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La carovana dei mormoni

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La carovana dei mormoni
La carovana dei mormoni

Dopo essere stati allontanati dalla propria città, un gruppo di mormoni viaggia attraverso lo Utah alla ricerca della terra promessa, di un nuovo posto dove ricollocare la comunità. Ma l'impervio e ostile territorio li costringerà ad affidarsi a due giovani, integerrrimi cowboy, che li aiuteranno a destreggiarsi tra fuorilegge e indiani Navajo...
hartman ha scritto questa trama

Titolo Originale: Wagon Master
Attori principali: Ben JohnsonJoanne DruHarry Carey, Jr.Ward BondCharles KemperAlan Mowbray, Jane Darwell, Ruth Clifford, Russell Simpson, Kathleen O'Malley, James Arness, Francis Ford, Fred Libby, Jim Thorpe, Mickey Simpson, Cliff Lyons, Don Summers, Movita
Regia: John Ford
Sceneggiatura/Autore: Frank S. Nugent, Patrick Ford
Colonna sonora: Richard Hageman
Fotografia: Bert Glennon
Produzione: Usa
Genere: Western
Durata: 86 minuti

L’identità meticcia del pionierismo / 21 Maggio 2015 in La carovana dei mormoni

Western che scorre chiaro e leggero tra i contrafforti rocciosi del deserto americano al ritmo di chitarra, violini e gli inconfondibili coretti dei “Sons of the Pioneers”. Non celebre, ma quantomeno conosciuto proprio per la sua solare semplicità e per l’assenza di divi, racconta in maniera esemplare il percorso di meticciamento dell’epos pionieristica, mettendo implicitamente alla berlina l’ideale di purezza delle origini; ciò che infatti inizia come un convoglio identitariamente compatto di uomini e donne dalla ferrea morale, si ‘contamina’ in itinere includendo saltimbanchi ubriaconi, accogliendo banditi, incontrando navajos. Oltre al tipico scenario di frontiera di Ford, ci sono qui tutti i suoi ingredienti preferiti: i balli folkloristici, i caratteristi che infondono la giusta dose di humour al film, le donne di forte personalità.

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14 Maggio 2014 in La carovana dei mormoni

La storia dei mormoni che fondarono e colonizzarono lo stato dello Utah è un’ordinaria storia del selvaggio far-west, magari una storia con meno pistoleri e sparatorie, meno conosciuta, ma non per questo meno importante nella formazione dell’identità del southwest statunitense. Lo Utah: bellissimo quanto inospitale, con i suoi molti canyon che da un lato costituiscono un paesaggio eccezionale e ineguagliato (uno dei più belli Stati degli USA, seppure poco conosciuto), dall’altro rendevano durissima la vita delle popolazioni che avevano la malaugurata idea di stanziarvisi. Come fecero i mormoni, che dopo aver fondato la capitale Salt Lake City si spinsero nelle ancor più impervie regioni meridionali, ai confini con l’Arizona, dove trovarono posti inaccessibili ma di rara bellezza (tanto da battezzare una di queste regioni, ora Parco Nazionale, Zion, in ricordo della Sion ebraica, la terra promessa).
John Ford racconta una di queste storie in questo classico del genere western, sicuramente un po’ anomalo, ma non per questo meno affascinante. Ci sono anche qui i pistoleri, i ladri di cavalli e i brutti ceffi, gli sceriffi che danno loro la caccia, gli indiani (Navajo) e tutto ciò che connota il genere. Ma sono assolutamente secondari perché preponderante è, una volta tanto, l’elemento paesaggistico, sia nella sua illustrazione per immagini (peccato per il bianco e nero che non permette di regalare allo spettatore il rosso acceso dei butte e delle mesa dello Utah e dell’Arizona – visto che in parte è girato anche nella Monument Valley – ), sia per l’elemento della conquista del territorio stesso, tanto più complicata in quanto compiuta da un popolo timorato di Dio e rispettoso delle tradizioni e della storia dei nativi. Non una conquista nell’accezione speculativa del termine, bensì intesa come raggiungimento della terra tanto agognata, da trasformare nella propria terra.
Il film, nonostante sia di una semplicità estrema, non per questo è meno affascinante, ed anzi la sua linearità si dimostra invero rassicurante. Del resto John Ford è una garanzia e questa pellicola è assolutamente immancabile, per gli appassionati del genere e non solo. Un film girato a budget ridotto e, pertanto, con attori di secondo piano, ma che è stato inserito dal regista tra i tre film che meglio hanno espresso la sua idea di cinema.

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