Recensione su Vallanzasca - Gli angeli del male

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7 Febbraio 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Negli anni ’70 Renato Vallanzasca impazza per l’Italia con la sua banda , chiamata “Bada della Comasina”, compiendo rapine e sequestri. Praticamente è il nemico pubblico italiano, ricercato, arrestato, evaso e ripreso più volte nel corso di quarant’anni. La sua vita è quasi completamente dedita alla carriera criminale, in particolare alla rivalità diventata poi- per un breve periodo- alleanza, con l’altro boss della mala milanese, Francis Turatello. Nel bene e nel male Renato diventa un personaggio della cronaca italiana…

Michele Placido mi piace sicuramente più come regista che come attore; trovo che abbia una buona capacità di raccontare storie con occhi distaccato, senza dare giudizi e creando invece empatia tra i personaggi sullo schermo e il pubblico.
Se IL GRANDE SOGNO non era riuscitissimo, ROMANZO CRIMINALE (uno dei miei film preferiti) è sicuramente uno dei film italiani più belli degli ultimi anni, film ch sicuramente non sfigurerebbe in competizione col cinema hollywoodiano; anzi, l’avrei visto bene alla notte degli Oscar (pura utopia, lo so…); attendevo quindi con ansia questo nuovo film, inevitabilmente accompagnato da tempo da grandi polemiche, soprattutto da parte dei parenti delle vittime di Vallanzasca e da politici di vario tipo (le prime comprensibili e giustificate, le seconde un po’ meno: come ha fatto notare il regista, in Parlamento ci sono persone che in quegli anni hanno fatto anche di peggio…).
Dopo averlo visto in prima visione posso dire che- anche se non c’è stato il colpo di fulmine avuto con ROMANZO CRIMINALE- anche questo film è ottimamente riuscito, rientra a pieno titolo in quello che gli americani chiamerebbero “gangster movie”, e sono sicura che, se ben sostenuto e pubblicizzato ( insomma, con quel po’ di impegno che pare mancare ai nostri produttori e registi nel valorizzare i nostri film all’estero!), potrebbe avere successo anche a Hollywood.
Kim Rossi Stuart si riconferma l’ottimo che attore che è, e che non ci farebbe certo sfigurare a confronto che le star hollywoodiane: un attore che sa calarsi nel personaggio completamente, mettendo in evidenza punti di debolezza e di forza che, volente o nolente, il personaggio ha: per esempio la sua onestà nel non trovare scuse per il suo agire (significativa la sua battuta: “C’è chi nasce per fare la guardia, io invece sono nato per fare il ladro” ), nel prendersi le proprie responsabilità anche quando la colpa non è direttamente sua (e qui bisognerebbe vedere quanto la versione dei fatti raccontata nel film sia aderente e veritiera con la realtà…), o la sua fedeltà agli affetti (elemento tipico di molti criminali).
Ne esce il ritratto- in negativo, per uno spettatore attento- di un uomo che ha buttato via la propria vita seguendo il miraggio della bella vita e dei soldi facili, sprecando l’evidente intelligenza ed energia fisica (anche se a tratti mi è sembrato un’invasato!) che poteva usare in ben altri modi positivi. Ottimi anche gli altri comprimari, in primis un efficacissimo Filippo Timi, nel ruolo del cattivo traditore (in fondo, un debole) che la pagherà cara.
Completa il tutto un ritmo sostenuto e un’ottima colonna sonora (dei Negramaro).
Consiglio di vederlo per non perdersi un’ottimo film italiano, al di là di qualsiasi giudizio si abbia sul personaggio in questione.

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