Recensione su Vallanzasca - Gli angeli del male

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2 febbraio 2011

Kim Rossi Stuart giganteggia (parla con impeccabile accento milanese, tra l’altro), mentre Timi esagera.
Alcuni episodi sembrano leggermente slegati tra loro e non si sa bene che fine facciano alcuni personaggi che, sulle prime, paiono fondamentali.
Nel complesso, però, il film è godibile ed interessante, soprattutto dal punto di vista estetico (parrucche di Paz Vega a parte).
Ho apprezzato molto il commento musicale originale, benché i Negramaro non mi piacciano granché: chitarre ruock in primo piano per brani strumentali ben calibrati.
Di certo, chi ha letto in questo film una celebrazione del bel René ha visto un’altra pellicola: qui, parlano i fatti, direi (riadattati o meno, per esigenze di copione) e, tirate le somme, Vallanzasca è un delinquente (affascinante), punto.

Nota di colore: la guardia carceraria a cui Vallanzasca spacca il naso, durante le prime sequenze, è nientemeno che (un) Miocuggino 🙂
Miiiiiiiiihaddetto miocugggggino…

1 commento

  1. luca.curtaz / 6 febbraio 2011

    E io c’ero quando ha visto a suo cuggggino!

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