Recensione su Watchmen

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who watches watchmen? / 22 Gennaio 2019 in Watchmen

Probabilmente una delle pietre angolari del fumetto mondiale.
Un Alan Moore in stato di grazia trasforma i supereroi in una lunga metafora per parlare di politica, religione, società e rapporto con la paura.
Un fumetto talmente denso che per recensirlo occorre anche parlare di pirati e del fumetto che viene letto nel fumetto per un’operazione metatestuale che ha cambiato non solo il modo di raccontare i supereroi, ma che ha dato vita persino ad un font tipografico.

Ecco, tutto questo è stato preso da Snyder, spogliato di pathos e colore e trasformato in un’opera didascalica nella quale il pathos dell’originale viene meno. Un film discreto che perde consistenza una volta messo al cospetto del suo corrispettivo cartaceo.

Dal punto di vista visivo però, vale la pena ammirare il lavoro di trasposizione di tutto quanto abbia a che fare con il Dottor Manatthan; il viaggio su marte vale, da solo, tutto il bene che si possa dire, comunque di questo film.
Tra le colpe imperdonabili l’aver minato alle basi il modo in cui i DC heroes sono stati raccontati al cinema subito dopo.

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