagano a lungo in questo luogo incredibile, alla ricerca della strada di casa. Il rischio è quello di smarrire la speranza e di venire tramutati in alberi dalla terribile Bestia. Nel frattempo, Wirt e Greg incontrano creature mitiche, scheletri danzanti, zucche, fantasmi solitari: Ignoto è l’ambiente ideale per esplorare il lato più oscuro della fantasia infantile, inquietante come ben poche altre cose.

  • Raw - Una crudele verità
    7.1/10 31 voti

    3.RAW

    RAW (Grave, 2016), film scritto e diretto dall’esordiente regista franco-belga Julia Ducournau, ha vinto il premio FIPRESCI all’ultimo Festival di Cannes, dove è stato presentato nella sezione Semaine de la Critique. Il suo passaggio al recente Festival di Toronto ha suscitato nel pubblico reazioni scomposte, procurandogli la nomea di film disturbante.
    Il debutto della Ducornau è definito come una storia di iniziazione surreale e contorta, una sorta di via di mezzo particolarmente perturbante tra SCHEGGE DI FOLLIA (Heathers, 1989) e KYNODONTAS (2009). La sinossi del film sfiora solo la superficie della sua vera materia narrativa: Justine (Garance Marillier) raggiunge la sorella nel campus universitario dove la ragazza studia medicina veterinaria. Qui, Justine, che è vegetariana, viene costretta a sottoporsi a delle pratiche che prevedono l’ingestione di carne: la ragazza scopre di apprezzare quella umana.
    Ricapitolando: ci sono un campus universitario in cui vengono praticati riti di iniziazione, una ragazza vegetariana e pratiche cannibalistiche. Insomma, quanto basta per incuriosire e turbare.
    Definito bello e grottesco, il film della Ducornau ha colpito l’attenzione della critica per via della rappresentazione del risveglio degli istinti di una giovane donna all’interno di un contesto decisamente peculiare.

  • The Devil's Candy
    5.7/10 31 voti

    4.THE DEVIL’S CANDY

    Sei anni dopo THE LOVED ONES (2009), che raccontava di una reginetta del ballo assassina, il regista australiano Sean Byrne è tornato con un altro inquietante racconto: questa volta, ha scelto come ambientazione il Texas rurale.
    La traccia di THE DEVIL’S CANDY (2015) può sembrare abbastanza convenzionale: una bella famigliola, composta dal pittore Jesse (Ethan Embry), da sua moglie e da sua figlia, si trasferisce in una casa abbandonata tempo prima da un folle assassino (Pruitt Taylor Vince), reo di aver ucciso i propri genitori. I guai di Jesse, ça va sans dire, sono appena iniziati. Apparentemente, niente di nuovo sullo schermo. Il racconto, però, diventa particolarmente interessante grazie alle abilità tecniche di Byrne, che usa sapientemente immagini e suoni per portare la narrazione ad un livello praticamente inedito. Un dettaglio particolarmente gustoso è rappresentato dal fatto che la colonna sonora del film è composta prevalentemente da brani heavy metal, ottimo sottofondo per una storia che intreccia passione e follia.

  • Sotto l'ombra
    6.6/10 14 voti

    5.UNDER THE SHADOW

    Ambientato durante la guerra tra Iran e Iraq del 1988, UNDER THE SHADOW (2016) del regista iraniano Babak Anvari ricorda vagamente le atmosfere di BABADOOK (The Babadook, 2014): mentre le bombe piovono sugli edifici civili, una giovane madre tenta di proteggere la vita della sua bambina. Improvvisamente, e per quanto possa sembrare insensato, il bombardamento notturno diventa l’ultimo dei loro problemi: all’interno dell’appartamento in cui vivono, una strana presenza, forse di natura demoniaca, ha preso di mira la bambina.
    Pare che i salti sulla poltrona siano dietro l’angolo: la bravura di Anvari risiede nel suo minimalismo, nella capacità di creare una situazione spaventosa, suggerendo che la vera fonte del terrore si trova al di fuori dell’appartamento infestato, in quel governo che non sa offrire una via di fuga al suo popolo. L’elemento più spaventoso del film è il fatto che, qualora si potesse sfuggire ad un mostro sovrannaturale, la salvezza potrebbe non essere garantita.

  • Train to Busan
    7.4/10 42 voti

    6.TRAIN TO BUSAN

    Mixando in maniera spericolata SNOWPIERCER (2013) e WORLD WAR Z (2012), con TRAIN TO BUSAN (Busanhaeng, 2016) il regista sudcoreano Yeon Sang-ho ha racchiuso una vera e propria apocalisse zombie negli spazi angusti di un treno frequentato da passeggeri pendolari che viaggia sulla tratta Seul-Busan.
    Come è evidente fin dalle sue premesse, TRAIN TO BUSAN è un film claustrofobico, eppure pare che le sue sequenze migliori siano quelle in cui viene mostrato il treno che deraglia a incredibile velocità in prossimità di stazioni ferroviarie e di periferie urbane. L’esordio di Yeon, un vero e proprio kolossal-disaster, ha conquistato il pubblico, diventando un campione di incassi dell’estate 2016 e uno dei maggiori successi cinematografici della storia del cinema sudcoreano.

  • The Eyes of My Mother
    6.9/10 7 voti

    7.THE EYES OF MY MOTHER

    THE EYES OF MY MOTHER (2016), film d’esordio del regista e sceneggiatore newyorkese Nicolas Pesce, si è rivelato una delle maggiori sorprese al Sundance 2016: fotografato in un limpido bianco e nero da Zach Kuperstein, il film immerge lo spettatore in un mondo da incubo che sembra partorito in parti uguali dalle menti di David Lynch e Tobe Hooper. Le attente composizioni formali e sceniche volute da Pesce e l’atmosfera generale particolarmente inquietante che caratterizzano la narrazione forniscono le basi per osservare da una precisa prospettiva la vita della protagonista: Francisca (Kika Magalhaes) è una giovane donna, mentalmente disturbata, cresciuta nella solitudine di una casa di campagna. Nella stalla, è bloccato un pazzo omicida: Francisca stringe un particolare legame con l’uomo in fuga.
    Definito terrificante e commovente al tempo stesso, THE EYES OF MY MOTHER è un’esperienza quasi traumatizzante, caratterizzata da una capace regia che unisce elementi cinematografici classici ad una esperienza narrativa completamente nuova.

[Testo parzialmente tradotto da: Indiewire.com]

[Nella foto: un’immagine tratta da UNDER THE SHADOW]

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