15 Recensioni su

WALL•E

/ 20088.1873 voti

Che dire… / 13 Gennaio 2019 in WALL•E

Un capolavoro, nient’altro da aggiungere!!!!

Capolavoro / 27 Marzo 2016 in WALL•E

Che dire di Wall-E, sicuramente il più bel film della Disney Pixar, ed uno dei più bei film fantascientifici di sempre, almeno secondo me. Troviamo di tutto, dai personaggi semplici (Wall-E stesso è un piccolo capolavoro) eppure quanto mai capaci di trasmettere emozioni, come neanche certi attori reali sono capaci di fare. Il film riesce ad essere divertente, emozionante, adrenalinico, persino commovente e soprattutto sempre SPETTACOLARE! Tecnicamente realizzato un modo superlativo, sia per quanto concerne i disegni che le animazioni. Veramente un film stupendo, capace di appassionare sia i più piccoli che (forse quasi di più) i più grandi, che ognuno dovrebbe vedere almeno uno volta nella vita

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L’amore irrazionale sconfigge la programmazione della vita. / 12 Novembre 2014 in WALL•E

In una realtà distopica la Terra è diventata una discarica priva di vita. L’unico rimasto è un instancabile robot di nome WALL-E. Giorno per giorno, il nostro protagonista, svolge il compito per cui è stato creato: ripulire il pianeta. Ma dopo più di settecento anni vissuti in solitudine WALL-E sembra manifestare sentimenti umani. L’improvviso arrivo d’EVE, robot femmina d’ultima generazione, lo aiuta a scoprire una nuova ragione di vita.
Una caratteristica che colpisce sin dall’inizio è l’utilizzo di un dialogo poco convenzionale (quasi assente); questo evidenzia altri elementi del film: musica, gestualità, ambientazione, luce ecc… componenti essenziali nel cinema muto. WALL-E non è il primo film d’animazione con queste caratteristiche. Nel 2003 esce “APPUNTAMENTO A BELLEVILLE”, lungometraggio d’animazione in cui il dialogo è completamente assente. In WALL-E era nato il desiderio di creare una contrapposizione del tutto innovativa, lontana dalla consuetudine. Grazie allo stesso “APPUNTAMENTO A BELLEVILLE” (film d’animazione molto apprezzato dallo stesso Andrew Stanton) il regista crea la giusta sinergia tra le vecchie musiche swing francesi e retrò anni ’70 e la fantascienza grazie soprattutto a Thomas Newman e alla collaborazione di Peter Gabriel.
Dal punto di vista ambientale, il messaggio è forte. Ci troviamo in una realtà massimamente indesiderata dove un piccolo “allocatore di rifiuti- classe terra” è rimasto sul pianeta dopo l’esodo nello spazio del genere umano. Qui sulla Terra svolge il suo incarico senza sapere di poter smettere in qualsiasi momento, con la compagnia di un semplice scarafaggio, il suo animale domestico, il solo organismo vivente capace di sopportare le condizioni creatisi sul pianeta. Da questa semplice idea gli sceneggiatori sono partiti per creare un perfetto intreccio tra passato, presente e futuro in modo tale da coinvolgere lo spettatore nonostante la mancanza di dialoghi funzionali alla vicenda. Sono i piccoli indizi delle scene iniziali a fornirci un quadro generale della situazione: la multinazionale BnL, nonostante il gran potere acquisito, non ha saputo gestire l’aumento vertiginoso del consumismo e dell’inquinamento. Di conseguenza gli essere umani hanno abbandonato il pianeta affidando a questi robot (WALL-E) il compito di ripulire la Terra.
Possiamo facilmente dividere il film in due parti. Nella prima metà conosciamo WALL-E, il suo lavoro e la sua quotidianità; nella seconda metà conosciamo EVE, lo spazio e la AXION, la crociera spaziale dove gli esseri umani si trovano in uno stato di perenne vacanza.
Come un bambino che non conosce il mondo che lo circonda, WALL-E non sa nulla della vita prima dell’esodo, di conseguenza è affascinato da oggetti, per noi comuni, ma di cui lui ignora lo specifico utilizzo; non può fare quindi a meno di collezionarli nel suo personalissimo rifugio. Al suo interno troviamo oggetti d’uso comune, ma in particolare quelli che potrebbero suscitare curiosità in un bambino. Non riusciamo a notare tutte le cose che WALL-E colleziona perché come accade in molti film, viene creata una scenografia dal vero per rendere la scena più intima e reale. Tuttavia questi oggetti ci sono e ognuno di essi ha una sua specifica storia; ad esempio la cassetta di “HELLO DOLLY” un film di Gene Kelly del 1969, basato sull’omonimo musical di Broadway. Ammirando gli attori dal vero nel suo minuscolo ipod, WALL-E cerca di imitarli e rimane colpito dal modo in cui i due protagonisti si stringono la mano. Egli recupera tutti questi particolari oggetti grazie ad un mini cassettone in spalla, ossia il comune zainetto che accompagna ogni bambino.
Dopo un piccolo assaggio della sua vita non possiamo fare a meno di immedesimarci in WALL-E perché egli non è altro che l’incarnazione stessa dell’inutilità. Cadendo nella routine ci rendiamo inevitabilmente conto che dietro le nostre futili attività deve esserci qualcos’altro. Similmente WALL-E, pur svolgendo un lavoro del tutto inutile, scopre una nuova ragione di vita che va ben oltre la sua direttiva prestabilita. Egli non è schiavo dell’auto- programmazione, le sue abitudini non lo condizionano più. La sua vita è ormai a stretto contatto con la realtà. Ritornando a casa alza gli occhi al cielo è rimane estasiato dall’universo stellato scoprendo necessariamente l’esistenza di un’entità superiore a lui: WALL-E prova sentimenti umani. Egli rappresenta anche la quinta essenza della perseveranza; nonostante tutti lo abbiano abbandonato lui persevera con forza e tenacia cercando di scoprire tutto ciò che la vita ha da offrirgli. Come una piccola piantina in una gran metropoli combatte con fermezza il sistema creato dall’uomo uscendo dalle minute crepe di un marciapiede, similmente la piantina che WALL-E trova all’interno di un vecchio scarpone, e lui stesso, rappresentano il desiderio di contrastare il tentativo degli uomini di minare tutto ciò che è organico. Da bambino a dolce animale domestico, curioso, WALL-E “annusa” ogni cosa, addirittura un semplice puntino rosso, che compare improvvisamente dal nulla, desta la sua curiosità. Quel piccolo raggio di luce corrisponde all’arrivo d’EVE.
WALL-E ed EVE sono i due estremi della robotica, entrambi, però sono un evidente riferimento ai nostri moderni beni di consumo che presentano una fisionomia. WALL-E è la fusione perfetta tra Luxo Jr. lampada della Pixar protagonista di un famosissimo cortometraggio, e un binocolo con il qual è possibile creare espressioni facciali. EVE, il sistema più costoso e innovativo della BnL, ha il volto tipico delle lavagne elettroniche, limitato nelle espressioni, ma enfatizzato dalla gestualità e dai suoni che emette: non ha una vera e propria voce umana ma presenta le medesime inflessioni, come lo stesso WALL-E.
Con l’approdo di EVE sulla Terra, WALL-E, che ha già raggiunto una nuova consapevolezza, matura scoprendo altri sentimenti umani come l’amore. Superando ogni complessità il nostro protagonista vive per l’amata ed è disposto a sacrificare tutto, anche la sua nuova vita per lei. In questa semplice storia d’amore è EVE ad imparare da WALL-E; da fredda e “robotica”, ligia al dovere comprende che la direttiva da portare a termine non è la cosa più importante della vita. Senza rendersene conto si lascia contagiare dalla stramberia e dalla curiosità di WALL-E iniziando a provare emozioni irrazionali. Queste sensazioni si concretizzano sull’AXION, l’astronave da crociera dove gli esseri umani si sono evoluti in enormi bambolotti, perdendo massa ossea. Seduti costantemente su sdraio in continuo movimento, questi enormi bebè di grasso hanno perso ogni riferimento con la realtà. Non hanno alcun contatto fisico tra loro né prendono parte ad alcun’attività sportiva. Condizionati dalla loro pigra routine hanno smesso di vivere. In maniera del tutto involontaria WALL-E, e il suo amore per EVE, aiutano l’umanità a scendere dalla sdraio per (re)imparare a camminare e vivere in tutti i sensi. In contrasto con questa speranza, AUTO, pilota automatico della nave, freddo, inespressivo e privo di sentimenti cerca di portare a termine la sua direttiva segreta (A113). Questo computer di bordo, simile per molti aspetti ai moderni Apple, è l’avanguardia estrema della programmazione. Tuttavia le sue impostazioni sono impreparate di fronte alla volontà e al coraggio di WALL-E. Il suo amore per EVE lo spinge ha sprecare tutta l’energia rimasta. L’amore trionfa sconfiggendo la programmazione della vita. Senza spoilerare oltre, ho apprezzato tantissimo il modo in cui i due innamorati dicono “TI AMO” nella scena finale.

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Meraviglioso / 14 Settembre 2014 in WALL•E

E’ inutile raccontare la trama o dirvi perchè va visto(anche se mi rendo conto che è un controsensoXD) ma l’unica cosa da fare è guardarlo. ASSOLUTAMENTE DA VEDERE!

9 Agosto 2014 in WALL•E

Mi sa che io rischio davvero di diventare così…
Lo devo rivedere presto!

Spettacolare / 23 Luglio 2013 in WALL•E

Una delle più belle distopie che abbia mai visto… Cattivo, cattivissimo, soprattutto perché quasi non te ne accorgi. In più copre un pubblico vastissimo, dal bambino al distopico, dal lover al laugher. GENIALE!

6 Luglio 2013 in WALL•E

Meraviglioso è dire poco.

19 Aprile 2013 in WALL•E

Una storia d’amore migliore di Twilight.

1 Marzo 2013 in WALL•E

Dolcissimo, semplice e profondo.
Ho trovato ridicola l’enorme polemica intorno al tema dell’obesità: allora se una persona stesse seduta in poltrona ventiquattr’ore su ventiquattro bevendo e mangiando alimenti ipercalorici, cosa dovrebbe succedere esattamente? L’America si dev’essere sentita molto punzecchiata.

Dolcezza / 15 Settembre 2012 in WALL•E

Infinita dolcezza nel vedere questo piccolo capolavoro!
Questo film della pixar è diverso dagli altri per il tema trattato (prima di vederlo non avevo letto la trama nè visto il trailer, e vedere in un film d’animazione per bambini come prime immagini la terra completamente abbandonata in uno scenario molto simile al post apocalittico ammetto che mi ha sorpresa) ed il fatto che nei primi venti minuti c’è una totale assenza di dialogo ed i protagonisti durante tutto il film non parlano tra loro se non chiamandosi per nome o pronunciando pochissime parole preimpostate come: “direttiva”, “no”, “Terra”. Eppure, grazie alle espressioni degli occhi robotici, si comprende chiaramente quali sono le emozioni che provano.
Wall-e, il piccolo robottino abbandonato, mantiene dall’inizio sino alla fine una dolcezza unica che supera qualsiasi altro personaggio d’animazione. Una tenerezza infinita questo film! Oltre a contenere un messaggio per l’umanità che di certo non è da sottovalutare! [alcune scene sugli esseri umani mi hanno ricordato il demenziale “Idiocracy”… Povera umanità!]
Bello, davvero bello.
Lo consiglierei a tutti ma so che molte persone guardano i film della Pixar principalmente come commedie leggere e non apprezzerebbero questo lavoro incentrato sulla natura dei sentimenti affettivi e la riflessione.

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2 Gennaio 2012 in WALL•E

Ahh… quanto ho amato questo film! E’ pura poesia dall’inizio alla fine.
Il tenero robottino Wall-e è rimasto tutto solo sulla Terra, abbandonata dagli umani perchè sommersa dai rifiuti (… è forse questo il destino che ci attende?), e la sua unica amica è una piccola cimice. Ma un giorno le cose cambiano con l’arrivo della sofisticata Eve, un robot con il compito di cercare eventuali forme di vita sul pianeta…
Un film dai dialoghi quasi assenti ma capace tuttavia di arrivare dritto al cuore, di una dolcezza incomparabile.

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20 Maggio 2011 in WALL•E

Altro bel film della Pixar che non sbaglia un colpo.
Stavolta unisce una parte comica e divertente che ricalca quasi i film muti, a una parte romantica senza dimenticare una critica alla società. Ovvero se non stiamo attenti: rischiamo di finire coperti dai rifiuti, ciccioni x la poca voglia di muoversi, comunicare anche con il vicino con i mezzi elettronici piuttosto che usare direttamente la voce (ma questo purtroppo è già abbastanza diffuso).
Wall-E è uno splendido personaggio e per essere un robot ha delle fantastiche espressioni in cui riesce a esprimere le sue emozioni e i suoi pensieri. Ed Eve piano piano inizierà a conoscerlo meglio…

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9 Marzo 2011 in WALL•E

…solo a me non è piaciuto e ha annoiato tremendamente?!? 😀

la cura / 9 Marzo 2011 in WALL•E

Il film è bellissimo per il 70%, ossia dove non ci sono gli umani, bellissimo e commovente.
La panoramica sulla terra deserta e invasa dall’immondizia ha la stessa potenza dell’inizio di Blade runner, almeno come visione del futuro, la melanconia struggente, il candore , l’innocenza , l’infinita solutidine dell’ultimo abitante sulla terra riesce a comunicare una vera inquietudine sul realismo della sua condizione (solo qualche settimana fa ho visto Io sono leggenda e mi domando come si può anche soltanto aver fatto un battage pubblicitario tale attorno a un filmetto simile).
Tutta la prima parte si plasma su Charlot, non è solo la scelta del mutismo, le gag visive davvero molto ben riuscite, ma è proprio il robottino che è un novello Vagabondo e con totale purezza si innamora di un macchinario/donna angelicato.
Molte sequenze sono di un lirismo perfetto, tra tutte: il ritorno alla prima infanzia per bisogno di protezione (il ritorno alle origini), un meccanismo molto umano: Wall e che si culla prima di dormire, una cosa stupenda; la danza liberatrice, gioiosa, vitale di Eve quando la lasciano sulla terra (gà qui si capisce che è un robot speciale, con una scintilla di umanità); la danza a due nello spazio quando finalmente si ritrovano, felicità, armonia, bellezza, condivisione.
IL messaggio del film è fortemente ecologista, ma il suo vero senso è la cura, non c’è nulla di più bello di Wall e che si prende cura di Eve ormai dormiente e spenta, una cura che non ha un ritorno immediato, una cura gratuita e mossa dall’amore, senza aspettarsi corrispettivi (e scoprendo questo lei comincia ad amarlo), una cura che per traslato dovremmo estendere al pianeta che abitiamo.
Tutto il film è pieno di citazioni cinematografiche (Manhattan, 2001 più volte, Alien, Et, corto circuito).

Le dolenti note secondo me arrivano con gli umani e la critica al consumismo, superficiale, senza un vero spessore, poco interessante, quasi disturbante nel tessuto narativo. E’ molto più bella la clinica per robot impazziti, la ribellione al programma precostituito, la follia, che è propria dell’uomo, è tutta ad appannaggio dei robot. Troppa l’accelerazione finale.

Ma resta un film che regala punte di poesia, commovente, che riesce a ridurre all’osso tutto ciò che è l’uomo e la sua cultura attraverso ciò che buttiamo (la fiamma del fuoco, il contatto fisico, la musica, il cinema, la natura) e che ritorna alle origini dell’arte cinematografica, riscoprendone il linguaggio primitivo.
Consigliato vivamente

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17 Febbraio 2011 in WALL•E

Lungometraggio super-commovente, per la dolcezza con la quale sono trattati i sentimenti umani dei robot, che non sono le solite macchine da combattere…
È l’ennesimo capolavoro capace di cambiare il modo in cui viene imitata non solo la realtà, ma anche i movimenti della macchina da presa.

Wall•E è l’ultimo robot rimasto sulla terra dopo che gli umani l’hanno abbandonata perchè invasa dai rifiuti. Si sono dimenticati di spegnerlo e lui da 700 anni continua a fare quello per cui è stato costruito: comprimere e ammassare rifiuti. Non parla ma si fa capire molto bene a gesti e attraverso una gamma di suoni espressivi. È un robot animato come un animale antropomorfo, un piccolo Charlot: operaio alienato che sogna un domani migliore collezionando cianfrusaglie umane e guardando il cielo stellato. E quando dal cielo questo domani migliore arriva sotto forma di un altro robot, Eve, più moderno e programmato per cercare vita sulla Terra, Wall•E lo insegue sull’astronave madre. Lì sarà un portatore sano e inconsapevole di caos e anarchia assieme agli altri “devianti” della società, cioè i robot difettosi.

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