L’estro narrativo di Roald Dahl al servizio di cinema e tv

Il rapporto tra lo scrittore gallese, noto per romanzi per l'infanzia come "La fabbrica di cioccolato" portati con successo sul grande schermo, è stato un personaggio amato e discusso. A 100 anni dalla sua nascita, Nientepopcorn.it vi propone 3 tra i suoi contributi più interessanti, ma (forse) meno noti.

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I 100 ANNI DI ROALD DAHL, PENNA AMATA DA CINEMA E TELEVISIONE

Il 13 settembre di 100 anni fa nasceva lo scrittore Roald Dahl, una delle penne più note della letteratura internazionale per l’infanzia: negli anni, molte tra le sue opere sono diventate trasposizioni dirette da cineasti come Tim Burton, Wes Anderson e Alfred Hitchcock.
Recentemente, Steven Spielberg ha diretto un nuovo adattamento di un’opera di Dahl: si tratta de Il GGG, romanzo per ragazzi pubblicato con successo nel 1982. Il film, presentato a Cannes 2016, sarà distribuito in Italia a partire dal prossimo 1 gennaio.

ROALD DAHL: QUANTE AMBIVALENZE!

Nato da genitori norvegesi nel 1916, a Llandaff, nel Galles, prima di intraprendere nel ’42 una prolifica carriera di scrittore grazie a cui ha dato alle stampe una ventina di romanzi e numerosi racconti, anche per adulti, Dahl fu impiegato presso un’importante compagnia petrolifera, fu aviatore nella RAF di Sua Maestà Re Giorgio e, come Ian Fleming, divenne spia britannica di stanza a Washington.
Pare che la scelta di dedicarsi alla scrittura sia stata dettata sia dal desiderio di allietare i figli nati dal matrimonio con l’attrice Patricia Neal (ULTIMATUM ALLA TERRA, 1951) che dal desiderio di esorcizzare la brutta esperienza bellica vissuta sul fronte libico, quando, a seguito di un incidente aereo degno di Saint-Exupéry, atterrò fortunosamente in pieno deserto e rimase ferito, perdendo momentaneamente la vista.
Durante la sua carriera, Dahl ha vinto numerosi premi, tra cui l’Edgar Award per la Miglior Sceneggiatura di un prodotto televisivo, con la serie antologica britannica IL BRIVIDO DELL’IMPREVISTO, in cui è anche comparso in 30 episodi nei panni di sé stesso. Nel 2008, è stato istituito il Roald Dahl Funny Prize, il primo premio dedicato alla letteratura umorisica per bambini: sospeso nel 2013, dovrebbe riprendere proprio quest’anno.
A fronte del suo successo letterario, però, l’immagine divertente ed estrosa di Dahl è stata parzialmente offuscata da accuse più o meno esplicite di libertinaggio e violenza psicologica, formulate anche dalla Neal e da due delle figlie superstiti della coppia.
Apertamente anti-israelitico fin dal 1983, quando scrisse una recensione per la rivista Literary Review in cui criticava con toni particolarmente aspri la guerra in Libano, l’autore de La fabbrica di cioccolato si è polemicamente dichiarato antisemita fino a pochi mesi prima della sua scomparsa, avvenuta nel 1990.

INASPETTATAMENTE ROALD DAHL: 3 OPERE MENO CONOSCIUTE CHE PORTANO LA SUA FIRMA

In Dahl, sembrano aver convissuto due anime: quella adulta e crudele, ben evidente in scritti disturbanti come il racconto L’ultimo atto, e quella fanciullesca e disincantata dei suoi maggiori successi commerciali, che ha saputo stimolare artisti come Quentin Blake, illustratore ufficiale delle sue opere, e numerosi cineasti e studi di produzione.
Cogliamo, quindi, l’occasione per proporvi 3 progetti cinematografici e televisivi inaspettatamente legati al nome di Roald Dahl.

Walt Disney e Roald Dahl con alcuni pupazzi del progetto The Gremlins

I GREMLINS

The Gremlins è il primo romanzo per bambini scritto da Roald Dahl e risale al 1943. Molti di voi avranno già aguzzato le antenne, riconoscendo nel titolo del libro quello di un film cult di Joe Dante. Eppure, I GREMLINS del 1984 è solo lontanamente ispirato all’opera di Dahl, ambientata nel mondo della Royal Air Force: scritto appositamente per i Walt Disney Studios, il romanzo The Gremlins si ispira ad una figura folkloristica ricorrente in svariate forme nei racconti dei piloti britannici e codificata negli anni immediatamente successivi alla Prima Guerra Mondiale. Il Gremlin è una sorta di folletto dispettoso appassionato di meccanica e, in particolare, di aeronautica, pronto a manomettere pericolosamente i velivoli. Nel romanzo di Dahl, le piccole creature sono indispettite dal fatto che la RAF ha distrutto la foresta in cui abitavano, per realizzare un’officina aeronautica: il protagonista del romanzo, il pilota Gus, riuscirà a convincere i Gremlin ad aiutare gli Alleati a combattere Hitler e il nazismo.
Walt Disney acquistò i diritti del libro, pronto a realizzarne un adattamento animato, ma gli insuccessi commerciali di PINOCCHIO (1940) e FANTASIA (1940) ne bloccarono la realizzazione. In quel periodo, però, negli Stati Uniti venne commercializzata un’edizione del libro corredata da illustrazioni a colori e in b/n realizzate dagli artisti Disney: una gioia per gli occhi che permette di immaginare come sarebbe stato il film mai realizzato.

James Garner e Eva Marie Saint ne ‘Le ultime 36 ore’

LE ULTIME 36 ORE

Un’altra storia “adulta” legata all’esperienza di Dahl come aviatore si è dimostrata particolarmente adatta per essere trasformata in esperienza cinematografica e dimostra quanto l’estro dello scrittore gallese fosse versatile: si tratta del racconto Attenti al cane (Beware the Dog), contenuto nella raccolta Over to You: Ten Stories of Flyers and Flying del 1946 (e nell’antologia Tutti i racconti edita da Longanesi nel 2009) e diventato un film, LE ULTIME 36 ORE (36 Hours, 1963), diretto da George Seaton, co-sceneggiatore insieme allo stesso Dahl. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Maggiore Pike dell’aeronautica statunitense (James Garner) cade in mano ai nazisti che, facendogli credere che il conflitto sia finito, tentano di estorcere all’uomo alcuni segreti strategicamente fondamentali.

Quentin Tarantino e Tim Roth nell’episodio ‘L’uomo di Hollywood’ di ‘Four Rooms’

FOUR ROOMS – EP. L’UOMO DI HOLLYWOOD

Anche Quentin Tarantino non è rimasto insensibile alla vivacità letteraria di Road Dahl e ha scelto il racconto La scommessa (Man From the South, inserito nella raccolta Someone Like You del ’53) come traccia per L’uomo di Hollywood, il quarto e ultimo episodio del film antologico FOUR ROOMS (1995), diretto a otto mani con i colleghi Allison Anders, Alexandre Rockwell e Robert Rodriguez.
Sia nel racconto che nella sua trasposizione cinematografica, il protagonista, là un certo Carlos, qui il fattorino d’albergo Ted (Tim Roth), deve presenziare ad una folle scommessa tra eccentrici ricconi che prevede l’amputazione di un dito in caso di perdita.

Steve McQueen e Peter Lorre in ‘Man from the South’

Nel 1960, il soggetto era già stato sfruttato da Sir Alfred Hitchcock per un episodio della sua celebre serie tv , ALFRED HITCHCOCK PRESENTA: nella puntata intitolata proprio Man from the South, il collaudato Peter Lorre (L’UOMO CHE SAPEVA TROPPO, 1934) interpretava Carlos, mentre Steve McQueen (BULLITT, 1968) era uno dei partecipanti alla scommessa.

[Nella foto in alto: Roald Dahl legge ‘Il GGG’ ad un gruppo di giovani fan]

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