Verónica

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Verónica

Madrid, 1991. Dopo aver giocato con due amiche usando una tavola Ouija, un oggetto usato dai medium per evocare gli spiriti, l'adolescente Verónica inizia a essere perseguitata da forze malevole.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Verónica
Attori principali: Sandra EscacenaSandra EscacenaBruna GonzálezBruna GonzálezClaudia PlacerClaudia PlacerIván ChaveroIván ChaveroAna TorrentAna TorrentConsuelo Trujillo, Ángela Fabián, Carla Campra, Chema Adeva, Miranda Gas, Luis Rallo, Maru Valdivielso, Iñaki Nebreda Peñagarikano, Samuel Romero, Sonia Almarcha, Carlos Cristino, Nayara Feito, Josu Bravo, Núria Gago, Leticia Dolera, Gema Matarranz, Natalia Mateo
Regia: femminaPaco Plaza
Sceneggiatura/Autore: Paco Plaza, Fernando Navarro
Colonna sonora: Chucky Namanera
Fotografia: Pablo Rosso
Costumi: Vinyet Escobar
Produttore: Enrique López Lavigne, María Angulo, Mar Ilundain
Produzione: Spagna
Genere: Drammatico, Horror
Durata: 105 minuti

Errata pubblicizzazione / 25 Marzo 2018 in Verónica

Si, hanno esagerato con la pubblicizzazione, come sempre. In un sito, di cui non ricordo il link, veniva spacciato come uno dei film horror più spaventosi dell’ultimo decennio. E mi chiedo, perchè? Cioè, nel senso, il film in fine dei conti non è fatto male… è sempre la solita “minestra riscaldata”, qualche bella scena ma nulla che non si sia già visto. Il cinema Horror deve prendere un’altra piega… ormai è in caduta libera, da almeno 20 anni, con qualche sporadica uscita, ovviamente.
Ripartiamo dall’inizio, basta possessioni, basta case infestate dagli spiriti e simili. Uno dei migliori film horror di tutti i tempi ha “poco horror”, mi riferisco a “Rosemary’s Baby”, quindi forse è il caso, cari miei registi dell’orrore, ristudiare il genere ed essere un pò più originali.

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Niente di nuovo / 20 Marzo 2018 in Verónica

Un film ad alti e bassi questo horror spagnolo di Paco Plaza.
Da un lato c’e’ una buona cura e sensibilita’ nel descrivere la vita di una ragazza di quindici anni che si ritrova a dover fare da mamma alle sue sorelline e al suo fratellino rinunciando così alla vita spensierata tipica della sua età(uscite con le amiche, feste, primi amori), dall’altra c’e’, oltre una presenza demoniaca dalle fattezze ridicole, una storia che non ha nulla di originale.
Alla fine un film che ricalca i grandi classici del genere senza apportare nulla di nuovo e originale.

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Vicolo cieco / 10 Marzo 2018 in Verónica

Dopo il progetto mockumentary [REC], creato con Jaume Balagueró, Paco Plaza tenta di nuovo la strada del “forse è vero, forse no” con Verónica, horror domestico pluricandidato ai Goya 2018 e tornato a casa a bocca asciutta.
L’assunto del film è che i fatti raccontati siano realmente accaduti a Madrid, nei primi anni Novanta, e che si basino su un vero resoconto delle forze di polizia. In realtà, questo elemento è fra i più deboli del progetto. L’ambientazione temporale non influisce in alcuna maniera nella narrazione e sembra giustificare solo la (onni)presenza degli Héroes del Silencio nella colonna sonora.
Insomma, Plaza si avvicina al cantuccio di The Conjuring, ma non imbrocca bene il sentiero. Eppure, il gioco immaginazione-realtà, portato dal livello formale a quello narrativo, prometteva ottimi risultati.

La storia è un guazzabuglio di elementi narrativi mal miscelati: possessioni demoniache, bambini, pubertà, eclissi di sole, c’è pure una suora cieca che tutto sa (forse).
In realtà, la sovrabbondanza di cliché è voluta e giustificata, perché contribuisce a straniare lo spettatore a sufficienza, facendolo dubitare di ciò che vede e avvicinandolo alla protagonista, agitata e confusa. Verónica è un’adolescente che deve prendersi cura dei fratelli minori, della casa e anche della madre vedova, impiegata n ore al giorno in un bar un po’ squallido. Verónica vorrebbe parlare con lo spirito del padre e si imbarca in una seduta spiritica sulla scorta nientemeno che dei fascicoli di una pubblicazione periodica sull’occulto.
La ragazzina è una tipetta longa longa e segaligna, serissima, malinconica, che sente gravare su di sé l’indesiderato peso della famiglia. E, benché abbia già quindici anni, non ha mai avuto il menarca. Il suo corpo è apparentemente maturo, ma, in realtà è solo un guscio che nasconde una bambina.
Insomma, questo mix di pressioni psicologiche e fisiche genera una (inevitabile) deflagrazione.

Purtroppo, questa ottima idea, supportata da diverse interessanti trovate tecniche, non si traduce in un racconto solido. Insomma, non porta a nessuna destinazione in particolare.
In sostanza, penso che di un film come questo, che pure richiama furbescamente altri classici di genere (perfino Rosemary’s Baby), non vi era davvero la necessità.
Certo è che, puntualmente, apprezzo il tentativo del cinema spagnolo di esplorare con coraggio strade diverse dal solo cinema drammatico o comico, cosa che, in Italia, accade molto più di rado.

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