Recensione su Veloce come il vento

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Efficacemente pop / 18 Aprile 2016 in Veloce come il vento

Popolare in molti sensi (temi, premesse, risoluzioni, caratterizzazioni sono pensati per fare presa in maniera trasversale su molte fasce di pubblico, dall’appassionato di motori all’amante dei drammi famigliari), il film di Rovere è un concentrato di piacevolissimo intrattenimento, ben supportato da belle scene d’azione e da un Accorsi efficace come non lo ricordavo dai tempi di Radiofreccia.

Veloce come il vento è una piccola epopea di provincia che appassiona all’istante: è un film diretto, fortunatamente “essenziale”, capace di non incedere in maniera troppo compiaciuta nei cliché che non è riuscito a non mettere in scena (l’insistenza con cui viene sottolineato che, sotto il grasso da officina e la tuta, Giulia è anche una bella ragazza; l’antipatia gratuita di chi non appartiene al difficile mondo dei fratelli De Martino; ecc.) e facendo delle scene di corsa il suo vero punto di forza.
Tecnicamente, infatti, il film di Rovere ha sequenze d’azione così ben girate e ben montate da mettere realmente in circolo tensione e adrenalina, da mani sui braccioli, per intenderci.
La corsa finale, poi, esacerba positivamente l’influsso dell’epos classico che sottende tutta la vicenda. A questo proposito, senza tema di passare per eretica, l’immagine dell’auto concorrente che prende fuoco in corsa ha saputo ricordarmi un altro celebre riscatto cinematografico, quello del Ben-Hur di Wyler con la spregiudicata gara delle bighe senza regole.

Efficaci e ben sfruttate le peculiarità linguistiche a cui Accorsi è avvezzo: per quanto, cinematograficamente, le regionalità rischino di penalizzare un film, localizzandolo eccessivamente, qui l’uso reiterato di colorite espressioni gergali aggiunge carattere ai personaggi e al contesto.
La giovane De Angelis ha la giusta presenza scenica per incarnare Giulia, promette bene, ma, come dire, s’ha da fà (e mi auguro che questo ruolo di successo non la costringa ad libitum in un personaggio, quello della ragazza tosta ma fragile).

Azzeccata la colonna sonora dal mood elettronico e (semplifico) un po’ tunz tunz, in cui, se non ho capito male, figura anche un brano cantato dalla stessa De Angelis.
Ovviamente, non esiste alcun accenno alla vecchia canzone di Roberto Carlos (non l’ex-giocatore dell’Inter…) che (secondo me) ha concorso a scegliere il titolo del film 🙂 https://www.youtube.com/watch?v=eg1OnAmeMmM

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