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Recensione su Velvet Goldmine

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14 marzo 2011

Una gemma imperfetta (comunque, un plauso ad Haynes e a Micheal Stipe per aver scelto di realizzare e produrre questo originale omaggio all’inarrivabile glam rock dei favolosi 70’s: mi domando come mai Bowie l’abbia “disconosciuto”).
Mentre la prima parte del film è stupefacente, per talune invenzioni estetiche, ritmo e fantasia (senza dimenticare il felicissimo epiteto riferito a Oscar Wilde, definito “il primo artista glam della storia”), la seconda frazione, imperniata sulla scomparsa di Slade, ha meno mordente ed il finale, apologetico, è un po’ indeciso.
Belle prove d’attori, con J.Rhys Meyers in gran forma (canta, anche!) ed una Toni Collette adeguatissima.
Su tutti, però, spadroneggia Ewan, con il suo Curt Wild in pantaloni di pelle nera, talvolta più Cobain che Iggy.
Nessun aggettivo rende merito alla strepitosa colonna sonora.
Ops, l’ho definita “strepitosa” 😉

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