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Recensione su X-Men: L' inizio

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Quinto episodio degli X-Men / 9 giugno 2011 in X-Men: L' inizio

Io gli X-Men li ho sempre adorati, film inclusi. Il motivo è semplice: sono supereroi, ma non sono “indistruttibili”, non sono moralmente inattaccabili. Anzitutto sono considerati dei “freaks”, degli scherzi della natura e quindi dei diversi, degli emarginati. Come ogni cosa che non conosciamo, ne abbiamo paura e la etichettiamo come “il male”. Pochi sono gli esseri umani che li considerano veramente una “evoluzione” in positivo. Questo è il fulcro della narrazione. Perchè da questa idea sono gli stessi X-Men che si dividono; tra chi sogna che umani e mutanti possano convivere pacificamente e nel reciproco aiutarsi, e tra coloro che considerano sè stessi come una evoluzione della debole specie umana e, come tale, la specie dominante che deve schiacciare la precedente.
Dopo tale premessa, come non si possono adorare?
Sono fumetti e rappresentano, come sempre accade, la metafora di qualcosa. “L’eterna lotta tra il bene e il male”, si potremmo ridurre il tutto a questa semplice frase, ma è qualcosa di diverso, perchè i supereroi hanno dei poteri e proprio questi creano loro dei problemi. In Spiderman leggiamo “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. Ma è anche vero che loro non sono esseri umani con delle capacità speciali, sono proprio una nuova specie. Ed è qui che il discorso si allarga. Si parla dell’accettarsi per quello che si è, di scegliere se lottare contro l’ignoranza e “istruire le masse”, oppure lottare a viso e in campo aperto contro chi ti odia e ti combatte senza sapere, perchè ha paura. “Mutanti e fieri!”.
Sì il concetto è quello del diverso, ma visto non solo da chi accetta i propri poteri per un bene superiore, ma di chi se li ritrova suo malgrado, non come una benedizione, ma spesso come un qualcosa che gli evita di avere un’esistenza tranquilla e “normale”. Perchè gli X-Men non sono “scontatamente” buoni e spesso accade che chi inizialmente sceglie di essere “buono”, stufo di lottare contro “i mulini a vento” si dedichi al male. Lo stesso Wolvering, uno dei personaggi più famosi, è il frutto di enormi sofferenze, di perdite e scelte, che non sempre lo portano ad agire per altruismo, ma più spesso per egoismo e torna conto. E’ probabilmente il personaggio più scontroso ed emblematico, diviso tra ciò che è ciò che vorrebbe essere, tra ciò che vorrebbe fare e ciò che è giusto gli venga chiesto di fare.
Detto ciò, perchè andare a vedere questo prequel? Perchè è sì un’americanta ma è un gran bel film. Perchè non è in 3D, quindi non punta a catturare i bambini, ma dà subito un carattere più da adulti, perchè forse certe sottigliezze le si possono capire solo da una certa età in poi. E questo la Marvel lo sa bene.

2 commenti

  1. lucia / 10 giugno 2011

    Ma che brava che sei, tesoro! E hai tanta, tanta ragione!
    Ripensandoci, avrei gradito, nel film, un maggiore approfondimento dei personaggi…per esempio, il cambio di schieramento di Angel è un po’ troppo repentino. Ma va bene così. Mi sono divertita tantissimo e in alcune scene mi sono persino commossa un po’.
    E’ inutile dire che io sto dalla parte di Magneto tutta la vita.
    Mutante e fiera!

    • ren84 / 10 giugno 2011

      Si bhè…diciamo che lo fanno intuire…poi è sempre un film americano di azione….non è che possiamo aspettarci un introspezione psicologica.
      E non so perchè ma immagino i punti in cui ti sei commossa…Tovarish!! =) (si scriverà così??? BOH!)

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