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Recensione su X-Men: L' inizio

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18 giugno 2011

considerando che l’ultimo xfilm era stato quella ciofecata di Wolverine direi che qui tutto funziona molto meglio.
Prima perchè c’è una storia (! e io ho trovato carino che la crisi missilistica urss/usa fosse dovuta ai mutanti), secondo perchè le scena d’azione sono ben girate e non grottesche.
Certo che il sapore dell’occasione mancata c’è tutta: non parlo della questione dei tradimenti del fumetto e delle incoerenze con gli altri capitoli (bisogna capire che spesso le produzioni sono differenti e che si ignora cosa sia stato detto e fatto prima, solo mantenendo l’unità delle produzioni si può sperare in un briciolo di coerenza), ma di quel tocco di kitsch che attraversa il personaggio di Shaw (eccessivo anche per il kitsch in sè) e della piattezza dello sviluppo del personaggio di Magneto. Il senso della vendetta è insito nella storia di Magneto, la sua guerra personale e privata è quasi un dato di fatto acquisito, ma ora troviamo uno Shaw che sì catalizza tutta l’ira di magneto, ma soprattutto fa sembrare quest’ultimo una sua brutta copia decontestualizzata. Perchè Magneto ce l’ha così tanto con gli umani se l’eperienza del lager qui viene schiaccita nel ricordo di un pazzo, anch’esso mutante e anch’esso in guerra con gli umani, che gli ha ucciso la mamma? Insomma il cardine del rifiuto del diverso non è per nulla tematizzato e neppure storicizzato per quanto ce ne sarebbe stata l’occasione. Se Shaw gli ha ucciso la mamma e lui passa 20 anni a rincorrerlo perchè non odia tutti i mutanti cattivi a pazzi???
Diciamo che manca un pochetto il rapporto fra uomini e mutanti ( sprecata totalmente ogni possibile profondità nei rapporti fra gli umani della Cia buoni e i mutanti che gli aiutano), la paura dei primi, il bisogno di normalità dei secondi, se i personaggi secondari un po’ argomentano la questione il tutto però non mi pare sufficien perchè lì entra anche un gioco un problema generazionale molto forte che rischia di indirizzare la lettura della diversatà al solo sviluppo adolescenziale.
Come puro intrattenimento non sarebbe neanche male, ma è zoppicante.

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