Recensione su La furia di un uomo - Wrath of Man

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Il western aggiornato secondo Guy Ritchie / 13 Gennaio 2022 in La furia di un uomo - Wrath of Man

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Wrath of Man è un film per Jason Statham, ma non mi è sembrato un film di Guy Ritchie.
Sarà l’ambientazione losangelina, va a sapere.
Zero ironia, zero dialoghi, zero musiche non originali da antologia.
Se non avessi saputo chi c’era dietro la macchina da presa, non avrei mai mai mai pensato al ragazzaccio di Hatfield.

Con il pretesto di fare il remake di un film francese (Le Convoyeur, 2004, di Nicolas Boukhrief), Ritchie ha diretto un western aggiornato ai tempi nostri, con tanto di assalti alle diligenze e pistoleri spietati, e ha inserito nel cast -per scelta o per coincidenza?- Scott Eastwood, il figlio di quel Clint che di storie e di vendette di frontiera se ne intende(va) benissimo.

Nel complesso, Wrath of Man è un buono e lineare film d’azione, solido, maschio (anzi, puzza così tanto di machismo tossico che, per come è costruito e presentato fin dall’inizio, il positivo Bullet, il personaggio interpretato da Holt McCallany, lascia capire presto che sporco gioco sta giocando).
La storia non mi è sembrata particolarmente originale, ma, anche grazie all’uso di una forma abbastanza blanda di “effetto Rashomon”, che propone il racconto da più punti di vista e con qualche salto temporale, il film riesce a tenere gli spettatori incollati allo schermo per due ore e si lascia apprezzare sicuramente per la qualità formale (le scene d’azione sono davvero ben realizzate).

Nota a latere: le musiche originali di Chris Benstead ricordano molto (troppo!) quelle del compianto Jóhann Jóhannsson per Sicario (2015) di Villeneuve.

(Sei stelline e mezza)

2 commenti

  1. rust cohle / 17 Gennaio 2022

    È vero, non sembra un film di Ritchie: zero ironia, pochissimo montaggio ipercinetico, sceneggiatura e soggetto banali (tanto che dopo 5 minuti si capisce perché Statham è incazzato nero) però la messinscena è ottima e di conseguenza la scrittura passa abbastanza in secondo piano, almeno per come giudico i film io.
    Concordo con il discorso della musica, quei bassi ricordano parecchio la soundtrack di Sicario, li ho trovati calzanti.

    Il film andava tagliato di 15/20 minuti secondo me, due ore sono un po’ troppe però nonostante non sia un capolavoro e sia completamente lontano da quello che è lo stile del regista, io, questo film, lo giudico positivamente e sono contento perché mi sembra che Ritchie stia risalendo, lentamente, la china.

    • Stefania / 17 Gennaio 2022

      @rustcohle: è vero, Ritchie sembra in buona salute (cinematograficamente parlando). Secondo me, lo dimostra benissimo il fatto che il film, pur non avendo una storia originale e pur essendo un film pienamente di genere, riesca a piacere con poche riserve.

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