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Recensione su Videodrome

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“Morte a Videodrome. Gloria e vita alla nuova carne!” / 19 febbraio 2017 in Videodrome

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il direttore di una emittente televisiva pornografica, Max Renn (Interpretato da James Woods che impreziosisce la pellicola con una prova ottima), capta il segnale di Videodrome, una trasmissione pirata che manda in onda immagini di sesso e violenza estrema, inquietantemente realistiche. Indagando sulla trasmissione si imbatte in Bianca O’Blivion (Sonja Smith), figlia dei predicatore televisivo Brian O’Blivion (Jack Creley) che ha fondato la Chatode Ray Mission, una chiesa che ipnotizza la mente di chi guarda le sue trasmissioni. Bianca gli cede una VHS con un discorso del padre, ormai morto da tempo anche se le sue trasmissioni continuano con materiale registrato. Dalla videocassetta O’Blivion rivela a Max che Videodrome provoca lo sviluppo di una specie di tumore cerebrale, un nuovo organo in grado di indurre allucinazioni. Dopo la visione Max comincia a mostrare strani sintomi e vedere starne cose, la televisione si trasforma in una massa carnosa, il suo stesso ventre si spalanca e ingoia la videocassetta.
A creare Videodrome, si scopre, è stata la Spectacular Optical nella figura del suo capo, Barry Convex (Les Carlson), con lo scopo e tenere sotto controllo le menti delle persone attirate dal sesso e dalla violenza. O’Blivion stesso aveva inizialmente collaborato alla sua realizzazione, ma se ne era dissociato quando aveva capito i veri scopi della società. Convex vuole usare la stazione televisiva del protagonista per espandere il segnale e Max stesso, ormai programmato grazie alle video-allucinazioni, per eliminare i suoi avversari. Max comincia a eseguire gli ordini di Convex, ma non quello di uccidere Bianca, che riesce a de-programmarlo e a indurlo a uccidere lo stesso Convex.
Il finale è un delirio surreale, con Max che si spara e il televisore che trasmetteva quest’immagine esplode spargendo in aria pezzi di intestino…
Difficile cercare di condensare la trama di questo film, uno dei più rappresentativi dell’opera di David Cronenberg riguardante la fusione tra uomo e macchina, non solo mentale ma anche biologica e organica. Opera forse non del tutto comprensibile, con diversi passaggi oscuri, ma di sicuro profeticamente agghiacciante nel descrivere il potere della televisione sulle menti di chi la guarda. Nonostante sia uscito nel 1983, il film tanto fu lungimirante da risultare ancora oggi attuale in maniera sconvolgente. La televisione diventa in pratica un nuovo organo sensoriale (nuova carne) che si sostituisce a quelli consueti. L’uomo potrà così essere programmato televisivamente a piacimento, vivendo in un costante stato allucinatorio. La realtà non è più quella che viviamo, ma quella che ci viene mostrata da uno schermo.
Merita una citazione l’interpretazione di James Woods nei panni del protagonista,.

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