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Recensione su Vallanzasca - Gli angeli del male

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6 aprile 2011

Sulla scia di Romanzo Criminale (che, mea culpa, devo ancora vedere) un altro film di Placido che indaga il mondo della criminalità italiana e in particolare di Renato Vallanzasca, pericolo pubblico italiano n°1 fine anni ’70-inizio anni ’80. Come x Nemico pubblico n°1 x la Francia (Mesrine) e Nemico pubblico x gli Usa (Dillinger) anche questo film ha suscitato polemiche, ingiustificate, nella Nazione interessata dalle gesta di questo efferato criminale; in realtà il film ricostruisce le sue gesta ma senza esaltarle, anzi dimostra ancora una volta come il crimine non paga.
Il film si apre con Renato Vallanzasca rinchiuso in carcere in Irpinia per poi aprire un lungo flashback x ricostruire come è nato questo delinquente interpretato alla grande da Kim Rossi Stuart (spesso in mutande per il piacere delle sue fan). Lo troviamo inizialmente bambino già affascinato dal mondo criminale e che diventerà il ladro più ricercato di Italia; con amici e successivamente professionisti costruisce una banda con cui compie rapine tra Milano e Lombardia. Inizialmente dai modi gentili, abbastanza strafottente (basta vedere il suo comportamento con Valeria Solarino che diventerà la sua prima moglie) verrà coinvolto in una spirale di violenza innescata soprattutto da qualche altro membro della banda. Playboy, criminale (ha scelto questo tipo di vita) è un personaggio abbastanza controverso, amato dalle donne e odiato dalle autorità (poliziotti e carabinieri). Inoltre è leale verso i membri della sua banda (almeno finchè anche loro dimostrano la loro fedeltà a lui), capace di tutto (anche di autolesionismo) pur di raggiungere i suoi scopi.
Splendida, oltre a Valeria Solarino, anche Antonella, interpretata dalla bella Paz Vega, amica di infanzia di Renato; ottimo balordo Filippo Timi.
Il film è ben fatto, intenso, drammatico e violento ma che riesce a strappare anche qualche sorriso x qualche battuta di Vallanzasca e dei suoi compari.
Forse le polemiche sono nate per la brutta figura che fanno poliziotti e carabinieri specialmente questi ultimi (vedi ad esempio scena dell’evasione dal traghetto, ma non è l’unica pecca).
Peccato solo che non si sia approfondito troppo il rapporto coi genitori: quando sorge un criminale del genere, si tende a incolpare i genitori per la mancata educazione ma qui non si capisce bene come nasca il bandito Renato Vallanzasca.
Per chi gli è piaciuto consiglio il film “Romanzo criminale” (c’è anche la serie tv) e di leggere “Ferro e fuoco” di Romano De Marco (uscito nei Gialli Mondadori) .

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