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Hollywood hollywood / 9 marzo 2011 in Via col vento

E’ la rappresentazione del gigantismo degli studios americani ed è bellissimo.
Da recuperare le leggende attorno al film che è un’opera totalmente del produttore, perchè Selznick ne è il vero artefice avendo cambiato ben 4 registi.
E’ firmato Fleming, ma lui arrivò buon ultimo dopo un avvicendarsi che portò dietro la macchina da presa addirittura Cukor, piccolo problema, lui aveva scelto K. Hepburn per la parte di Rossella: ma si può ? E infatti, grazie al fato, così non fu. La parte del protagonista non si poteva discutere, la Mitchell aveva scritto il personaggio di Reth pensando a Gable (per inciso denominato “Il re”, le ammiratrici lo braccavono ovunque e intasavano la sua posta chiedendo spesso e volentieri di ricevere un di lui “pelo pubico”(!), era il massimo della virilità pensabile, ma già all’epoca portava una dentiera), ma furono lunghe e perigliose le ricerche di Rossella, tutte ci provarono: Joan Fontaine, scartata, a cui offrirono la parte di Melania e lei piccata rispose “Fatela fare a mia sorella” e così fu; Norma Shearer che qualche asso nella manica doveva pur averlo, essendo la moglie di uno dei Warner all’epoca, nonchè star indiscussa, ma Selznick non cadde nell’ovvio rischiando di rovinare l’opera; la Hepburn per l’appunto e 2000 altre che si infilarono nell’ufficio di Selznick in tutti i modi (torte e scatoloni inclusi). Leslie Howard non voleva fare Ashley, commentava che a 40 anni suonati, biondino e sciapetto, non era possibile che tutte si innamorassero di lui perdutamente, ignorando magari Gable.
La Leigh era un peperino alquanto squilibrato, voleva avere voce in capitolo sul copione (giammai!) e Selznick, decisamente sfibrato, se ne uscì un giono con un “ Il copione se lo può infilare in quel suo regale culo britannico!”
Nel ’39 un altro dei problemi che il produttore dovette affrontare fu la gestione delle star: Gable e Leigh vivevano felicemente nel peccato (lui con quella meravigliosa e mai troppo compianta attrice che era Carole Lombard; lei con L. Oliver ) e ciò non era consentito, codici Hays inclusi, quindi planò come un falco su tutta la stampa, cercando di evitare l’esibizione dei precedenti matrimoni dei suoi protetti. Lunghissima la lavorazione, lo sforzo produttivo fu immenso con un elenco insuperato di tranquillanti e poi eccitanti assunti dal produttore per poter resitere allo sforzo, ma ne valeva la pena.

1 commento

  1. Stefania / 11 maggio 2011

    Dovrebbero fare un film su tutti questi retroscena romanzeschi, eh eh 😉
    Io ne so altri due su Gable: a quanto pare, non sapeva ballare e la scena del ballo di beneficenza con Rhett e Rossella vedova di Carlo che volteggiano nel salone è stata girata facendo salire gli attori su una pedana manovrabile, affinché dessero l’impressione di danzare. Beh, non è difficile notare che lo sfondo dietro di loro è finto, quindi… mah 😀
    Secondo aneddoto, pare che a “colui” puzzasse l’alito 🙁 e che la Leigh non lo baciasse mai volentieri, neppure dopo averlo obbligato a mangiare mentine…

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