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Recensione su Wonder Woman

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Un film in diminuendo / 16 giugno 2017 in Wonder Woman

Wonder Woman è un film in diminuendo. Un inizio incalzante e ben ritmato assistito dall’ottima dinamicità delle scene d’azione si affievolisce costantemente fino ad un finale insipido, dai significati banali, che rinuncia persino alla buona coreografia presente in tutto il resto del film. Se si lasciava intendere una necessaria evoluzione psicologica della protagonista (che appariva fin troppo marcatamente ingenua per non farcelo credere) il finale è solo un riaccomodamento della sua ingenuità, non un’evoluzione. Intrattiene, questo si, almeno fin tanto che la banalità non monopolizza lo sceneggiato, e Gal Gadot (seppur notando una recitazione artificiale in almeno due scene) ha il personaggio cucito addosso, e la sua presenza è solidissima, iconica, almeno quanto la sua bellezza. C’è chi dice che questo sia un film Marvel, e come dargli torto? Solo che, tra questi, non è neanche tra i migliori. Interessante la ricostruzione della società maschilista degli anni ’10 del novecento, a cui Diana è avulsa e con cui si scontra, in suo pieno stile, a muso duro.

2 commenti

  1. Tyler Durden / 12 luglio 2017

    Non sono d’accordo sul fatto che il film sia in diminuendo, anzi : dal primo all’ultimo minuto ha un ottimo ritmo, e poi la grande guerra è finita nel 1918 non negli anni ’20

    • Joel / 13 luglio 2017

      Possibilissimo che tu non sia d’accordo, a me è sembrato invece palese. Giusta osservazione sull’errore che ho fatto degli anni ’20, correggo subito, fermo restando che il maschilismo, fino almeno agli anni ’50, rimase pressoché invariato.

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