Zodiac

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Zodiac

Ispirato a una storia vera. California, Stati Uniti, 1969: l'attenzione delle forze dell'ordine e dell'opinione pubblica viene catturata dalle gesta di un misterioso assassino, autore di una serie di efferati delitti, che si fa chiamare Zodiac. Mentre i poliziotti David Toschi e William Armstrong sono impegnati a dargli la caccia, un cronista della carta stampata, Paul Avery, e un vignettista, Robert Graysmith, che lavorano per il San Francisco Chronicle, giornale al quale Zodiac manda delle lettere contenenti messaggi scritti in codice, cominciano a svolgere delle indagini per conto loro.
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: Zodiac
Attori principali: Jake GyllenhaalJake GyllenhaalMark RuffaloMark RuffaloRobert Downey Jr.Robert Downey Jr.Anthony EdwardsAnthony EdwardsBrian CoxBrian CoxJohn Carroll Lynch, Richmond Arquette, Bob Stephenson, John Lacy, Chloë Sevigny, Ed Setrakian, John Getz, John Terry, Candy Clark, Elias Koteas, Dermot Mulroney, Donal Logue, June Diane Raphael, Ciara Hughes, Lee Norris, Patrick Scott Lewis, Pell James, Philip Baker Hall, David Lee Smith, Jason Wiles, Charles Schneider, James Carraway, Tom Verica, Jimmi Simpson, Doan Ly, Karina Logue, Joel Bissonnette, Zach Grenier, John Mahon, Matt Winston, Jules Bruff, John Ennis, J. Patrick McCormack, Adam Goldberg, James Le Gros, Charles Fleischer, Clea DuVall, Paul Schulze, Adam Trese, Penny Wallace, John Hemphill, Michel Francoeur, Thomas Kopache, Barry Livingston, Christopher John Fields, Stanley B. Herman, Ione Skye, Brett Rickaby, Micah Sauers, Hayati Akbas, David Winston Barge, Geoff Callan, Brad Carr, JD Cullum, Rod Damer, Judith Drake, Mitchell Fink, Erica Ford, Ted Garcia, Gloria Grant, Tish Hicks, Phoebe Holston, Michael Hungerford, Janis Jones, Roy Lee Jones, Anna Katarina, Marty Lodge, Danielle McKee, Cazimir Milostan, Betty Murphy, Dave Nemeth, Derris Nile, James Joseph O'Neil, Jeff Daniel Phillips, Carmen Plumb, Peter Quartaroli, Michael Rose, Jack Samson, Zachary Sauers, Bill Seward, Callie Thompson, Cooper Thornton, Cassius M. Willis, Shane Woodson, Mostra tutti

Regia: David FincherDavid Fincher
Sceneggiatura/Autore: James Vanderbilt
Colonna sonora: David Shire
Fotografia: Harris Savides
Costumi: Casey Storm, Stacy Horn
Produttore: Ceán Chaffin, James Vanderbilt, Mike Medavoy, Arnold Messer, Brad Fischer, Louis Phillips
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Thriller, Poliziesco
Durata: 158 minuti

Dove vedere in streaming Zodiac

ZODIAC e il suo mistero. / 2 Dicembre 2019 in Zodiac

Negli annni ’60 una serie di efferati delitti sconvolgono gli Stati Uniti. Un assassino che si fa chiamare ZODIAC crea un mistero grazie anche agli indizi che lascia quasi come sfida alle forze dell’ordine.
Un intreccio macchiavellico che fa impazzire tutti e che risulta vincente per l’assassino.
Bel film con grandi interpretazione da parte di tutti gli attori.
Un film forse un po’ troppo lungo ma piacevole da vedere con il pensiero che è una storia vera.
Godibile.
Ad maiora!

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Indizi e spiegoni / 30 Maggio 2016 in Zodiac

La formula un po’ pedante del giallo indiziario si prende troppo spazio a discapito dell’atmosfera thriller, pagandone il coinvolgimento; che Fincher sia un regista talentuoso non si discute, ma è altrettanto vero che la sceneggiatura di Vanderbilt conquista solo i nerd dell’investigazione. Le belle scene di tensione sono poche e sovrastate da lunghe, lunghissime deduzioni e controdeduzioni dei protagonisti; quando Gyllenhaal prende a spiegare una situazione spostando pepe e sale sul tavolo e ti viene in mente un plastico di Bruno Vespa, beh, è davvero un guaio.
Sto maturando la convinzione che Robert Downey jr. non sia in grado di regalarci veri personaggi, ma attui una continua riproposizione di sè stesso; è sempre “Robert Downey jr. che recita“, che faccia Iron Man o un reporter di cronaca, e questo è il segno peculiare del divismo.

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Il killer dello Zodiaco / 15 Dicembre 2015 in Zodiac

Film basato sulla vera storia del serial killer che sconvolse San Francisco tra gli anni sessanta e settanta; il fatto di essere basato su una storia vera limita un pò le capacità di David Fincher che comunque se la cava con un buonissimo film.
La parte più interessante del film è la seconda con il vignettista del San Francisco Chronicle, Robert Graysmith (Jake Gyllenhaal, casualmente in due giorni ho visto due suoi film) che indaga a fondo sui delitti cercando di individuare il colpevole. Prima parte con la serie di omicidi (mi è piaciuto poco il comportamento di alcune vittime) e le lettere al San Francisco Chronicle con la polizia che non riesce a scoprire l’assassino.
Bella la ricostruzione storica (con abbigliamento e comportamenti di quegli anni), ottimo il cast tra cui spiccano Robert Downey jr (Paul Avery, il giornalista che si occupa degli articoli del caso), Mark Ruffalo (Dave Toschi, il detective che si occupa delle indagini), Anthony Edwards (il collego di Toschi), Chloe Sevigny (la moglie di Graysmith) e altri caratteristi.

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Ottimo film a metà tra il docu e il thriller / 28 Luglio 2015 in Zodiac

Classico caso di pellicola che o la si ama o lo si odia.
I pareri su questo film son molto divisivi e discordanti.
Io faccio personalmente parte di coloro che lo considerano un capolavoro di genere.
Ai tempi fu particolarmente criticato per via della durata(lunga e con momenti morti) e del fatto che nella prima ora il film sembri più un documentario che un film thriller vero e proprio.
La verità come sempre sta nel mezzo,nel senso che il protagonista non è il Killer dello zodiaco ma tutta l’atmosfera,l’emozioni e perchè no il fascino che questa serie di omicidi provocava nella popolazione della San Francisco di fine anni ’60.Quest’ultima è ricostruita in maniera magistrale e fedele.

La trama però dopo impenna e non mancano i momenti forti e i colpi di scena.
Apprezzabile inoltre l’evoluzione psicologica dei 3 protagonisti,che sembrano provare emozioni vere e realistiche, qui vanno i miei complimenti a Ruffalo,Gyllenhaal e Robert Downey JR per la prova.

Personalmente lo considero un film molto sottovalutato e lo consiglio a chi ha la pazienza di vederlo senza criticarlo al primo momento lento(e vi assicuro che è una cosa rara).

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Il Killer dello Zodiaco / 13 Novembre 2014 in Zodiac

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Nel 1969 un vignettista, Robert Graysmith (Jake Gyllenhaal), grande appassionato di letteratura ed enigmistica, decide di scoprire l’identità di un feroce assassino, conosciuto con il nome di Zodiac, che, in una lettera che ha inviato alle redazioni del “San Francisco Examiner”, del “Vallejo Times-Herald” e del “San Francisco Chronicle”, afferma di aver ucciso tre persone: David Arthur Faraday, Betty Lou Jensen e Darlene Elizabeth Ferrin (le prime due il 20 dicembre del 1968, la terza il 4 luglio del 1969 mentre era in macchina con il suo ragazzo, Michael Renault Mageau, miracolosamente sopravvissuto all’aggressione nonostante le gravi ferite riportate). Robert cerca di smascherare il killer prima con l’aiuto di un giornalista di cronaca nera, Paul Avery (Robert Downey Jr.), poi da solo. Nel frattempo, due ispettori della Squadra Omicidi di San Francisco, David Toschi (Mark Ruffalo) e William Armstrong (Anthony Edwards), indagano sui delitti compiuti da Zodiac e, grazie alle dichiarazioni di un uomo, individuano un possibile sospetto, Arthur Leigh Allen (John Carroll Lynch).
Basandosi su due libri scritti dal vero Robert Graysmith, “Zodiac” (1986) e “Zodiac Unmasked: The Identity of America’s Most Elusive Serial Killer Revealed” (2002), nel 2007 David Fincher, su sceneggiatura di James Vanderbilt, gira un poliziesco anomalo e disturbante che, come aveva già fatto Fritz Lang in “Quando la città dorme” (1956), più che sulla figura del sadico omicida, che rimane sfuggente e inafferrabile, si concentra su coloro che tentano di catturarlo per mostrare le ripercussioni negative che le indagini hanno sulle loro esistenze. Il caso Zodiac, il serial killer che sosteneva di aver ammazzato trentasette persone (ma di tutti gli omicidi che asseriva di aver commesso, la polizia gliene ha attribuiti cinque, gli altri non si è sicuri che sia stato lui) e che ha ispirato il personaggio di Scorpio, il criminale psicopatico a cui dava la caccia l’ispettore Callaghan impersonato da Clint Eastwood in “Dirty Harry” (1971) di Don Siegel, ha segnato in modo indelebile le vite dei poliziotti David Toschi e William Armstrong (il primo è stato accusato di aver scritto una missiva spacciandosi per Zodiac, accusa rivelatasi poi infondata; il secondo, invece, ha chiesto il trasferimento in un’altra squadra perché il caso lo teneva troppo lontano dalla famiglia), nonché quelle del giornalista alcolizzato e drogato Paul Avery (che ha ricevuto minacce di morte da parte di Zodiac) e del disegnatore Robert Graysmith (che ha finito per rimanere ossessionato dalle sue ricerche al punto da trascurare i suoi familiari).
Per raccontare le storie delle persone che hanno cercato invano di dare un volto al misterioso serial killer che si divertiva a sfidare la polizia con dei messaggi cifrati (alcuni dei quali tuttora irrisolti), Fincher ricorre a uno stile cupo e lugubre che raggiunge l’apice nelle sequenze degli omicidi (i due fidanzati, Darlene Elizabeth Ferrin e Michael Renault Mageau, crivellati da colpi d’arma da fuoco nel folgorante incipit; la coppia, Cecelia Ann Shepard e Bryan Calvin Hartnell, aggredita con un coltello sulla riva del Lago Berryessa il 27 settembre del 1969; il tassista, Paul Lee Stine, freddato nel suo taxi con un colpo di pistola alla testa l’11 ottobre del 1969), filmate in maniera secca e brutale, tanto da essere quasi insostenibili.
Il risultato è un film immerso in un’atmosfera fosca e inquietante che oltre a turbare profondamente mostra la fallibilità dell’essere umano (le indagini condotte dalla polizia all’epoca dei fatti non sono state impeccabili) e l’impossibilità di stabilire una verità assoluta (ancora oggi non si sa con certezza chi fosse Zodiac).
La prima parte è notevole e fila a meraviglia: fino a quando le ricerche delle forze dell’ordine e dei due dipendenti del “San Francisco Chronicle” procedono in parallelo, il regista americano, con la fondamentale complicità del montaggio di Angus Wall, tiene lo spettatore inchiodato alla poltrona; ma poi, nella seconda parte, sparisce quasi del tutto il personaggio migliore del film, quello di Paul Avery (fantastico quando si rivolge a David Toschi chiamandolo “Bullitt”, come il poliziotto interpretato da Steve McQueen nell’omonimo film di Peter Yates del 1968), per lasciare spazio a quello di Robert Graysmith, che diventa il protagonista assoluto della storia, e il livello della pellicola, pur rimanendo alto, cala lievemente.
Fincher, tuttavia, a dispetto della lunga durata, realizza un’opera tesa e avvincente che appassiona e coinvolge dal primo all’ultimo minuto.
Come detto sopra, le sequenze degli omicidi sono impressionanti e non si dimenticano facilmente, ma il momento più angosciante del film è quello in cui Robert si reca nell’abitazione di un proiezionista, soprattutto quando il vignettista scende nello scantinato insieme al padrone di casa, un tizio dall’aria sinistra, e in quel preciso istante si sentono dei rumori provenire dal piano di sopra. Il secondo, con uno sguardo poco raccomandabile, dice al primo che non c’è nessun altro nell’appartamento oltre a loro due ma Graysmith, visibilmente spaventato, capisce che è meglio andarsene da quel posto il prima possibile. Una scena che fa venire i brividi solo a raccontarla.
La soggettiva iniziale, che fa credere allo spettatore che il punto di vista assunto dalla macchina da presa sia quello dell’assassino, quando invece, come si scopre in seguito, è quello di una delle vittime di Zodiac, Darlene Elizabeth Ferrin, è un vero e proprio pezzo di bravura. Puntigliosa la ricostruzione degli eventi (la storia abbraccia un arco narrativo che va dal 1969 al 1991), ottime la fotografia di Harris Savides (specialmente nelle scene notturne, come quella in cui una donna, insieme alla sua bambina, accetta un passaggio da un automobilista che potrebbe essere Zodiac) e la colonna sonora di David Shire (la canzone che si sente durante il primo omicidio e sui titoli di coda è la bellissima “Hurdy Gurdy Man”, 1968, di Donovan).
Perfetto il cast: Gyllenhaal, Downey Jr. e Ruffalo sono bravissimi nei rispettivi ruoli, ma anche Elias Koteas (il sergente Jack Mulanax), Brian Cox (l’avvocato Melvin Belli), Chloë Sevigny (Melanie, la compagna di Graysmith) e Philip Baker Hall (Sherwood Morrill, il perito grafico che analizza la scrittura del “Killer dello Zodiaco”) offrono prove convincenti. Chi si aspettasse di vedere un poliziesco con sparatorie e inseguimenti rimarrà deluso, perché Fincher, cineasta talentuoso ma discontinuo che qui firma il suo lavoro migliore insieme a “Seven” (1995), se ne infischia delle regole del genere; ma se invece cercate qualcosa di diverso dal solito, qualcosa che esca fuori dagli schemi abituali, “Zodiac” soddisferà pienamente le vostre aspettative.

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