Recensione su Qui dove batte il cuore

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17 maggio 2014

Non è Natale senza “una poltrona per due” così come non è primavera-estate senza “Qui dove batte il cuore”, commedia romantica che, a chi è totalmente sfiduciato nella vita, lo porta inesorabilmente a imboccare due strade, o quella della speranza che, prima o poi, la fortuna sorrida a tutti o quella della depressione, perché cose così, di solito, accadono solo nelle commediole romantiche americane.
Ora, non è per dire, ma trovatemi voi nella vita reale una ragazza che sia stata abbandonata dal suo ragazzo al settimo mese di gravidanza( e qui purtroppo è una cosa abbastanza comune) e si ritrovi, nel giro di cinque anni, dal non avere praticamente nulla, a trovare una famiglia che l’accudisca, che le cresca la figlia, che riesca a diventare una fotografa di successo pur non avendo mai frequentato scuole e quasi incapace a leggere e a scrivere, che mi riceva un’eredità milionaria senza che gli eredi legittimi ne pretendano una parte(l’unica cosa che chiedono è il tavolo della cucina perché lì sopra ci sono tanti ricordi…), che riesca a costruirsi la casa dei suoi sogni dal nulla e che, dulcis in fundo, riesca anche a trovare l’uomo perfetto…trovatemela una così, forse riuscirò a fare pace con la vita…
Comunque, nonostante sia una pellicola alquanto noiosa e lenta nella trama, la Portman(che all’epoca era agli albori della sua carriera) fa sempre la sua buona figura.

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