Cold War

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Cold War

Due storie d'amore si incrociano, negli anni della Guerra Fredda.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Zimna wojna
Attori principali: Joanna KuligTomasz KotBorys SzycAgata KuleszaCédric KahnJeanne Balibar, Adam Woronowicz, Adam Ferency, Adam Szyszkowski, Dražen Šivak, Slavko Sobin, Aloïse Sauvage
Regia: Paweł Pawlikowski
Sceneggiatura/Autore: Paweł Pawlikowski, Janusz Glowacki, Piotr Borkowski
Colonna sonora: Marcin Masecki
Fotografia: Łukasz Żal
Costumi: Aleksandra Staszko
Produttore: Tanya Seghatchian, Ewa Puszczynska
Produzione: Francia, Polonia, Gran Bretagna
Genere: Drammatico
Durata: 88 minuti

VUOTO / 15 Giugno 2019 in Cold War

Penso che già il titolo della mia recensione sia inequivocabile, e non servirebbe aggiungere altro, ma nello specifico ho davvero fatto fatica a completare la visione di tale pellicola, questo a causa in primis della trama, per l’appunto vuota e piena di zeppa di buchi a mio avviso, si passa da un evento all’altro con una rapidità e una facilità che lascia confusi e spiazzati, senza un vero e proprio collegamento, sembrano tante scene tagliate e montate tra di loro senza un vero senso logico di fretta e furia, tant’è che ad un certo punto mi sembrava di guardare l'”Eraserhead” di Lynch per quanto riguarda la destrutturalizzazione della trama e per il senso di confusione che mi dava il già sopracitato montaggio delle scene. Per non parlare della love story che fa da sfondo alla vicenda, un qualcosa che sa già di visto e rivisto, peccato perché il contesto storico in cui era ambientata era davvero molto accattivante.
Altra nota molto dolente, i personaggi, approfonditi non male, ma malissimo a livello psicologico, per nulla coinvolgenti, tratti caratteriali inesistenti, non si capisce fin dal principio quale siano le loro vere intenzioni, facendo così risultare il loro intreccio amoroso davvero privo di interesse, tant’è è vero che la loro decisione nell’epilogo per me è quella più giusta e condivisibile dell’intero film.
L’unica cosa che salvo è la fotografia, compresa la scelta del bianco e nero di “Schindleriana” memoria.

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. / 31 Marzo 2019 in Cold War

Bellissima la fotografia e lo scenario della guerra fredda, i cui blocchi vengono rappresentati sotto il punto di vista musicale. I personaggi, però, non mi sono piaciuti per niente, se dovessi descriverli caratterialmente potrei dire molto poco, per non parlare del fatto che Zula è continuamente confusa e anche odiosa.
Più che una storia d’amore ambientata durante la guerra fredda, sembra più la guerra fredda raccontata con una storia d’amore, o almeno a me piace credere che sia così, perché lo scenario è riuscito molto meglio di quanto non sia riuscita la storia d’amore vera e propria.

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