Recensione su Wild

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Toccare il proprio limite… / 1 maggio 2015 in Wild

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

…e rimanere illuminati. Affrontare le paure, l’ignoto, rimanendo però coi piedi per terra, toccando le creste, i punti più elevati del proprio essere, dopo aver conosciuto i propri inferi, ci trasforma. Ci aiuta ad assumere pienamente e finalmente la responsabilità di noi stessi. Portare in superficie le nostre ferite più profonde, proprio quelle inguaribili, che hanno sfigurato la nostra anima, avendole ogni istante che la lotta per sopravvivere alla sfida della natura selvaggia ci lascia, ci muove al viaggio, all’unico autentico, quello interiore. Dunque le persone che ci hanno o abbiamo lasciato, ciò che saremmo potuti essere e ciò che non saremo mai, le sfide a cui abbiamo rinunciato prima d’intraprenderle, illudendoci che non avessimo nessuna scelta, tutto questo ci apre a un nuovo incontro con l’altro. Prima lo intravediamo lontano, ostile, pericoloso, poi, man mano che ci avviciniamo, distinguiamo un po’ meglio i suoi lineamenti: somiglia sempre di più a noi stessi. Infine ci sembra di averlo di fronte, faccia a faccia e infine, in un ultimo radioso, miracoloso sforzo, entra e ci attraversa e lì avviene il riconoscimento che ci trasforma. Ora non è più un estraneo ma è semplicemente l’Altro…

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