Recensione su Valzer con Bashir

/ 20087.7182 voti

Fragilità della memoria / 8 Febbraio 2012 in Valzer con Bashir

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Valzer con Bashir è un film “documentario” d’animazione di Ari Folman (che ha realmente vissuto quei giorni) del 2008

e che attraverso il racconto orale, i ricordi dei protagonisti che incontrerà durante il film,

il meccanismo della memoria e della sua gestione da parte della mente umana, il ripercorrere ricordi ed eventi attravarso la condivisione

delle esperienze vuole far ripercorrere (per chi conosce l’argomento) e scoprire (per chi non sappia nemmeno di cosa si stia parlando)

i giorni del massacro di Sabra e Chatila.

Ora il film non trae conclusioni ma di certo fa riflettere e almeno personalmene fa riflettere ancora una volta (forse non se ne sente il bisogno

ma credo che dimenticare, sorvolare, far finta di niente, di non capire sia peggio che correre il rischio di rivivere sensazioni spiacevoli)

su cosa voglia dire vivere e vedere una guerra.. non lo si potrà mai capire se non con esperienza diretta (e spero di farne a meno per tutta la vita)

però certo se si riuscisse ad immedesimarsi nella testa di chi la guerra la vive da soldato forse si capirebbe di quanto sia una cosa senza senso

e di quanto sia un insulto per l’intelligenza umana parteciparvi.

Questa volta sensazioni ed emozioni che il film mi ha trasmesso sono sintetizzabili con molte meno parole e meno “piroette mentali” rispetto

ai film precedentemente “recensiti” come “ogni cosa è illuminata” o “departures”… diciamo che l’immagine riccorrente che mi sentirei di descrivere

come quella che meglio parla delle mie sensazioni dopo la sua visione è quella di un essere umano (meglio se in penombra in modo da non capire

se uomo o donna) seduto sotto un grande albero, in una distesa pianura fiorita in un tiepido giorno di primavera,

oppure sopra la cima di una grande montagna al tramonto o ancora accovaciato in una spiaggia deserta all’alba del mattino (scegliete quella che vi piace di più)

che fissa l’orizzonte in silenzio e ascolta il rumore del mondo e il rumore dei suoi pensieri…

Credo che in questo caso sia giusto lasciare più che mai ad ogni persona il suono del suo silenzio.

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