Recensione su Valzer con Bashir

/ 20087.7169 voti

24 marzo 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il film è un documentario animato doverosissimo, la mia amica di rifonda (yo yo rifonda) –come dicono loro- che non ci è voluta venire perché troppo israeliano ha preso una toppa grossa come il Nebraska; è il percorso autobiografico del regista che ha scordato cosa ne fosse di se stesso ai tempi di Sabra e Chatila. In soldoni funzionò press’a poco così:
Israele aveva conquistato Beirut e accerchiato i campi profughi. Bashir era il presidente (cristiano maronita) che stava per entrare in carica in Libano (appoggiato da Israele e Usa).
Bashir muore, in un attentato organizzato, sembra, dalla Siria.
I cristiani maroniti si incazzano come iene (così, a occhio, sembran gente vendicativa, ‘sti cristianazzi. Birbanti!).
I cristiani maroniti entrano nei campi profughi e ammazzano a suon di mitraglia un numero variabile ed imprecisato, tra le 450 e le 3500 persone (a seconda delle fonti).
L’esercito israeliano, regista compreso, se ne sta a guardare dalle alture circostanti.
Non dico che prendessero anche il sole ma quasi, stiamo parlando di distanze tra i carri armati israeliani e i luoghi del massacro nell’ordine delle poche centinaia di metri.
Perché il governo israeliano (leggasi quell’ormai vegetale di Ariel Sharon) ordina di non intervenire.
Se sbaglio qualcosa correggetemi.
Gente che perde la memoria, gente che muore a pile di 3500 (beh, certo, o 450).
Film da vedere a scuola?
Yeah.

12 commenti

  1. Presenza / 10 aprile 2013

    La recensione è corretta, secondo me è il film che è un pò scorretto perché si concentra troppo sugli esecutori materiali e troppo poco sui mandanti, cioè sionisti e americani.
    Comunque per essere stato fatto da un israeliano, è fatto anche troppo bene.
    Dovrebberlo farlo vedere nelle scuole… di Gerusalemme.
    Meglio che negare l’oloca…ehm no volevo dire il massacro di Sabra e Chatila.
    L’esercito israeliano aveva circondato questi villaggi per “proteggere i rifugiati palestinesi da eventuali ritorsioni da parte dei gruppi cristiani”; ma durante le 19 ore di massacri, secondo voci di corridoio, gli israeliani non hanno capito bene cosa fossero quei colpi di mitra, perchè impegnati a visionare l’ennesimo documentario americano sul “come è potuto succedere” che il popolo tedesco non si sia mai accorto di quello che avveniva nei lager.

  2. tragicomix / 11 aprile 2013

    Va anche considerato che assumere un punto di vista che possa accontentare tutti in queste situazioni è difficile al limite dell’impossibile, e forse anche dell’improbabile.
    Comunque voglio poterlo vedere in tutte le scuole, non solo in quelle di Gerusalemme 😛

  3. Presenza / 11 aprile 2013

    mi sa che hai ragione! 🙂

  4. Socrates gone mad / 11 aprile 2013

    Beh, va anche detto che accontentare tutti non è un obbligo e ci mancherebbe. Altrimenti dovremmo fare dei film sui lager preoccupandoci di non offendere i nazisti.

    • yorick / 11 aprile 2013

      @dovic, m’intrometto solamente per dirti che, effettivamente, sarebbe il momento adatto di smettere di prendersela coi nazisti.

      Passo e chiudo.

      • Socrates gone mad / 12 aprile 2013

        @yorick In effetti il paragone con i nazisti viene naturale perché il nazismo è diventato sinonimo di male assoluto. Non sarò certo io a voler invertire la tendenza ma, se il tuo voleva essere un invito a rinunciare alla facile demonizzazione in cambio di un approccio più approfondito, non posso che darti ragione.

  5. Presenza / 11 aprile 2013

    scusa @dovic , ma non credo di aver capito.
    puoi spiegarti meglio?

  6. Presenza / 11 aprile 2013

    non capisco la seconda frase, secondo te io penso che dovremmo fare film sui lager preoccupandoci di non offendere i nazisti?

    • Socrates gone mad / 12 aprile 2013

      @presenza No, il mio commento era riferito a tragicomix. Ci sono le vittime e ci sono i carnefici e in questo caso mi sembra evidente chi sono le prime e chi i secondi. Non vedo perché si dovrebbe preoccuparsi di non far fare brutta figura a chi a commesso o appoggiato quel massacro. In certi casi bisogna schierarsi e al diavolo il politically correct.

  7. Mercoledì Addams / 12 aprile 2013

    Lo sapevate che il regista Ari Folman è uno degli sceneggiatori di Be Tipul, cioè la versione israeliana (l’originale) di In Treatment?
    http://www.youtube.com/watch?v=h1yf3pZpw8I

Lascia un commento

jfb_p_buttontext