C’era una volta Steno: la mostra dedicata ai 100 anni del cineasta

In occasione dell'importante anniversario, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ospita una mostra dedicata a uno dei padri della commedia all'italiana. Su Nientepopcorn.it, ripercorriamo le tappe fondamentali della carriera del regista.

, di

STENO, IL CINEMA E L’ITALIA IN MOSTRA A ROMA

Martedì 11 aprile, a Roma, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna (GNAM) è stata inaugurata la mostra Steno, l’arte di far ridere. C’era una volta l’Italia di Steno. E c’è ancora (11 aprile – 4 giugno 2017), dedicata ai 100 anni del regista scomparso nel 1988.
Realizzata con la collaborazione della famiglia del regista e degli archivi Studio EL Cinecittà e Latitudine, la mostra si impegna a ricostruire la storia professionale e privata dell’artista attraverso fotografie, cimeli, carteggi, testimonianze dei tanti attori con i quali ha lavorato: l’esposizione, impostata sulla base del cosiddetto Diario futile, un album in cui Steno incollava ritagli di giornale, vignette, appunti e foto dei suoi collaboratori, affronta la filmografia del regista e la sua attività di scrittore, contestualizzandola all’interno del periodo storico, sociale e culturale in cui Steno ha operato.
L’ingresso alla mostra è libero e gratuito.

UNO DEI PADRI DELLA COMMEDIA ALL’ITALIANA

Nato a Roma nel gennaio 1917, Stefano Vanzina, in arte Steno, è stato un cineasta italiano particolarmente prolifico (ha scritto e diretto un centinaio di titoli), molto attivo tra gli anni Cinquanta e Ottanta, un lungo periodo di tempo durante il quale si dedicò alla sceneggiatura e alla regia di numerose commedie di successo, in cui, anticipando e poi confermando alcuni tratti della migliore commedia all’italiana, coniugava i tratti tipici della commedia tradizionale con un’analisi irridente della società del boom economico.

Un ritratto fotografico di Steno

Tra i suoi film più famosi, come non ricordare UN GIORNO IN PRETURA (1954) e UN AMERICANO A ROMA (1954), che lanciarono nell’immaginario collettivo il personaggio di Nando Meniconi interpretato da Alberto Sordi? Oppure, il sodalizio artistico con Mario Monicelli, al fianco del quale esordì dietro la macchina da presa, nel 1949, e con cui co-diresse numerosi film interpretati da Totò, tra cui GUARDIE E LADRI (1951), con Aldo Fabrizi?
A ridosso degli anni Settanta, intercettando le nuove tendenze dell’intrattenimento italiano, Steno ha iniziato a esplorare anche contesti extra-comici, su cui spicca un genere tutto italiano come il poliziottesco (LA POLIZIA RINGRAZIA, 1972): con film come il grottesco IL TRAPIANTO (1970), l’avventuroso lungometraggio in costume ROSE ROSSE PER ANGELICA (1968), il thriller DOPPIO DELITTO (1977) e l’inizio del ciclo di PIEDONE LO SBIRRO (1973) interpretato da Bud Spencer, con cui ha concluso la sua carriera, dirigendolo nella serie di film televisivi BIG MAN, Steno ha dimostrato un vivace eclettismo e una notevole prolificità.
Il cineasta ha diretto alcuni tra i migliori attori italiani, non solo comici e brillanti: oltre ai citati Sordi, Totò e Fabrizi, il cineasta romano ha lavorato -tra gli altri- con Franca Valeri, Marcello Mastroianni, Monica Vitti, Johnny Dorelli, Gigi Proietti, Raimondo Vianello, Sophia Loren, Enrico Maria Salerno, Ugo Tognazzi e Mariangela Melato, contribuendo anche al definitivo lancio cinematografico di Diego Abatantuono e Renato Pozzetto.
A partire dagli anni Ottanta, i suoi figli, Enrico e Carlo -che, partecipando alla sceneggiatura di un piccolo cult come FEBBRE DA CAVALLO (1976), iniziò a lavorare come sceneggiatore proprio con Steno- hanno seguito le sue orme, dedicandosi prevalentemente alla realizzazione di commedie (tra i loro maggiori successi, ci sono SAPORE DI MARE, 1983, e VACANZE DI NATALE, 1983), riscontrando, però, un minore successo di critica e dando vita al discusso filone dei cosiddetti “cinepanettoni”.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext