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Recensione su Zero Zero

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31 gennaio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Cartone animato di un italiano che non so da dove spunti, breve e bello assai. Yuri è un bambino nella Russia comunista tipo anni ’50, ha un padre ba-balbuziente e lamentoso e una madre nevrotica. E paura, tanta e tante paure, di quasi tutto. Insieme ai genitori va nel fitto bosco a trovare la nonna apparentemente malata. Tornando, incontrano il fantasma del bosco, la macchina si incidenta con i genitori bloccati e lui è il solo che può andare a cercare aiuto. Lo fa in compagnia di Cappellaccio, il suo pupazzo che per lui si anima e lo aiuta e lo conforta, nel superare gli ostacoli e le ombre della selva bitorzoluta e oscura. Ovviamente la formazione va a buon fine, Yuri salva i genitori e c’è pure la sorpresa finale. Il disegno e la musica, la storia e i dettagli, un po’ tutto è particolare in questo babà d’animazione che riduce all’essenziale lo stile nei disegni e racconta una classica storia di formazione a lieto fine. Le paure si affrontano, si vincono e quando le guardi non sono mai così paurose. E blabla, alla faccia del cazzo e di Walt Disney.

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