2009

Welcome

/ 20097.5109 voti
Welcome
Welcome

Calais, Francia: un ragazzo curdo diciassettenne, Bilal Kayani, vuole recarsi a Londra per sottrarre la sua fidanzata, Mina, a un matrimonio combinato dalla famiglia. Per evitare che la sua ragazza si sposi con un cugino che non ama, Bilal, oltre a dover affrontare il padre di lei, che non lo vede di buon occhio, deve trovare il modo di giungere in Inghilterra. Non avendo alternative decide di andarci attraversando a nuoto lo Stretto della Manica. Riuscirci è un'impresa, ma egli ha intenzione di provarci lo stesso. Per prepararsi all'ardua traversata, il ragazzo prende lezioni di nuoto da un ex atleta, Simon Calmat, che sta divorziando dalla moglie, Marion, un'insegnante che passa il proprio tempo libero ad aiutare i più bisognosi. Welcome ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Premio della Giuria Ecumenica al Festival di Berlino (2009), Miglior Sceneggiatura e Premio Speciale della Giuria Giovanile al Festival di Gijòn (2009), Premio del Pubblico al Festival di Varsavia (2009), Gran Premio per la Rappresentazione Drammatica all'Heartland Festival (2009), Premio Lux (2009) e Premio Lumière per il Miglior Film (2010).
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: Welcome
Attori principali: Vincent LindonFirat AyverdiAudrey DanaOlivier RabourdinDerya AyverdiYannick Renier, Thierry Godard, Jean-Paul Comart, Firat Celik, Mehmet Selim Akgul, Murat Subasi, Behi Djanati Atai, Patrick Ligardes, Jean-Pol Brissart, Blandine Pélissier, Eric Herson-Macarel, Gilles Masson, Emmanuel Courcol, Jean-François Fagour, Lazare Herson-Macarel, Stéphane Butet, Carine Bouquillon, Ibrahim Kiransal, Jacques Herlin, Jeremy Zylberberg, Vincent Pietton, Bruno Tuchszer, Florence Hebbelynck, Joakim Latzko, Emmanuelle Dupuy, Philippe Gaulé
Regia: Philippe Lioret
Sceneggiatura/Autore: Olivier Adam, Emmanuel Courcol, Olivier Adam, Emmanuel Courcol
Produzione: Francia, Gran Bretagna
Genere: Drammatico, Romantico
Durata: 110 minuti

Irrimediabilmente triste / 25 Agosto 2015 in Welcome

Non si può rimproverare niente a un film come Welcome. E’ profondo, è dolce, è serio. Forse anche troppo. Il protagonista è un giovane immigrato bloccato in Francia. Esatto, bloccato, in quanto in fuga da un paese in guerra non può essere rimpatriato e in quanto in Francia non può crearsi una vita lì. E allora decide di attraversare la Manica a nuoto, per raggiungere la sua ragazza che lo aspetta nel Regno Unito. Ed essendo un clandestino tutti lo evitano e lo guardano con diffidenza. Tranne un insegnate di nuoto, che decide di aiutarlo.
Il film è sincero, forse troppo. Struggente, circondato da un persistente grigiore.
Mi è piaciuto una volta visto, ma se lo dimenticassi non lo riguarderei.
Perché quando si cerca di riprodurre una sprezzante realtà, qui anche leggermente romanzata, si ricerca una serietà eccessiva. E riuscire a guardare l’intero film diventa un’agonia. C’è coinvolgimento, ma c’è anche il desiderio di smettere di guardarlo. E tutto perché se non fosse così triste non sarebbe valido. E’ il tipico film che strizza l’occhio alla critica, ma massacra il pubblico. E io che sono sempre la prima a dire che un film non deve essere leggero e deve portare un qualche messaggio, tendo a disprezzare il tentativo di inserire una totale tristezza e un assoluto squallore. Tendo a disprezzare tutto ciò perché il cinema deve essere qualcosa di completo, invece questo film inquadra la telecamera solo in un angolo buio e non permette mai alla luce di venire fuori.
E allora raggiunge l’altro estremo del cinema. Se da una parte c’è l’intrattenimento caciarone e leggero che piace al grande pubblico, dall’altra c’è una legittimazione dell’odio del pubblico per il cinema impegnato.

Leggi tutto

25 Maggio 2013 in Welcome

Un film che richiede una certa attenzione,per cogliere le molte sfaccettature contenute e -di conseguenza- le svariate riflessioni che ne derivano.
Mi sono soffermata molto sugli sguardi (sia quelli dei protagonisti che quelli concessi dalla regia con le inquadrature) e sull’atmosfera molto ovattata delle scene più determinanti.
In questa serie inserirei tutte quelle riguardanti la piscina ed il mare -le onde, il rumore generato dallo spostamento dell’acqua, il respiro.
Proprio quest’ultimo sembra essere un elemento costante nell’intero film.
Respiro che provoca la selezione tra vita e morte, per chi è più tenace e per chi si lascia andare alla debolezza.
Non voglio soffermarmi sulla forza dell’amore bensì su quella dell”agio”.
Come una persona abituata ad avere tutto sia ormai stanca e subordinata alla vita e chi, invece, in lotta continua per la resistenza riesca comunque ad inseguire i propri sogni -pur sapendo che non è facile, se non addirittura impossibile, raggiungerli.
Due identità diverse e dalla vita molto contrastante che si vedono uniti in una sola vicenda, a scaturirne molte altre.

Leggi tutto

24 Dicembre 2012 in Welcome

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Mmhsì, dunque, c’è ‘sto pischello iracheno… iracheno? Curdo! Ma non è lo stesso? Ma sì. Ma no.
Eh, no, però anche sì, comunque, che arriva a… a… come si chiama, Calais, arriva a Calais, e vorrebbe andare a Londra perché là ci sta la sua fidanzata con famiglia. Però che cazzo, mentre arrivare fino in Francia da clandestini ce la si fa, ecco, poi a passare la manica è un casino. Clandestini nascosti nei camion con dei sacchetti di plastica in testa per evitare che i sensori dei doganieri scoprano la loro presenza, conseguentemente clandestini che muoiono così, lui che non ce la fa. Però mica è scemo, va in una piscina e comincia a nuotare. Finisce sotto l’ala protettiva di un tizio triste sulla via del divorzio, vecchio campione di nuoto. Che a poco a poco si rende conto del trattamento poco meno che sado-nazi a cui sono sottoposti i clandestini da parte delle forze dell’ordine. E lo aiuta. In tutti i modi, ma soprattutto a nuotare. Tanto, tantissimo, abbastanza per il piano che sarebbe provare a superare la Manica a nuoto. L’istruttore è uno di quegli attori francesi odiosissimi perché sono in tutti i film francesi, e che qui adotta lo stesso stile recitativo di Willy in Sette anime, ovvero sembra stia sempre per mettersi a frignare/partirgli un embolo. Io lo odiavo perché quando ero in Belgio nel mio cinema trasmettevano mille volte un trailer orribile di un film con lui che non so nemmeno se sia bello o no, lo odiavo davvero dal profondo. Si intitolava La Moustache, e non ve lo linko perché nemmeno l’ho visto, che ca**o lo linko a fare? Ed era la storia, deduco dall’odiato trailer, di uno che si tagliava i baffi, ma pensa un po’, ‘sti francesi (no, su quel film non posso essere obiettivo, l’ho odiato troppo).
Insomma, Amir, Chener, Babar o come ca**o si chiama il curdo alla fine prova, indossa una muta e delle pinne e va.
Va.
Una volta lo ripescano e lo fanno ripartire dal via, e la seconda…
Ce la fa? (spoiler)
😀
No, scherzavo, no, non ce la fa, ma dove ca**o vuoi andare, ‘A KURDO!!!!
Affoga e muore. E tanti saluti all’integrazione.

Leggi tutto

Triste ma bello / 6 Settembre 2012 in Welcome

Dialoghi ridootti all’osso ma immagini efficaci.. davveri ben girato e bene gli attori

14 Agosto 2012 in Welcome

L’ho visto in italiano poi l’ho rivisto in “francese” (tra virgolette perché è un misto di lingue che mi è piaciuto tantissimo), guardando anche il making of. E’ un film davvero unico. Mi ha colpito molto e sentire il regista e gli attori parlare di questo film lo ha reso ancora più vero. Ne parlo meglio sul mio blog http://www.lacasadialchemilla.com/2010/09/parte-34-welcome.html

Leggi tutto
inserisci nuova citazione

Non ci sono citazioni.