Recensione su Welcome

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25 Maggio 2013

Un film che richiede una certa attenzione,per cogliere le molte sfaccettature contenute e -di conseguenza- le svariate riflessioni che ne derivano.
Mi sono soffermata molto sugli sguardi (sia quelli dei protagonisti che quelli concessi dalla regia con le inquadrature) e sull’atmosfera molto ovattata delle scene più determinanti.
In questa serie inserirei tutte quelle riguardanti la piscina ed il mare -le onde, il rumore generato dallo spostamento dell’acqua, il respiro.
Proprio quest’ultimo sembra essere un elemento costante nell’intero film.
Respiro che provoca la selezione tra vita e morte, per chi è più tenace e per chi si lascia andare alla debolezza.
Non voglio soffermarmi sulla forza dell’amore bensì su quella dell”agio”.
Come una persona abituata ad avere tutto sia ormai stanca e subordinata alla vita e chi, invece, in lotta continua per la resistenza riesca comunque ad inseguire i propri sogni -pur sapendo che non è facile, se non addirittura impossibile, raggiungerli.
Due identità diverse e dalla vita molto contrastante che si vedono uniti in una sola vicenda, a scaturirne molte altre.

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