Recensione su Vertical Limit

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Situazioni assurde, ma bella azione / 3 ottobre 2017 in Vertical Limit

Tre anni prima degli eventi del film, un fratello e una sorella (Chris O’Donnell e Robin Tunney), appassionati di scalate, stanno appunto cimentandosi nel loro sport, con il padre. Un incidente però porta alla morte di questo, con il fratello costretto dal padre a tagliare la corda per salvare la via di loro due. Passano tre anni appunto e i due si ritrovano: la sorella sta per scalare con un milionario alpinista (Bill Paxton) il mitico K2. I rapporti tra i due restano un po’ tesi per quanto capitato, ma, quando la spedizione si troverà in grossi guai, con la sorella, il milionario e il capo spedizione finiti in un crepaccio durante una tempesta, non esita ad intervenire mobilitando quanta più gente possibile. Tra questi due fratelli australiani piuttosto idioti ma simpatici (uno è Ben Mendelsohn) e una ex-guida (Scott Glenn) che è ormai fermo da anni, sempre deciso a ritrovare il corpo della moglie, morta tempo prima proprio lì. L’impresa sarà dura e durante il film i personaggi si riveleranno non essere tutti come sembrano. La trama purtroppo è molto confusa, mentre a tratti e fin troppo stereotipata e sa tantissimo di già visto. Peccato, perché per le scene action e con il cast, il regista Martin Campbell ci aveva veramente preso. Il film non è poi così tremendo, ma non arriva al sei comunque. Il buon Campbell comunque qualche anno dopo girerà un certo Casino Royale che sarà a dir poco un film stupendo.

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