Recensione su Zombie Strippers

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24 marzo 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Bordate ridicolissime ed iperdemocratiche against Bush: ai soldati della squadra speciale 1 in missione sfugge uno zombie che si rifugia in un locale clandestino di lap dance nei pressi. Le ballerine si fanno contagiare una a una, quando si accorgono che tutti ululano e dollarano (bel verbo) le prestazioni delle lap zombies, e quelle che ancora non sono zombie lo diventano apposta per essere più fighe. Crani aperti, braccia staccate ecc. Lotta doppia finale, da una parte tra i soldati, che vogliono terminare il loro lavoro, e gli zombie. Dall’altra tra le due lap dancer più gnocche del locale le quali, sia da vive sia da zombie, si odiavano. Una è Jenna Jameson (ovvero una divinità dei porno americani, anche se ormai comincia ad avere la sua età, quindi non tra le mie preferite; se non la conoscete approfondite, conoscetela) e Shamron Moore (no, questa è meno nota, solo una Playmate). Vi dico solo che Jenna ad un certo punto si trova per terra, tira fuori da non si sa dove delle palline da golf, se le infila in figa e le spara fuori come proiettili per colpire l’avversaria (che detto così sembra quasi di esser volgari, ma è una fedele ricostruzione della scena:D). E poi con delle palle da biliardo!!!
Idolo il messicano delle pulizie, che ogni volta che una stripper mangia un cliente si mette le mani nei capelli, che loro si divertono e poi deve pulire tutto lui. E affronta gli zombie dopo essersi messo un sombrero e aver assegnato ai singoli proiettili i nomi degli eroi delle rivoluzioni messicane (Pancho Villa, ecc), e aver salutato la foto di moglie e figlie: Maria, y Maria, Maria.
Un’ora e mezza di film, con almeno 50 minuti di lap dance e 20 di sparatorie.
In calce: ahimè, quante carne di figa, figa di carne, fatta a pezzi 🙁

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