Recensione su Vai e vivrai

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19 Agosto 2013

Dopo Train De Vien Radu Mihăileanu non abbandona il tema della religiosità ed, in particolare, dell’ebraismo, con un riferimento ad un gruppo di ebrei neri, di origine etiope (Falascia) che alcuni studiosi addirittura riferiscono al celebre incontro tra Re Salomone e la regina di Saba, con tutte le conseguenze che il fatto comporta. L’isolamento di queste popolazioni è solo il contesto della storia perchè a Mihăileanu interessano le storie personali vissute all’ombra di un “imbroglio” che si radicalizza nella vita di un ragazzo fino al punto da condizionarlo interamente.
Non è il miglior film del regista rumeno perchè è quello in cui l’ironia viene a mancare di più. E’ un film più convenzionale e intimista, mentre la cifra stilistica di Mihăileanu è uno stile narrativo leggero ma astuto. Nè Il concerto e in Train de Vie la descrizione a tratti beffarda della cultura ebrea lascia emergere contenuti più profondi e anche una forma di rispetto per la cultura ebraica che incontra la storia (Germania e Russia vengono trattate allo stesso modo).
E’ un film intenso e girato con arte ma il suo limite è forse l’assenza del tocco geniale del suo regista.

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