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Zombi

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L’alba dei morti viventi…è (finalmente) giunta… / 18 Aprile 2014 in Zombi

Non un film sugli zombie, bensì un film di ZOMBIE.
In realtà è IL film di zombie, questa fatica di George Romero, che fa partire la storia direttamente con i morti viventi, senza mostrare l’antefatto che ha dato vita (ha dato vita, curioso modo di dire, considerando che sono ehm…leggermente morti) a questi esseri che si nutrono di carne viva.
Gli zombie, in questo film, hanno un ché di antropomorfico, essi infatti non sono altro che la rappresentazione della parte più selvaggia dell’umanità, incapace di controllare (o almeno quasi) e di controllarsi, dando libero sfogo ai propri “desideri” (in realtà è un po’ sbagliato questo termine, visto che non hanno la facoltà di desiderare), o meglio, al proprio istinto che li porta in un centro commerciale, rappresentando la mentalità e la società consumistica. Questo film è, infatti, una critica feroce della società consumistica, nonostante all’epoca questa critica non venne colta al massimo, visto che la storia ti prende fin da subito ed a tratti è volutamente comica.
Le principali obiezioni che vengono rivolte a questo film, sono perlopiù di carattere tecnico, definito trash da taluni ed invecchiato male da altri.
Magari un po’ lo è, verrebbe da pensare…
Ah già…oggigiorno i film sui zombie servono perlopiù a curare la stitichezza oppure a calmare i bimbominchia vogliosi. Come poter dire che questo è invecchiato male, se oggigiorno nella stragrande maggioranza dei casi c’è tutta sta’ schifezza ?
Indubbiamente, bisogna saper cercare le opere che realmente valgono nel periodo contemporaneo, ma al contempo, si potrebbe benissimamente vedere film anche di un’altra epoca…perché non si può dire che questo non sia un cult d’altri tempi, assolutamente.
Detto questo, il consumismo non è l’unico tema che tratta, anzi, c’è quello dell’aborto (rappresentato dal personaggio di Francine) che deve decidere se abortire o meno.
Infatti, i personaggi non sono semplicemente tali, anche qui si può discutere un po’ sul come sono stati scritturati ed interpretati (quindi l’ambito prettamente tecnico), ma non si può dire che non siano intrinsecamente rappresentativi di qualcosa. Anche il tema del razzismo, analogamente a “La notte dei morti viventi”, è presente anche se in maniera piuttosto blanda con il personaggio di Peter.
Dapprima abbiamo una parte politica, con il governo e gli scienziati che sono in difficoltà e non sanno come reagire, finiscono quindi per attaccarsi l’un l’altro; poi invece il film si incentra sulle vicende di quattro personaggi che cercano di pensare a loro stessi e salvarsi la pelle, dopo diverse peripezie finiscono in un supermercato e qui ha inizio la parte più claustrofobica e paurosa, ma anche la più interessante e con molta più action che mozza il fiato.
Musiche dei Goblin e Argento come aiutante per il montaggio a parte, questo film non è horror nel senso di brivido, paura ed inquietudine come farebbe Dario Argento, ma più esplicito a livello visivo, rendendolo quindi nello stile che contemporaneamente adottava Fulci. Quindi, è assolutamente da vedere, specialmente per gli amanti del genere, un cult che poi, chiaramente, è entrato nella cultura popolare.
Come detto, manca un prologo od un antefatto alle vicende, la società è in difficoltà di fronte a questi esseri….ma in realtà è in difficoltà di fronte all’umanità stessa ed alle sue opere, che adesso rappresentano una minaccia che gli si ritorce contro. E’ forse l’apocalisse ? Il vero tema cui Romero fa riferimento in questa sua opera, è proprio in generale quello dell’uomo e dell’umanità, nei suoi aspetti più criticabili; nei suoi aspetti più sbagliati e violenti, come dimostrano quei vandali che sfasciano il centro commerciale, essi non sono esseri che asfaltano il consumismo, è vero che usano la violenza per distruggere il centro commerciale, ma anche e soprattutto per rubare e quindi addirittura avallano quella mentalità consumistica.
Stupidi, violenti, razzisti e chi più ne ha più ne metta. Esistono altri aggettivi per definire la parte più selvaggia degli uomini ? Probabilmente sì, chi più ne ha più ne metta, resta solo da chiedersi se questi descrivono solo quei vandali (e quindi la parte negativa dell’uomo) o in generale tutti gli esseri umani.

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Quando non ci sarà più posto all’inferno, i morti cammineranno sulla terra! / 4 Giugno 2013 in Zombi

Se dovessi stilare una classifica o pseudo tale dei grandi horror che maggiormente hanno influito sul mio modo di intendere tale genere citerei, posizionandoli in posti d’eccezione, “L’Esorcista”, “Shining”, “Halloween” e “Dawn of the Dead” di George A. Romero. Sicuramente il film di Romero è una di quelle opere dal grande impatto visivo, angosciante, claustrofobico, estremamente teso ed apocalittico, probabilmente lo zombie movie più apocalittico di tutti, il più pessimista, il più politico. Il mondo è ormai alla mercè dei morti viventi, gli umani, da padroni incontrastati della terra, si sono tramutati nell’ alimento principale di questa nuova, inarrestabile specie, gli umani sono cibo ormai. La gente cerca di sopravvivere come può, scappando dalle grandi città o radunandosi nei centri d’accoglienza, cacciatori e militari o chiunque abbia un’arma e sia in grado di sparare pensano ad abbattere quanti più zombi possibile, un Far West nel quale i militari hanno ormai il totale controllo attraverso la legge marziale. Un piccolo gruppo di fuggiaschi, due poliziotti e una coppia di fidanzati, Francine (incinta) e Stephen, grazie all’elicottero di quest’ultimo sorvolano il paese, fin quando non decidono di rintanarsi in un immenso centro commerciale abbandonato. E’ all’interno di esso che si svolgerà il film, un gruppo di quattro persone che si ritrova a disposizione uno dei principali esempi del consumismo moderno, per loro quasi una gabbia ora, dalla quale non possono permettersi di uscire, una gabbia d’orata che difenderanno prima dai famelici zombi e in seguito dagli attacchi degli stessi umani/sciacalli, ennesima dimostrazione che il pericolo proviene anche e soprattutto dai nostri stessi simili. E’ un’opera cruda, granguignolesca, che non risparmia nulla allo spettatore, Romero si lascia andare alle sue visioni più oscure e sanguinose, si lascia andare alla sua visione pessimistica e finale del mondo post 68, mostrandoci una realtà alternativa macabra e priva di qualsiasi punto di riferimento. La politica paralizzata, le forze dell’ordine nel più totale caos e gli umani ormai preda degli zombi, ma prima di tutto di loro stessi. Forse l’unico elemento positivo è la decisione di Francine, la donna del gruppo, la quale deciderà di non abortire, una piccola speranza lasciata all’umanità, anche se non ci è dato sapere quale sarà il suo epilogo. Quando i morti camminano signori, bisogna smettere di uccidere o si perde la guerra, una guerra per George A. Romero persa in partenza. Nel cast Ken Foree nel ruolo di Peter, punto fermo del gruppo, David Emge è Stephen, Scott H. Reiniger nel ruolo del poco affidabile Roger e Gaylen Ross, Francine. C’è anche l’uomo degli effetti speciali Tom Savini, qui in un ruolo secondario. Co-produce per l’Italia Dario Argento.

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Semplicemente il migliore… / 30 Aprile 2013 in Zombi

Romero firma con “L’alba dei morti viventi” il suo capolavoro… Consigliato agli amanti del genere e non…

Un Cult / 9 Marzo 2013 in Zombi

La trama certamente latita non poco in molte sue parti. Difficile spiegarsi come all’improvviso i morti riprendano vita.
Certamente il 1978 non offriva di meglio dal punto di vista degli effetti gore e splatter ma il regista ha spesso saputo creare la giusta tensione anche grazie alla sapiente maestria di una colonna sonora che vanta i Goblin.

Un film che comunque rimane un cult e non può certamente mancare per chi come me ha la passione per le saghe ispirate ai morti viventi!

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16 Settembre 2012 in Zombi

A parte qualche goffaggine di troppo e una sceneggiatura con errori a volte pacchiani, resta un cult assoluto dell’orrore.

Senza tempo / 29 Dicembre 2011 in Zombi

Il primo film di zombi, a chi piace il genere non può non aver visto quello che secondo me è il più bel film del suo genere, un classico senza tempo, anche se girato molti anni fa, rende molto bene l’idea del regista. Un capolavoro di altri tempi.

19 Dicembre 2011 in Zombi

ecco a voi la fine del mondo

brama di vivere,fame divorante,alienazione di un’individuo che sente l’odore del sangue,vampiro e zombie,un non morto costretto suo malgrado a vivere e a nutrirsi di carcasse umane
puzzo di merda e piscio,orinatoio ambulante, deambulo per il mondo.
sangue nelle vene,lo sento scorrere,cuore pulsante di un’uomo,natura bestiale senza freni,come lazzaro uscito dal sepolcro sono pronto a giocare con te
puzza di morte,denti marci,lingua saettante vedo il mondo per quello che è : una fogna dove voi topi di fogna scappate a nascondevi chissà dove credendo di essere al sicuro.
rigor mortis,esco dalla tomba e affondo i denti nella carne,squarciandoti l’addome infilo le mani negli intestini e mangio merda leccandomi le dita
rito orgiastico,iniziazione di un demonio,è giunto il tempo del raccolto.
questo è certo,farò proseliti, virus che infetta,febbre suina da tramandare ai posteri,morte cerebrale,predicatore senza parola, applaudite il maestro,comando supremo,non ti lascio scelta.
un profeta forse scelto dall’onnipitente,”una vita sbagliata” giocata sul filo della morte,ogni ora è buona per far parlare di se,gente marcia fino al midollo,ballo in maschera senza bisogno d’invito,ora o mai più
morto che striscia, ti tappi le orecchie per non sentire la cacofonia di morte,ora eccomi al tuo cospetto,avvicinandomi non credi ai tuoi occhi,non è rimasto granchè vero ? vent’anni di vita hanno lasciato ben poco,solo brandelli di gioventù mortifera,risparmiami le tue lacrime vecchio,inginocchiati e chiedi perdono perché sono venuto a mangiarti il cuore
caos,morte e distruzione,desolazione e paura,tante emozioni che non dovrei più provare,un sole pallido illumina il mio viso ridotto ad una maschera grottesca, urlo di munch sono pronto a saltarti addosso,belva assetata di sangue,demone sotto la pelle,diavolo mascherato da carcassa putrescente,pezzi di vita,un passato incolore,ora col potere nelle mie mani posso rubarti l’anima
ti vedo spaurito, tremante di paura,allora scappa,corri coniglio,corri…oh si è questo che mi tiene in “vita”,sentire battere velocemente il tuo cuore,il sangue che scorre dentro di te è per me motivo di enorme felicità,sento il tuo respiro e penso a me che respiro più non ho,ma so che ponendo fine alla tua vita avrò di che consolarmi
“consolazione”,non trovi che sia una splendida parola,quello che non ho avuto in vita lo avrò adesso,meglio di una pacca sulla spalla direi,anima in pena,soffro al ricordo dell’esistenza passata a rimuginare,sogni frustrati,desideri mai avverati,sintesi perfetta di occasione sciupata mi ritrovo ad avere una seconda possibilità,unica scelta possibile in un mondo infernale colgo al volo l’occasione di dispensare “azioni di morte” ad orologeria ad uso e consumo del mio ego,voi pensate all’immane tragedia cosmica,all’ infernale metamorfosi di un mondo impazzito senza più regole a cui aggrapparsi,senza santi a cui votarsi,solo la paura,l’orrore come unico compagno di viaggio,rabbia repressa che finalmente può esplodere,sgorgare dalle fauci,ho il potere di fare a brandelli corpi e arti,è l’urlo di un mostro che divora anime,vite spezzate date in pasto a iene asssetate di sangue,stoire intrecciate che non portano a nulla,oblio di una vita che sazia la belva
ciuciacazzi a tradimento,leccaculo di professione,ora sei pane per i miei denti,valvola di sfogo posso saziarmi con le tue viscere,fascista mascherato da bravo ragazzo ti prendo per la gola e affondo le fauci nella giugolare,bevo il tuo sangue e inebriato gioisco per la vittoria
insieme a miei “amici” ti ho tolto la speranza,la vita per te non ha più senso alcuno,il domani, come una condanna a morte ti aspetta al varco
case infestate e scuole abbandonate dove bambini morti danzano macabri sulle viscere dei loro genitori,bulbi oculari che sembrano biglie di vetro da far rotolare su piste sterrate modellate con le loro piccole mani che ora servono per ghermire adulti che sconvolti da tanto abominio a fatica respingono l’orrore dipinto in volto a questi fanciulli figli di Dio che un tempo giocavano nei giardini pubblici sotto lo sguardo di mamme intente a chiacchierare tra loro ignare del futuro che da li a poco avrebbe trasformato i loro pargoli in demoni assetati di sangue
ultracorpi,l’invasione continua,si pensava fosse fantascienza l’alieno invasore dispensatore di morte,invece ora la realtà supera la fantasia e riserba la sorpresa che non t’aspetti : i tuoi vicini,i tuoi parenti,amici e sconossciuti tornano dalla morte per cibarsi della tua carne
succulenti pranzi vengono “preparati “in ristoranti aperti anche di notte dove camerieri sudici banchettano con i clienti facendosi beffe del bon ton sapendo che non dovranno sborsare neanche un soldo per il servizio gentilmente offertogli
sogno di una notte di mezza estate,storia di inedia e apatia,storia di una vita sprecata ad elemosinare affetto, poi finalmente il risveglio improvviso come una morte violenta, fu uno schok ,poi l’iniziale stupore lasciò il posto alla consapevolezza del nuovo io narrante che sublima la morte altrui come una vittoria da conquistare ad ogni costo,è avere forza di volontà,coraggio delle proprie scelte,definitiva consacrazione di un essere votato ad una causa finalmente giusta
immagini sacre,icone sbiadite,falsi miti a cui aggrapparsi,siete stati abbandonati dai vostri dei,abbiamo spalancato le porte dell’inferno e ora vomitiamo sul vostro paradiso camminando fra di voi ci sentiamo padroni del mondo
zero umanità, attendo davanti al tuo cancello il momento propizio,finestre e porte sprangate, guardo il tuo rifugio e so che sei tremante e scoraggiata,sogno il tuo corpo,pelle liscia e profumata non avrai scampo,sazierai la mia fame e diverrai parte di me,per sempre insieme, amore mio,il tuo cuore nella mia mano, pulsante, pieno di vita,fame di te
fine

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15 Ottobre 2011 in Zombi

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

film del 1978 diretto da George A.Romero. Per motivi inspiegabili i morti prendono vita e affamati di carne umana cominciano ad aggredire ogni essere umano che una volta morso a sua volta diventa uno zombie.. tutto questo si svolge a Philadelphia dove un gruppo di 4 persone tra cui una coppia di giornalisti e due agenti SWAT cercano di fuggire dalla cittadina con un elicottero verso il Canada, ma a causa della mancanza di carburante sono costretti ad atterrare sul tetto di un centro commerciale,dove dopo aver eliminati gli zombie presenti ci si barricano dentro ma nel tentativo di “assicurare” le porte con dei camion uno degli agenti Swat (Roger) viene morso e di conseguenza infettato. A complicare ancora di piu’ la situazione,un gruppo di motociclisti fanno irruzione saccheggiando il centro commerciale e ovviamente facendo strada agli zombie che dopo aver decimato i motociclisti infettano Steve, il giornalista nonche’ compagno di Jane che incinta fugge con l’altro sopravvissuto Peter in cerca di salvezza.

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5 Marzo 2011 in Zombi

Della maledizione del numero 2 Romero se ne frega allegramente e partorisce, con la sua seconda prova alla guida delle allegre schiere dei morti viventi, non il SUO capolavoro, ma il capolavoro di tutto il genere.
Sono trascorsi dieci anni da “La notte dei morti viventi”, e si sentono tutti; l’America è cambiata, gli americani sono cambiati, non è più tempo di “peace and love”, bisogna guardare in faccia la realtà: la razza umana ha qualcosa di intrinsecamente sbagliato, neanche davanti all’imminente catastrofe riesce a trovare una fratellanza anche solo di convenienza, ma trova lo stesso il tempo di accapigliarsi durante il dibattito televisivo sul modo migliore di uccidere un “ritornante”.
Non a caso Romero non guarda in faccia a nessuno: l’esercito non ci fa una bella figura, ma l’hare krishna che aggredisce una dei protagonisti con tanto di tamburello ancora penzolante è roba da antologia!
Per non parlare della dimostrazione di stupidità nel centro commerciale: rischiare la vita per rubare qualche gioiello, della cioccolata, scorazzare su e giù per le scale mobili come dei ragazzini che hanno fatto festa a scuola: del resto anche molti zombie, senza apparente motivo, si sono rintanati lì, probabilmente perchè il virus del consumismo è duro a morire, più duro di loro.
Morale della favola: siamo animali, istigati da istinti come qualsiasi altro animale, solo che i nostri sono per lo più autodistruttivi. Romero ha scelto solo un modo tra i tanti per esprimere questo triste concetto, ma mettete agli zombie una divisa e un mitra in mano e avrete un bello scorcio di realtà; ficcategli un doppiopetto e un contratto per una multinazionale e ne avrete un altro. Parafrasando Hobbes: homo homini zombies.

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