Recensione su Zoran, il mio nipote scemo

/ 20137.087 voti

“Se sei mona e credi in Dio, crederai nel Dio dei mona” / 18 Novembre 2013 in Zoran, il mio nipote scemo

La cinematografia italiana sembra mostrare un interesse crescente per il nostro nord est . Infatti Matteo Oleotto ambienta questo suo primo e divertente lavoro in provincia di Gorizia , al confine con la Slovenia , dove lo sgradevole e cinico Paolo Bressan , un alcolista che fa l’aiuto cuoco in una comunità , che trascorre il suo tempo libero all’osteria non mancando di compiere atti vandalici nei confronti dell’abitazione della sua ex moglie il cui nuovo compagno è anche il suo datore di lavoro , si ritrova improvvisamente a doversi occupare , sia pure per un periodo di una settimana , di un nipote minorenne sloveno di cui lui ignorava persino l’esistenza , affidatogli in attesa di trovare per lui una sistemazione definitiva in quanto unico parente ancora in vita dopo la morte della vecchia nonna che lo aveva cresciuto.
Una storia fatta di niente , semplice ma ben costruita , che mette in risalto uno straordinario Battiston a rendere con estrema efficacia tutta la spregevolezza del personaggio di Paolo , ma ancor più la vera rivelazione , il giovane Rok Prasnikar dal sorriso disarmante , nella parte del nipote che parla un italiano aulico imparato da due libri da lui letti . Un bel film con un finale aperto alla speranza , che è anche un implicito omaggio alla bellezza dei paesaggi oltre che alla generosità dei vini friulani .

Lascia un commento

jfb_p_buttontext