9 Recensioni su

Welcome

/ 20097.5111 voti

Irrimediabilmente triste / 25 Agosto 2015 in Welcome

Non si può rimproverare niente a un film come Welcome. E’ profondo, è dolce, è serio. Forse anche troppo. Il protagonista è un giovane immigrato bloccato in Francia. Esatto, bloccato, in quanto in fuga da un paese in guerra non può essere rimpatriato e in quanto in Francia non può crearsi una vita lì. E allora decide di attraversare la Manica a nuoto, per raggiungere la sua ragazza che lo aspetta nel Regno Unito. Ed essendo un clandestino tutti lo evitano e lo guardano con diffidenza. Tranne un insegnate di nuoto, che decide di aiutarlo.
Il film è sincero, forse troppo. Struggente, circondato da un persistente grigiore.
Mi è piaciuto una volta visto, ma se lo dimenticassi non lo riguarderei.
Perché quando si cerca di riprodurre una sprezzante realtà, qui anche leggermente romanzata, si ricerca una serietà eccessiva. E riuscire a guardare l’intero film diventa un’agonia. C’è coinvolgimento, ma c’è anche il desiderio di smettere di guardarlo. E tutto perché se non fosse così triste non sarebbe valido. E’ il tipico film che strizza l’occhio alla critica, ma massacra il pubblico. E io che sono sempre la prima a dire che un film non deve essere leggero e deve portare un qualche messaggio, tendo a disprezzare il tentativo di inserire una totale tristezza e un assoluto squallore. Tendo a disprezzare tutto ciò perché il cinema deve essere qualcosa di completo, invece questo film inquadra la telecamera solo in un angolo buio e non permette mai alla luce di venire fuori.
E allora raggiunge l’altro estremo del cinema. Se da una parte c’è l’intrattenimento caciarone e leggero che piace al grande pubblico, dall’altra c’è una legittimazione dell’odio del pubblico per il cinema impegnato.

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25 Maggio 2013 in Welcome

Un film che richiede una certa attenzione,per cogliere le molte sfaccettature contenute e -di conseguenza- le svariate riflessioni che ne derivano.
Mi sono soffermata molto sugli sguardi (sia quelli dei protagonisti che quelli concessi dalla regia con le inquadrature) e sull’atmosfera molto ovattata delle scene più determinanti.
In questa serie inserirei tutte quelle riguardanti la piscina ed il mare -le onde, il rumore generato dallo spostamento dell’acqua, il respiro.
Proprio quest’ultimo sembra essere un elemento costante nell’intero film.
Respiro che provoca la selezione tra vita e morte, per chi è più tenace e per chi si lascia andare alla debolezza.
Non voglio soffermarmi sulla forza dell’amore bensì su quella dell”agio”.
Come una persona abituata ad avere tutto sia ormai stanca e subordinata alla vita e chi, invece, in lotta continua per la resistenza riesca comunque ad inseguire i propri sogni -pur sapendo che non è facile, se non addirittura impossibile, raggiungerli.
Due identità diverse e dalla vita molto contrastante che si vedono uniti in una sola vicenda, a scaturirne molte altre.

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24 Dicembre 2012 in Welcome

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Mmhsì, dunque, c’è ‘sto pischello iracheno… iracheno? Curdo! Ma non è lo stesso? Ma sì. Ma no.
Eh, no, però anche sì, comunque, che arriva a… a… come si chiama, Calais, arriva a Calais, e vorrebbe andare a Londra perché là ci sta la sua fidanzata con famiglia. Però che cazzo, mentre arrivare fino in Francia da clandestini ce la si fa, ecco, poi a passare la manica è un casino. Clandestini nascosti nei camion con dei sacchetti di plastica in testa per evitare che i sensori dei doganieri scoprano la loro presenza, conseguentemente clandestini che muoiono così, lui che non ce la fa. Però mica è scemo, va in una piscina e comincia a nuotare. Finisce sotto l’ala protettiva di un tizio triste sulla via del divorzio, vecchio campione di nuoto. Che a poco a poco si rende conto del trattamento poco meno che sado-nazi a cui sono sottoposti i clandestini da parte delle forze dell’ordine. E lo aiuta. In tutti i modi, ma soprattutto a nuotare. Tanto, tantissimo, abbastanza per il piano che sarebbe provare a superare la Manica a nuoto. L’istruttore è uno di quegli attori francesi odiosissimi perché sono in tutti i film francesi, e che qui adotta lo stesso stile recitativo di Willy in Sette anime, ovvero sembra stia sempre per mettersi a frignare/partirgli un embolo. Io lo odiavo perché quando ero in Belgio nel mio cinema trasmettevano mille volte un trailer orribile di un film con lui che non so nemmeno se sia bello o no, lo odiavo davvero dal profondo. Si intitolava La Moustache, e non ve lo linko perché nemmeno l’ho visto, che ca**o lo linko a fare? Ed era la storia, deduco dall’odiato trailer, di uno che si tagliava i baffi, ma pensa un po’, ‘sti francesi (no, su quel film non posso essere obiettivo, l’ho odiato troppo).
Insomma, Amir, Chener, Babar o come ca**o si chiama il curdo alla fine prova, indossa una muta e delle pinne e va.
Va.
Una volta lo ripescano e lo fanno ripartire dal via, e la seconda…
Ce la fa? (spoiler)
😀
No, scherzavo, no, non ce la fa, ma dove ca**o vuoi andare, ‘A KURDO!!!!
Affoga e muore. E tanti saluti all’integrazione.

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Triste ma bello / 6 Settembre 2012 in Welcome

Dialoghi ridootti all’osso ma immagini efficaci.. davveri ben girato e bene gli attori

14 Agosto 2012 in Welcome

L’ho visto in italiano poi l’ho rivisto in “francese” (tra virgolette perché è un misto di lingue che mi è piaciuto tantissimo), guardando anche il making of. E’ un film davvero unico. Mi ha colpito molto e sentire il regista e gli attori parlare di questo film lo ha reso ancora più vero. Ne parlo meglio sul mio blog http://www.lacasadialchemilla.com/2010/09/parte-34-welcome.html

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DRAMMATICAMENTE STUPENDO!!! / 10 Maggio 2012 in Welcome

Che bel film… La pelle d’oca dopo aver visto questo capolavoro. Storia di immigrazione e clandestinità in cui si riscopre il senso dell’amicizia e dell’amore. Un ragazzo vuole a tutti i così andare in Inghilterra per coronare un sogno oltre che lavorativo anche d’amore. Ma di problemi ce ne sono. Recitato in maniera impeccabile. Ne una sbavatura, ne una situazione banale. Bello.
L’amiciza e l’amore sono i sentimenti che emergono. Cosa si fa per amore, non ci si ferma per nessun motivo.
E’ un grande insegnamento di vita.
Imperdibile!

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solo riflettere / 8 Febbraio 2012 in Welcome

Per una volta non ho molte parole da spendere su questo film.. non ho avuto molto tempo per pensare durante la visione…

ne consiglio assolutamente la visione, però è un film che mi ha lasciato abbastanza senza troppe parole e troppo pensieri…

ci son troppe cose che non possiamo nemmeno immaginare, ci son troppe vite che non possiamo nemmeno avvicinare

ci son troppe energie nascoste che escono soltanto in determinate situazioni e che danno un senso di misteriosa magia e potenza

non alla vita stessa ma a quello che un essere umano può fare nel tempo che ha a disposizione. Ci sono dei limiti che possiamo superare

che non riusciamo nemmeno a vedere, ci sono dei valori che possiamo dare che nessuna legge, nessuno stato, nessun governo, nessun senso

comune può fermare…

Certo, è solo un film, ma quella frase “è solo un film” mai come oggi appare come la più piccola e povera scusa che vogliamo sentirci dire per non

vedere le nostre vite così piccole e per non perderci nel dubbio che non solo anche noi potremmo fare della nostra vita molto di più, quanto forse

ancor peggio che non sappiamo o non abbiamo mai trovato qualcosa per cui farne di più….

quante vite nascoste, quante morti silenziose, quante battaglie non fanno rumore? quante ne fanno troppo per nulla?

Un film che fa riflettere non tanto per la storia che racconta quanto per quella che, forse, potremmo ma non possiamo raccontare noi.

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17 Febbraio 2011 in Welcome

Bilal viene dal Kurdistan, ha percorso a piedi 4000 km fino a Calais ed ora intende attraversare la Manica per raggiungere la sua fidanzata a Londra. Ha l’entusiasmo dei 17 anni, ma in mente gli orrori già vissuti della guerra e del viaggio lungo e difficile. Per passare la frontiera gli occorrono polmoni d’acciaio: se ti nascondi in un tir, devi infilare la testa in un sacchetto di plastica per non farti scoprire dai dispositivi della polizia. Ma lui non ce la fa ed è costretto a rimanere in Francia, tra la spiaggia e la città, in uno spazio di nessuno popolato da clandestini disperati.
Simon – un intenso Vincent Lindon – è un ex campione di nuoto sui cinquanta, t-shirt e ciabattine trascinate svogliatamente ai bordi della piscina comunale dove fa l’istruttore, mentre nel petto porta i cocci di un cuore frantumato dalla separazione dalla moglie di cui è ancora profondamente innamorato.

Dall’incontro fra i due e dall’assurdo sogno di Bilal di raggiungere a nuoto le bianche scogliere di Dover nasce una toccante storia di amicizia e amore, che finisce per lasciare più spazio alla sfera emotiva e privata, piuttosto che alla facile descrizione dei meccanismi polizieschi o legali che si abbattono sui clandestini. Una scelta che si rivela vincente, perché in questo modo il film – pur condannando apertamente la politica di monsieur Sarkozy – evita la facile predica moralistica sull’inospitalità dei Paesi ricchi e chiede per prima cosa allo spettatore di appassionarsi ai percorsi umani di due individui soli di fronte al loro bisogno d’amore.

Splendido e tristissimo nella sua dolorosa inevitabilità e drammaticità, il film di Philippe Lioret non cede al buonismo e alla retorica, ma preferisce raccontare la realtà senza espedienti da sceneggiatori, perché la realtà non si inventa e quando è di questo tipo supera di gran lunga l’immaginazione.

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15 Febbraio 2011 in Welcome

Tante le chiavi di lettura..di questa bella storia in cui un ragazzo curdo, Bilal incontra ostilità e solidarietà.Ha un sogno, raggiungere a nuoto Londra dalla Francia per raggiungere la ragazza che ama.
Sulla sua strada arriva Simon, un maestro di nuoto in piena crisi esistenziale che “entra” nel suo sogno nonostante la diffidenza e la delazione dei vicini, l’ostilità verso lo “straniero”e l’ambivalenza che attraversa i rapporti di tutti noi ma che si fa più forte quando Polizia, Perbenismo e Diffidenza irrompono nelle nostre vite.
Che dire.. uno dei pochi film in cui mi piace seguire il rapporto tra un uomo e un ragazzo, due maschi in crisi per motivi diversi ma ricchi di sentimenti e di emozioni. Da vedere.

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