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Recensione su Vamos a matar, compañeros

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Vamos a matar, companeros.. uno spaghetti-western fuori dal comune / 5 gennaio 2013 in Vamos a matar, compañeros

La pellicola in questione non è un semplice spaghetti western, no piccoli miei. Negativo passo.
E’ stato girato nel 1970, vi dice nulla ? Se vi dico ”68 però qualcosa vi viene. La pellicola in questione è un manifesto politico di tutto rispetto. Il film unisce momenti di tensione drammatica a forte comicità passando all’avventura Donchisciottesca. Non è una scusa per metterci la parola DON xD. Il film è ambientato in Messico, durante la Rivoluzione, ecco che emerge il tema politico tanto caro al 68. Abbiamo come protagonisti Lo svedese (Franco Nero) affascinante e pericoloso mercante d’armi, entra in contatto con Mongo Alvarez, un generale rivoluzionario cui stanno a cuore più i soldi che la rivoluzione. L’altro individuo poco raccomandabile nonché secondo protagonista è El Blasco (Tomas Milian), eroe dell’ultimo minuto, eroe per caso.
Il film si apre con un lungo flashback dove abbiamo proprio El Blasco, ancora non guerrigliero ma lustra scarpe, intento nel suo lavoro. Qualcosa va storto e da lui parte quello che lo porterà a diventare uno degli elementi più valorosi di Mongo. Si ribella al Generale Eduardo Fajardo, trafiggendolo.
Vorrei ribadire come questo avvenga per puro caso, El Blasco non voleva fare la Rivoluzione ma è stato portato ad intraprenderla dagli eventi.
Lo svedese ed El Blasco (un Che Guevara ante litteram ?) devono trovare un professore, l’idealista non violento Xantos, egli assieme ai suoi studenti prosegue in modo pacifico la rivoluzione. Il motivo per cui dovrebbero trovarlo è presto detto, Mongo vuole dei soldi che sono custoditi in una cassaforte, il professorino è l’unico a conoscenza della combinazione. Ci sono dei problemi, il professore è prigioniero degli americani, un ca**o di falco li segue, ora voi direte, un falco non è un problema.
Sicuro ma il proprietario e la sua allegra combriccola, lo sono. Per di più El Blasco si innamora di una bellissima rivoluzionaria, dura e “pura” (Iris Berben).
Il film prosegue con colpi di scena, travestimenti da frati, trucchi, baldracche da saloon fino ad arrivare ad una resa dei conti a pallottole contate, il tutto accompaganto da Enni Morricone che sembra riprendere i canti gregoriani.

Tomas e Franco due eroi della pellicola in un unico film.
Credevate di aver visto tutto lo stile di Corbucci con Django ? Manco per il ca**o.
Nel primo regna un’atmosfera crudele, pesante, dura come dura era la storia del protagonista. In questo film, si cambiano le regole del gioco, serietà, politica, divertimento, amori, gag.. oltre al fatto che si spara molto poco, ma quando si spara, si spara e sono guai.
Questo rende unico, nel suo genere, il film.

DonMax

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