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Recensione su Watchmen

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3 maggio 2011

Il film di Snyder è straordinariamente illustrativo, impressionante la capacità di “ricopiare” il fumetto, di rendere perfettamente lo scorrere dei disegni,di ricostruire l’ambientazione e quindi, differentemente dal parere di altri, mi domando perchè abbia cambiato il finale. Era necessario tagliare in alcuni punti, ovviamente, ma cambiare il finale è un atto forte e dal mio punto di vista viene cambiato in maniera da stravolgerne il senso perchè la doppiezza dei personaggi si dilegua
là dove il gufo e Jupiter si “ribellano” alla scelta di Veidt, si sorvola sul dubbio atroce che avvolge Veidt a cose fatte e che dovrebbe essere il dubbio di chi guarda il film, si fa del Dr Manhattan un dio davvero agli occhi della terra (“fino a che penseranno che Jon li guardi non succederà nulla”), come se l’umanità avesse comunque bisogno di pensare ad una entità esterna pensante che governi la sua vita, nel bene e nel male, un punto di vista che Moore tematizza problematicamente.
Il suo pauroso dono per il realismo fumettistico si ferma improvvisamente sull’età dei protagonisti, il comico è perfetto, ma la seconda Silk Spectre ha 10 anni di meno, non parliamo di Veidt, terribile l’attore e ignorato il personaggio, incomprensibile la scelta di attori di gran lunga più giovani che stonano se si deve pensare che i personaggi hanno vissuto gli anni della contestazione studentesca ( il gufo non ha la pancetta!).
Poi ci sono alcune scelte che reputo a dir poco sceme: la scelta dello stile porno soft per Jupiter in generale e quando lei che fa sesso con il gufo, l’eccessiva enfasi sui particolari di sangue, l’insistere nei combattimenti che spezzano il ritmo e tolgono angoscia al narrato.
Il film in generale è godibile, mi dispiace, ma perde la totale cupezza del fumetto, ogni tanto sparisce la paura apocalittica della fine del mondo su cui tutto ruota, alcuni personaggi sono troppo piatti rispetto al loro oscillare fra tensione alla giustizia, superomismo fascistoide, narcisismo, rapporti inquietanti con il governo di turno, non rimane molto della riflessione sul bisogno di giustizieri che attraversa la cultura degli states.
Bello il riassunto iniziale, una pennellata d’epoca molto ben resa , la cosa migliore del film

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