Via Castellana Bandiera

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Via Castellana Bandiera

Rosa e Clara stanno girando in macchina per Palermo quando decidono di imboccare una strada stretta e finiscono per trovarsi di fronte un'automobile, guidata da una donna anziana, Samira, che giunge nel senso opposto. Dato che la via è troppo stretta perché entrambe le auto possano proseguire ognuna nella propria direzione, una delle due conducenti dovrebbe fare marcia indietro per far passare l'altra, ma né Rosa né Samira hanno intenzione di cedere.
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: Via Castellana Bandiera
Attori principali: Emma DanteAlba RohrwacherElena CottaRenato MalfattiDario CasaroloCarmine Maringola, Sandro Maria Campagna
Regia: Emma Dante
Sceneggiatura/Autore: Emma Dante, Giorgio Vasta
Fotografia: Gherardo Gossi
Costumi: Italia Carroccio
Genere: Drammatico
Durata: 90 minuti

Originale! / 18 Febbraio 2018 in Via Castellana Bandiera

Davvero ottima come idea. Ben realizzato. E’ un film se vogliamo strano, in quanto si svolge praticamente all’interno di una piccola via del Palermitano, talmente stretta che vi è lo spazio per far passare una sola macchina e invece, Due macchine bloccate una di fronte all’altra, nessuna delle due vuole cedere il passo all’altra e quindi rimangono così, ferme a “sfidarsi”… Chi la spunterà?! Non preoccupatevi non è noioso… anzi…

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11 Gennaio 2014 in Via Castellana Bandiera

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Forse sono un po’ di parte, in quanto siciliana lontano da casa, che appena vede un po’ di Sicilia in qualsiasi luogo si commuove quasi, ma questo film ha il sapore dell’amara terra sicula e delle sue contraddizioni. Donne forti e meravigliose, piene di vita e di sentimenti, si impuntano nella loro testardaggine e nel loro orgoglio, per un motivo apparentemente inutile. Piene di dolore per le loro vite che sembrano sgretolarsi sotto la spinta di qualcosa che loro non possono controllare, si battono, pronte a non mangiare e a non dormire pur di dimostrare a loro stesse che sono più forti della morte e più forti dell’amore. Sullo sfondo, lo sfacelo umano e morale di Via Castellana Bandiera è profondamente drammatico e comico per certi versi. Chi conosce bene la Sicilia sa che c’è qualcosa di vero in tutto quel volersi mostrare migliori, in quelle urla di rabbia e di dolore, in quelle paste al nero di seppia mangiate voracemente e in silenzio. E le donne? Tutte con i loro grembiuli a fiori, i loro occhi vispi e la sottomissione ai mariti, si riscattano solo parlando male le une delle altre, perché anche se sono intelligenti e sognatrici non possono scappare a questa tirannia degli uomini che organizzano scommesse e gestiscono il potere. Chi si salva? Solo Clara e il ragazzo, gli unici che sanno davvero amare e perdonare in tutto quel caos di orgoglio ed egocentrismo.
Alla fine, solo l’evento tragico per eccellenza – la morte – fa smuovere la situazione dalla scena statica delle due automobili immobili e fisse nella loro rabbia/paura, che abbiamo imparato quasi ad odiare. Rosa finalmente si muove, dopo aver compreso e accettato se stessa. Ma intuiamo che la scena di dolore e incomprensione si sposta solo un poco più avanti, forse sempre su Via Castellana Bandiera, forse su un’altra via. E tutti accorrono, ancora spaventati e sconvolti, nella speranza di trovare in un’altra scena di dolore e caos un senso e una scintilla nelle loro vite piatte. La musica straziante di un dolore antico e atavico, della Sicilia e dell’Italia in generale, risuona su quelle case e su quelle rocce dure.

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Western al profumo di zagara / 14 Ottobre 2013 in Via Castellana Bandiera

Rientro nelle sale dopo la pausa estiva con questa interessante opera prima di Emma Dante che oltre che regista del film si è riservata la parte di Rosa.
Un lungometraggio che è un vero e proprio “duello al profumo di zagara” fra due donne che venute ad incrociarsi con le rispettive vetture in un vicolo di uno squallido rione di Palermo , così stretto da non consentire altra manovra se non quella di retrocedere , arrivano sino ad un punto di non ritorno pur di non cedere il passo e darla vinta all’ “avversaria” sotto gli sguardi degli abitanti dell’intero rione , dapprima quasi indifferenti , poi interessati per puro tornaconto , ed infine tardivamente partecipi quando ormai è troppo tardi.
Uno scontro fra due personalità cocciutamente rigide ed inflessibili , opposte ma simili , quella della vecchia Samira (un’Elena Cotta che non ha bisogno di parlare , recita con gli occhi) che dopo la recente dolorosissima perdita della figlia non ha più niente da chiedere alla vita , e quella per l’appunto di Rosa , giovane donna delusa , scontenta , originaria proprio di quel luogo dal quale è fuggita per violenti contrasti con la propria madre ed ora costretta a ritornarvi con la compagna (un’Alba Rohrwacher in versione gay) per partecipare alla festa di nozze di un comune amico .
Un film non consolatorio , amaro , duro , che alcuni hanno voluto leggere in chiave di metafora del nostro Paese (ed in effetti gli spunti non mancano ) , che forse non merita tutti gli sperticati elogi che gli sono stati attribuiti all’ultimo festival di Venezia , ma che va almeno apprezzato come coraggioso tentativo di esprimere qualcosa di diverso nel non esaltante panorama della cinematografia nostrana .

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