Recensione su Vuoti a rendere

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24 marzo 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un film ceco e bellissimo, anzi no, grazioso, come dico io, e gente che mi prende in giro, -ziosissimo. Un professore in pensione cerca di occupare in qualche modo il suo tempo. Fallito con schianto il tentativo di fare il corriere in bicicletta per le vie di Praga, finisce a occuparsi dello smaltimento delle bottiglie vuote in un piccolo supermercato, e vi trova la sua dimensione. Una selva di personaggi, secondari e stralunati, fiorisce tutt’intorno a lui. Nel frattempo desidera, non più la moglie, ma donne a decine (sì, però non è possibile che al supermercato vadano tutte gnocche e con la gonna trasparente; nemmeno se ci si trova in Repubblica Ceka. Beh, a pensarci bene e per quel che mi ricordo, forse se ci si trova in Repubblica Ceka sì.) e si informa per il viagra. Inserti onirici guidati da irrefrenati impulsi sessuali, sempre inconcludenti, e finale paesaggistico, poetico e riconciliativo, a zonzo sulla campagna a bordo di una rossa mongolfiera.

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